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mercoledì 30 marzo 2016

#film: Mona Lisa Smile, Mike Newell

Mi è capitato di vedere, qualche sera fa, un film con qualche anno sulle spalle (è del 2003), che vale assolutamente la pena di andare a rispolverare: ispirato a una storia vera e diretto dall'eclettico Mike Newell, Mona Lisa Smile è un film davvero interessante, e non perché, com'è risaputo, ho una passione per i pipponi pro-diritti delle donne, ma perché si tratta di una pellicola equilibrata, ben strutturata e verosimile in quanto a tematiche trattate e ambientazioni.


Infatti ci mostra con dovizia di dettagli un tipico spaccato dell'America anni '50, l'epoca della guerra fredda, un momento storico spaventosamente infarcita di perbenismo e ipocrisia: una realtà in cui non tutto è come sembra, pronta ad esplodere, e che sta per dare il prepotente avvio alla fulgida fiamma del femminismo

Oltre alla tematica e all'eccellente interpretazione di Julia Roberts, il film è supportato da un ottimo cast di giovani attrici, un parterre tutto al femminile di grandissimo livello: da Maggie Gyllenhaal a Kirsten Dunst (magistrale nel suo personaggio apparentemente negativo, quello di una ragazza tradita, sola e disperata, che troverà comunque la forza di rifarsi una vita), senza tralasciare la brava Julia Stiles. 
   Il film presenta, inoltre, una ricostruzione accurata sia storico-scenografica (parte delle riprese si sono svolte proprio nell'antico college di Wellesley) sia dei costumi, e la trama stessa rende bene l'atmosfera che aleggiava nell'America dei fantastici (si fa per dire) Fifties: protagonista è la professoressa Katherine Watson, insegnante di storia dell'arte, si trasferisce al campus di Wellesley, prestigioso college femminile per rampolle dell'alta società. 
   Idealista e armata delle migliori intenzioni, Katherine è costretta a fare i conti con una realtà conformista, bigotta e repressiva, dove le stesse ragazze, ricevono un'istruzione improntata a renderle future mogli e madri di famiglia impeccabili, un traguardo nel pieno rispetto delle convinzioni sociali.
   Dopo le resistenze iniziali, Katherine cerca di spingere le sue allieve a non sacrificare le proprie aspirazioni e a non abbandonare gli studi pur di avere un marito: "Puoi fare entrambe le cose: sposarti ma anche diventare avvocato".
   I metodi di insegnamento "poco ortodossi", "troppo liberali" della professoressa Watson non sono ben visti dalla direzione del college, ma Katherine non è disposta a tradire il suo credo per avere riconfermato l'incarico, per cui decide di andarsene, lasciando in eredità alle sue allieve un messaggio di speranza e libertà impossibile da cancellare.

Un inno al femminismo, insomma, ma quello vero, fatto di forza di volontà e passione, non quello scadente del "Bruciamo i reggiseni" nelle piazze, per intenderci; un femminismo che si manifesta appieno in un film forte, intenso e commovente, ma anche molto ironico, dove l'ironia si manifesta chiaramente anche e soprattutto nelle scene finali, con la sfilata delle terrificanti pubblicità americane dell'epoca (sì, sono reali, non spaventatevi): 




martedì 29 marzo 2016

#cultura: #Libarna, il programma del primo semestre 2016

Alla presenza di Marica Venturino Gambari e di Alessandro Quercia della Soprintendenza Archeologia del Piemonte, insieme al Sindaco Alberto Carbone e all’Assessore alla Cultura del Comune di Serravalle Scrivia Marco Freggiaro, all’Assessore alla Cultura  del Comune di Novi Ligure Cecilia Bergaglio, alla Presidente dell’Associazione Libarna Arteventi Iudica Dameri, al Presidente del Consorzio Tutela del Gavi Maurizio Montobbio, alla coordinatrice del Distretto del Novese Barbara Gramolotti, al Dirigente Scolastico dell’Istituto Comprensivo di Serravalle Scrivia Paolo Modena e al rappresentante del movimento culturale “Resilienza ItalianaFrancesco Arecco è stato presentato il nuovo programma degli eventi di Libarna per il periodo febbraio giugno 2016.



In continuità con quanto realizzato nel 2015 (conferenze, workshop, concerti,visite guidate), le attività di valorizzazione dell’Area archeologica di Libarna proseguono anche nel 2016 con l’organizzazione di iniziative e di importanti eventi.
   Il programma prevede un ciclo di conferenze sulle città romane della IX Regio “Liguria”, giornate e visite a tema, percorsi sull’archeologia del vino e sulla storia del cibo, concerti e laboratori didattici.

Il sito di Libarna nel 2015, a conferma dell’interesse crescente, è stato tra i luoghi della cultura più visitati in Piemonte e secondo, dopo il Forte di Gavi, in provincia di Alessandria, facendo registrare un aumento del 50% del numero dei visitatori rispetto all’anno precedente.

Le iniziative organizzate tra febbraio e giugno 2016 vanno nella direzione di promuovere questo territorio ancora tutto da scoprire, che presenta grandi potenzialità e con al centro Libarna insieme al Forte di Gavi (“I colossi della cultura” – n.d.r.), offrendo ai visitatori un’interessante proposta turistico-culturale e spunti per un possibile ritorno.

Va infatti in questa direzione l’importante lavoro di rete sviluppato quest’anno e che per la prima volta ha generato una sinergia con il Forte di Gavi, coinvolgendo soggetti che a vario titolo concorrono alla valorizzazione di questa parte del territorio della provincia di Alessandria (compreso tra i Comuni di Gavi, Novi Ligure e Serravalle Scrivia) come il Polo Museale Regionale del Piemonte, il Consorzio Tutela del Gavi, la Camera di Commercio di Alessandria ed il Distretto del Novese.

Gli eventi sono promossi dalla Soprintendenza Archeologia del Piemonte, dall’Associazione Libarna Arteventi, dal Comune di Serravalle Scrivia e vedono la collaborazione del Polo Museale Regionale del Piemonte, del Comune di Novi Ligure, del Consorzio Tutela del Gavi, della Camera di Commercio di Alessandria, degli Istituti Comprensivi di Serravalle Scrivia e Arquata Scrivia, del movimento culturale “Resilienza Italiana”, della Proloco e dell’Associazione Commercianti di Serravalle Scrivia; il sostegno economico della Fondazione Cassa di Risparmio di Torino, della McArthur Glen – Serravalle Designer Outlet, del Gruppo Aedes s.p.a. e di Acos Energia.



Qui è possibile scaricare la presentazione: http://www.libarna.al.it/wp-content/uploads/libarna_presentazione2016_feb16.pdf

venerdì 25 marzo 2016

#arte: “Robert Doisneau. Le merveilleux quotidien”, Arengario di Monza

Siete alla ricerca di una mostra suggestiva per trascorrere una splendida giornata nei dintorni di Milano? E allora sappiate che, fino al 3 luglio 2016, l’Arengario di Monza ospiterà una mostra dedicata ad uno dei più grandi fotografi del Novecento: Robert Doisneau.

Robert Doisneau. Le merveilleux quotidien”, a cura dell’Atelier Robert Doisneau, è realizzata da Fratelli Alinari. Fondazione per la Storia della Fotografia e ViDi in collaborazione con il Comune di Monza e con la consulenza scientifica di Piero Pozzi. 


Il percorso espositivo presenta una selezione di ottanta fotografie originali che ripercorrono i primi quarantaquattro anni della carriera del maestro francese, dalla sua prima fotografia scattata nel 1929 a soli diciassette anni, fino alla sua opera del 1973, periodo storico in cui i protagonisti dei suoi lavori diventano soggetti e luoghi a lui molto cari come quelli delle banlieue parigine.

Con il suo spirito curioso, Doisneau è riuscito a mostrare il mondo che vedeva e che viveva attorno a lui. Un vero e proprio narratore della realtà che ha saputo, in maniera sublime, immortalare e trasmettere la vera vita di tutti i giorni della capitale francese.
   Le sue fotografie raccontano una Parigi in fermento fatta di attimi ordinari, di gesti della vita compiuti con semplicità e autenticità, di personaggi accomunati da un’anima generosa.


Quello che io cercavo di mostrare era un mondo dove mi sarei sentito bene, dove le persone sarebbero state gentili, dove avrei trovato la tenerezza che speravo di ricevere. Le mie foto erano come una prova che questo mondo può esistere”, affermò Doisneau in una delle sue più celebri dichiarazioni.

I suoi scatti sono dominati da una forte carica emotiva, da un atteggiamento di tenero e benevolo divertimento nei confronti della sua epoca che non deve tuttavia fuorviare dal cogliere la profondità della riflessione, l’autentica insolenza nei confronti del potere e dell’autorità e l’irriducibile spirito di indipendenza.

Negli ultimi anni diverse esposizioni in tutto il mondo hanno reso omaggio all’opera di questo illustre fotografo che, durante la sua carriera proficua, ha realizzato oltre 450.000 fotografie. 
   La mostra allestita all’Arengario di Monza vanta la presenza di oltre cinquanta scatti stampati direttamente dall’autore ed esposti per la prima volta in Italia insieme ad un percorso cronologico pensato per far scoprire non solo l’opera del maestro ma anche l’uomo Robert Doisneau.

Saranno proprio le parole del maestro, attraverso una serie di testi originali ed un interessante video, a guidare il pubblico lungo lo spazio espositivo alla scoperta del mondo che si nasconde dietro i suoi straordinari scatti.
   I visitatori potranno immergersi nei luoghi affascinanti della Ville Lumière tra le botteghe di un tempo, i bambini che giocano per strada, gli innamorati, gli animali, i momenti di festa e lo scorrere di una semplice, ma emozionante quotidianità.
   L’esposizione monzese è inoltre arricchita dalla presenza dello stesso modello della macchina fotografica - Rolleiflex Standard Alt - utilizzata da Doisneau per molti dei suoi lavori, proveniente dalle Raccolte Museali Fratelli Alinari di Firenze.

Per tutta la durata della mostra una serie di incontri ed eventi gratuiti, a cura di Piero Pozzi - fotografo e docente di fotografia presso il Politecnico di Milano, Facoltà del Design - permetteranno ai visitatori di approfondire l’opera di Doisneau e la storia della fotografia.

Informazioni utili:

Sede
Arengario di Monza
Piazza Roma – 20090 Monza

Date
19 marzo – 3 luglio 2016

Orari
Lunedì chiuso
Martedì, mercoledì e venerdì: 10.00-13.00 / 14.00-19.00
Giovedì: 10.00-13.00 / 14.00-22.30
Sabato, domenica e festivi: 10.00-20.00

Biglietti
Intero: 9,00 euro
Ridotto: 7,00 euro
Scuole: 5,00 euro

Contatti
www.arengariomonzafoto.com
Tel +39 02 36638600

mercoledì 23 marzo 2016

#libri: Incubi e poi l'amore, Federica Leone




Manuela è un'adolescente sempre in bilico tra il bisogno di sentirsi accettata e e la voglia (ri)trovare se stessa, una ragazza come tante, dolce e ribelle al tempo stesso, alle prese con la scuola, le rivalità, le liti e i dissapori tipici di quei 17 anni tanto agognati quanto difficili da vivere e da superare incolumi.
   Inizialmente uniformata alla massa, Manuela riuscirà ad uscirne grazie a Michele, il solitario della classe, il secchione che tutti evitano, un animo puro (che si rivelerà anche decisamente brillante e disinvolto, contro ogni aspettativa) che si nasconde dietro un paio di spessi occhiali di vista, un brutto anatroccolo pronto a trasformarsi in cigno.




Per chi ancora non la conoscesse, Manuela è la protagonista di una storia d'amore piccola, semplice, pura, quella narrata dalla giovane Federica Leone, alessandrina trapiantata a Londra, nel suo romanzo d'esordio, "Incubi e poi l'amore".
 
Un libro che narra, con toni delicati e al contempo estremamente realistici, tutta la fenomenologia dell'innamoramento, che porta a galla l'emozione che soltanto il primo amore, quello più giovanile, fatto di passione, scoperta, voglia di esplorare se stessi attraverso l'altro, sia spiritualmente che fisicamente, sa donare, una storia breve ma intensa che rievoca, anche nel lettore più coriaceo, ricordi dolceamari ma comunque intensi. 

Lo stile narrativo è ancora acerbo, ma comunque vivido, immediato, adatto ad esprimere il cromatismo emotivo dell'opera: i dialoghi risultano realistici e coinvolgenti, i personaggi ben caratterizzati, la trama basata non tanto sul meccanismo di azione/reazione quanto sull'interiorità dei protagonisti, al punto da poter essere assimilato ad un romanzo di formazione, dove la protagonista subisce un'evoluzione favorita dall'amore, che la riavvicina anche alla famiglia nonostante il costante bisogno di libertà, indipendenza ed individualità. 

Unica nota, manca l'approfondimento sull'origine degli incubi che, inizialmente, affliggono la protagonista, incubi che figurano anche nel titolo, che poi si dissolvono grazie alla presenza di una figura forte e protettiva come quella di Michele.
   Insomma, si tratta chiaramente di una metafora atta ad indicare il miglioramento e la stabilizzazione sentimentale della giovane adolescente, tuttavia un maggior approfondimento sarebbe stato indubbiamente interessante, fattore che comunque non pregiudica il valore complessivo dell'opera.

Nel complesso un buon esordio, due personaggi interessanti che, a parer mio, potrebbero tornare in un futuro sequel, magari più maturi, consapevoli e alle prese con le difficoltà di una vita nell'intricato "mondo degli adulti", ma senza spezzare l'empatia e l'atmosfera suggestiva iniziale.

lunedì 21 marzo 2016

#libri: Autobiografia burlesca, Mark Twain

“Venni alla luce senza denti (se questo punto Riccardo III era avantaggiato nei miei confronti), ma d'altro canto nacqui pure senza gobba (e stavolta ero io a essere in vantaggio su di lui). I miei genitori non erano né molto poveri né particolarmente onesti”. 


Dello scrittore americano Mark Twain tutti sanno che: è nato in Florida; è considerato uno dei massimi autori della narrativa mondiale contemporanea; tra le sue opere più famose troviamo Le avventure di Tom Sawyer, quelle di Huckleberry Finn e Il principe e il povero; ha subito numerose censure durante la sua lunga carriera letteraria; certamente lo humour non gli mancava.
   Fin qui ci siamo, nulla di nuovo.

Ma ciò che, forse, non tutti sanno è che Mark Twain ha scritto un'altra opera, decisamente sui generis, un libello di poco più di 50 pagine, un'Autobiografia burlesca (e altre storie), riscoperta ed edita nel 2015 da CasaSirio (per la traduzione di Michele Campagna e Chiara Bonsignore), una casa editrice giovane e a caccia di novità, che l'ha allusivamente inserita nella collana    “Morti&StraMorti” (a riprova che l'ironia, quando si parla di questo libro, è tutto).

Un'opera suddivisa in tre racconti esilaranti, dove i protagonisti sono personaggi decisamente fuori dalle righe, da Guy Fawkes, tagliateste medievale, a un nativo americano che ha combattuto contro George Washington, dal compagno di traversata di Cristoforo Colombo a una duchessa di nome... Conrad, una galleria strampalata degna del miglior film di Tim Burton.
   Tra divertissement e pseudo-autobiografia, Twain introduce il lettore al suo personalissimo albero genealogico, composto da nobili antenati avvezzi al cercare, al furto, alla dissoluzione e alla corruzione, ma sempre con un certo stile, ça va sans dire, tre racconti finora inediti in Italia, che mostrano il lato più fanciullesco e irriverente del maestro della letteratura del Nuovo Mondo, un Twain irresistibile che gioca e si diverte a prendere in giro i suoi fedeli lettori, trascinandoli in tre universi paralleli distinti, ma pur sempre collegati tra loro: l'album della famiglia Twain, il Medioevo, cornice ideale per una straziante storia di passione dagli inaspettati risvolti sessuali, e la Firenze patria della lingua italiana, con la quale l'autore vive un travagliato rapporto di amore e odio. 

Insomma, una vera e propria chicca dal sapore incredibilmente contemporaneo e, dettaglio accessorio ma comunque non irrilevante, la grafica del volume, che ben si adatta al contenuto dell'opera: accattivante, colorata, divertente. In una parola, “burlesca”.

"Questo articolo è apparso il 14/03/2016 sulla rivista online Paper Street. Per gentile concessione."
http://www.paperstreet.it/cs/leggi/autobiografia-burlesca-mark-twain.html

venerdì 18 marzo 2016

#film: The Departed, Martin Scorsese









« Quando avevo la tua età, i preti ci dicevano che potevamo diventare poliziotti o criminali. Oggi quello che ti dico io è questo: quando hai davanti una pistola carica, qual è la differenza? »

(Frank Costello)









Mi è capitato di vedere solo recentemente The Departed, premio Oscar 2007 al Miglior film (a Graham King), alla Migliore regia (a Martin Scorsese), alla Migliore sceneggiatura non originale (a William Monahan) e al Miglior montaggio (a Thelma Schoonmaker), e in effetti ho dovuto dar ragione, almeno per una volta, all'Academy.

The Departed è uno di quei classici film dove Martin Scorsese sa dare il meglio di sé: un poliziesco che sfocia ampiamente nel thriller psicologico, contaminato dal genere action nelle spettacolari sequenze di inseguimenti e sparatorie, il tutto ambientato in una Boston dipinta a tinte fosche, dove a farla da padrone è la mafia irlandese (stranamente non quella italiana, grazie Martin per questa piccola concessione!). 

La vicenda si basa essenzialmente su quelli che sono i motori trainanti della società contemporanea: la ricerca del potere e del denaro, la violenza come unico modo per imporre la propria personalità.
   La frase topica del film, "Poliziotti o criminali... quando ti trovi davanti ad una pistola carica che differenza c'è?" - domanda che Costello (un Jack Nicholson scatenato come non mai) pone al suo interlocutore, o meglio a noi spettatori, la dice lunga su come va il mondo.
   Essenzialmente, e molto semplicisticamente a dirla tutta, di poliziotti e criminali parla il film, e lo fa cambiandone continuamente i ruoli, in un gioco di specchi e rimandi che tiene incollati allo schermo fino all'ultima scena.

I protagonisti Billy Costigan (Leonardo DiCaprio, bravo, bravissimo, anche se l'Oscar non lo acchiappa proprio, povero Leo) e Colin Sullivan (Matt Damon) sono cresciuti nello stesso quartiere, due poliziotti le cui strade si incrociano anche se i due ignorano le rispettive identità.
   Billy verrà infiltrato dalla polizia nella banda di Costello per incastrarlo, nel pericoloso ambiente delle famiglie mafiose, della malavita, di un mondo fatto di regole e codici, seppur sbagliati.
   Billy è un ragazzo cresciuto per strada, e un poliziotto dai metodi poco ortodossi, al punto che, guardando il film, viene da chiedersi chi sia il buono e chi i cattivi (di Colin meglio parlare tra poco...).

Infatti è proprio l'ambiente a determinare le vicende dei suoi protagonisti, una delle tematiche più importanti del cinema di Scorsese, un ambiente che va conquistato (come fa Costello) o in cui ci si ritrova contro la propria volontà e da cui si cerca di scappare (come accade a Billy).
   In questa società esiste solo l'individuo, l'uomo alienato, troppo attratto dal proprio profitto personale per accorgersi di ciò che gli sta intorno, e anche Costello, pur essendo un crudele criminale, è prima di tutto un capo che si è costruito il proprio impero da solo, un uomo solo che non ha veri e propri contatti se non con gli insignificanti scagnozzi che gli orbitano attorno.

Altro tema fondamentale, che emerge prepotentemente, come uno schiaffo in pieno volto, è la totale e assoluta assenza di etica, incarnata da Costello ma soprattutto da Colin, un poliziotto corrotto e venduto, uno che per i soldi ha venduto anche se stesso, sacrificando famiglia, amore e amicizie.
   Colin, grazie alla sua faccia da bravo ragazzo, riesce a fare carriera in polizia, ma in realtà è un infiltrato, e si configura come il personaggio più spregevole dell'intero film.


Infine, per quanto riguarda lo stile, i dialoghi sono carichi di quello che Scorsese definisce l'umorismo della strada. Battute volgari, Jack Nicholson in primis, con Damon e DiCaprio che sono costretti a giocare di sponda, e un ritmo decisamente adrenalinico, al cardiopalma.

Nel complesso, un film che dimostra appieno tutto lo stile e l'immensa bravura di un regista come Martin Scorsese, e altrettanto quella dei suoi interpreti, un film che, per la sua intera durata, non ti permette di distogliere lo sguardo nemmeno per un secondo.
   E questo, per un film, credo sia il traguardo più difficile, e allo stesso tempo importante, da raggiungere.

mercoledì 16 marzo 2016

#RecensioniPerEsordienti: Chariza. Il soffio del vento, Francesca Angelinelli

Ecco con un nuovo appuntamento dedicato agli scrittori esordienti, nato in collaborazione con il sito http://www.recensioniperesordienti.it/ per proporvi recensioni, focus e interviste agli autori che si affacciano per la prima volta nel variegato mondo letterario che noi lettori famelici tanto amiamo.

Per chi di voi ancora non lo conoscesse, provvedete subito, mi raccomando: RecensioniPerEsordienti.it è un portale online nato dalla passione di un gruppo di ragazzi per la lettura, la scrittura e la narrativa, un team che ha tanta voglia di mettersi in gioco e diffondere la cultura nel web, un team ben consolidato di cui faccio parte anch'io, con grande piacere.

E allora proseguiamo con la nostra avventurosa partnership con la recensione di una giovane autrice che promette decisamente bene: quest'oggi parliamo di "Chariza. Il soffio del vento" di Francesca Angelinelli: buona lettura!


Il profumo dei fiori di ciliegio, il fruscio di sete pregiate, il mormorio di fascinose fanciulle dietro antichi paraventi, il sibilo delle spade che si scontrano in duelli all'ultimo sangue: sensazioni forti e concrete, ma allo stesso tempo di una sottile raffinatezza, quelle che ci trasmette “Chariza. Il soffio del vento”, ultima opera dell'autrice Francesca Angelinelli, un fantasy orientale prezioso come un portagioie laccato, che racchiude dentro di sé una vasta gamma di emozioni, trasmesse ad una ad una anche al lettore più distaccato.

Protagonista di questa intricata vicenda è la bella Chariza, una guerriera, una spietata mercenaria, ma anche vittima sacrificale di un'antica maledizione infertagli da una stirpe che custodisce i propri poteri ad ogni costo. 
   La nostra eroina, pagina dopo pagina, subisce continue trasformazioni, pur mantenendo sempre integri il suo coraggio e la sua forza di volontà, in una sorta di contemporaneo romanzo di formazione dai toni onirici e appassionati. 

In un Giappone tanto suggestivo quanto ostile e crudele, Chariza verrà scelta per difendere Suzume, erede al trono e futuro imperatore, da un'oscura minaccia: riuscirà questa incredibile fanciulla a portare a termine la sua missione, senza cedere alla maledetta avidità che la consuma dall'interno, come anche la sua passione per due uomini diversi e, apparentemente, irraggiungibili?

Chariza. Il soffio del vento” narra una storia avventurosa che riesce a fondere gli elementi più disparati della narrativa contemporanea, dal perfetto meccanismo a orologeria delle serie fantasy come “Il trono di spade” di George R.R. Martin, alle atmosfere raffinate di “Memorie di una Geisha” di Arthur Golden, un filone narrativo potente rinnovato sapientemente dalla penna della Angelinelli.

Oltre alla trama coinvolgente e ben costruita, assolutamente degni di nota sono i personaggi, a tutto tondo, dipinti con una tavolozza che va a pescare nel variegato cromatismo dell'anima, tratteggiati con uno stile pulito e, allo stesso tempo, ricco di piacevolissimi momenti puramente descrittivi, mai prolissi.
   Nel complesso, un romanzo che sa catturare il lettore con maestria, sa conquistarlo e incatenarlo, con lo scorrere delle pagine, al destino di Chariza e dei suoi valorosi compagni di viaggio, un piccolo gioiello letterario dove la vivacità dei personaggi, il ritmo dei dialoghi, l’ottima capacità di esposizione e di sintesi, la curata proprietà di linguaggio e l’inarrestabile fantasia sono soltanto alcuni degli elementi che lo rendono una lettura assolutamente piacevole e coinvolgente.

lunedì 14 marzo 2016

#sport: Alessandria, Casale, Novara e Pro Vercelli, le quattro leggende del “Il Quadrilatero” in un docufilm firmato Lacuna Inc

Alessandria, Casale, Novara e Pro Vercelli, quattro squadre di calcio, o meglio le quattro leggende che hanno formato “Il Quadrilatero”, e che saranno protagoniste di un appassionante docufilm prodotto dall’Associazione culturale piemontese Lacuna Inc
   Una grande occasione per rendere omaggio ad una vera e propria eccellenza regionale, quattro squadre storiche che continuano a regalare grandi soddisfazioni, ultima in ordine cronologico la grandissima eco nazionale che ha fatto seguito al raggiungimento di un obiettivo importante per i Grigi, l'arrivo in semifinale in Coppa Italia.   


La produzione del docufilm è stata anticipata dalle quattro conferenze stampa di presentazione de “Il Quadrilatero”, la prima svoltasi lo scorso 3 marzo 2016 presso il Centro sportivo di Novarello alla presenza del Vicepresidente azzurro Carlo Accornero, del Direttore Generale Paolo Morganti, del mister Marco Baroni e del capitano novarese Carlalberto Ludi; le prossime verranno organizzate tra marzo ed aprile nelle altre tre città natie delle squadre in questione, in date ancora da destinarsi, ma che verranno comunicate sul sito ufficiale del progetto. 
   Tra i protagonisti di questi incontri troviamo Alexander Delnevo, Enrico Santonastaso ed Emanuele Zarbo, tra gli ideatori del progetto e, rispettivamente, regista, sceneggiatore e producer de "Il Quadrilatero", che nasce dal desiderio di riscoprire la storia del calcio italiano ed illustrare le grandi avventure di quattro società calcistiche che hanno scritto buona parte della storia del football italiano di inizio Novecento. 

La pellicola, ispirata dalla lettura del libro “Quando vinceva il Quadrilatero”, scritto dal giornalista piemontese Luca Rolandi ed edito da Bradipo Libri, vedrà protagonista l'attore Emanuele Arrigazzi, che accompagnerà lo spettatore attraverso aneddoti ed atmosfere di un calcio e di un'epoca ormai perduta. 
   Durante la serie di conferenze stampa dedicate verrà presentata anche la campagna di crowdfunding per la realizzazione del documentario, tramite la piattaforma https://www.produzionidalbasso.com/project/il-quadrilatero/, una raccolta fondi per aiutare una produzione di interesse nazionale che necessita del sostegno dei suoi followers ed stimatori. 


Oltre alle iniziative già citate, durante le conferenze saranno esposte anche le 10 opere finaliste del contest Una locandina per il Quadrilatero”, indetto da Lacuna Inc per la creazione della locandina del docufilm, concorso che ha visto la vittoria dell'illustratore vicentino Osvaldo Casanova. 

Infine, per gli amici novesi, ricordate che sabato 26 marzo 2016, presso il Circolo Ilva di Novi Ligure, avrà luogo uno spettacolo, in collaborazione con la compagnia teatrale del Teatro del Rimbombo, seguito da un piccolo rinfresco durante il qualche non mancherà l’occasione di approfondire le tematiche riguardanti "Il Quadrilatero". 


Per maggiori informazioni visitate il sito ufficiale di Lacuna Inc. e la pagina Facebook dell’associazione, oppure inviate una mail all'indirizzo info@lacunainc.it.
E, se tutto questo vi ha incuriositi, ecco un piccolo assaggio, il primo dei due trailer già realizzati e disponibili sul portale di Lacuna Inchttps://youtu.be/zbD0P4i7KSg. 



venerdì 11 marzo 2016

#libri: Orbeth, l'Oscura Minaccia, Marco Perrone


Se siete tra la nutrita schiera di detrattori del genere fantasy, se pensate che questa tipologia narrativa sia fatta soltanto di draghi, elfi e folletti, “Orbeth. L'oscura minaccia”, maestosa opera del giovane scrittore Marco Perrone, è pronto a darvi una sonora smentita.
   Un libro coinvolgente, che miscela con sapienza fantasia e orrore, realismo e tematiche forti, un volume da leggere tutto d'un fiato, dove adrenalina, curiosità e anche una buona dose di tensione emotiva restano altissime fino all'ultima pagina.



Appena apriamo questo poderoso volume, ci ritroviamo catapultati nel continente di Orbeth, un luogo remoto e arcano dilaniato da un lungo e sanguinoso conflitto tra i popoli del nord e gli invasori meridionali.
   Al termine della guerra, la tanto agognata pace verrà presto eclissata da un nuovo, oscuro pericolo, assai più letale della guerra stessa.
   Un mondo ostile, insomma, dai toni gotici e decisamente dark, narrato con uno stile sobrio e completo al tempo stesso; un'intensa narrazione infarcita di suggestive sequenze descrittive, personaggi ben caratterizzati e tanto, tanto altro, tutti elementi funzionali a rendere accattivante il racconto, appetibile anche per il lettore più scettico.

Protagonisti di questa vicenda intricata sono Raek e Jean, due fratelli pronti a intraprendere una spedizione tanto difficile quanto azzardata, due giovani guidati da un forte senso di libertà e giustizia, due eroi fuori dalle righe che, ben presto, conosceranno una realtà più minacciosa che mai, che li porterà ad affrontare un'altra importante battaglia per la salvezza del mondo in cui vivono.
   Le descrizioni minuziose e ben dettagliate fanno sentire il lettore parte di questa mirabolante avventura: le battaglie sono descritte con toni vividi, realistici, le sensazioni e le emozioni traspaiono dal romanzo senza alcun ostacolo, e si muovono fluide all'interno di un universo onirico che si mescola con la più graffiante veridicità.

Innumerevoli, poi, i colpi di scena, dai quali il lettore si ritroverà spiazzato, preso alla sprovvista, dove il ritmo si mantiene costantemente incalzante e teso nonostante il corposo numero delle pagine, e intrattiene il lettore senza mai annoiare o risultare pesante o prolisso (rischio che, specialmente nel genere fantasy, è sempre dietro l'angolo...). 
   Insomma, con questo primo capitolo Marco Perrone ha dato il via ad una Trilogia della quale si sta già parlando molto, e bene, un successo che è soltanto al suo inizio, e che potrebbe raggiungere vette altissime, anche a livello nazionale (Licia Troisi docet).

mercoledì 9 marzo 2016

#film: Il caso Spotlight, Thomas McCarthy

Tema spinoso e quantomai attuale, cast stellare, ritmo serrato e coinvolgente: non mi stupisce che "Il caso Spotlight" (traduzione orrenda, tra parentesi, poiché non esiste alcun caso Spotlight, come capirete tra poco) abbia vinto l'Oscar come Miglior Film dell'anno, perché se lo merita tutto, alla faccia di chi avrebbe voluto un film più glam/patetico/strappalacrime/pacchiano/hollywoodiano e chi più ne ha più ne metta. 


La pellicola è basata su un'inchiesta giornalistica nata agli albori degli anni 2000, nell'apparente tranquillità del pre - 11 settembre.
   Quando Marty Baron (Liev Schreiber) approda al Boston Globe per prenderne il timone si trova di fronte un gruppo di quattro giornalisti, denominato Spotlight, impegnato sui casi più scottanti di Boston e dintorni, con una minuzia ed un’ostinazione tali da aver loro guadagnato una certa autorevolezza nell’ambiente.
   Un team dove non mancano certamente screzi, discussioni, talvolta vere e proprie liti nate da incomprensioni e punti di vista differenti, ma comunque estremamente affiatato, pronto a tutto pur di svelare il marcio che sta sotto ad un'apparenza così perfetta.
   E sarà proprio Baron a chiede a Walter Robinson (Michael Keaton), leader del gruppo, di interrompere qualsiasi cosa stiano seguendo per focalizzarsi sugli abusi sui minori che si protraggono da decenni all’interno della diocesi di Boston.

Ad oggi può sembrare una tematica piuttosto comune, ma nel 2001, pur non essendo poi così lontano, i tempi non erano ancora maturi per lo scandalo planetario che si abbatterà sulla Chiesa Apostolica Romana di lì a poco.
   Proprio per questo i redattori del Globe inizialmente restano spiazzati e procedono nelle indagini con i piedi di piombo, anche perché la presenza cattolica nella città statunitense è nutrita ed influente, ma poi rompono gli argini e si buttano a capofitto in una delle vicende più scabrose e vergognose degli ultimi decenni.

Un film potente che, con magistrale sobrietà, senza scadere negli episodi clamorosi ed eclatanti ai quali troppo spesso ci ha abituato il cinema americano, narra una storia vera, che è valsa il Premio Pulitzer al Globe, una storia scomoda che ha portato alla scoperta di ben 250 preti pedofili, criminali che hanno approfittato della loro influenza su minori disagiati, soli, in serissime difficoltà economiche e sociali, per spingerli a compiere atti indegni, abusando di loro fisicamente ma anche, fattore non meno importante, psicologicamente.
   Una pagina nera nella storia della Chiesa che, ai suoi più alti vertici,ha tentato di insabbiare la vicenda, anziché denunciarla, macchiandosi di un tacito assenso non meno grave della violenza.


Ed ora, permettetemi due brevi pensierini:


  • Considerazione n.1: osservando i meccanismi che stanno alla base di un giornalismo investigativo così accurato e approfondito, in grado perfettamente di fare le pulci al governo e ai poteri forti. e confrontandolo con il giornalismo italiano, che perlopiù si occupa dell'ultima marchetta del politico di turno o di quanto siano sode le chiappe di Belen, un po' di depressione ci viene. Un po' tanta, in effetti.
  • Considerazione n.2: questo film, in moltissime sale italiane, non è stato volutamente trasmesso. Siamo nel 2016 e, teoricamente, non ci sono Crociate in vista. E qui, puntualmente, arriva il mio solito invito: meditate gente, meditate...

martedì 8 marzo 2016

#GiornataInternazionaleDellaDonna: per non dimenticare

Dicono che siamo complicate, troppo complicate, quasi incomprensibili. 
Se essere complicate significa pretendere rispetto; esigere un lavoro dignitoso, che possa realizzarci, con una retribuzione pari a quella di un uomo; poter scegliere se e quando essere compagna, madre, moglie, amante, fidanzata o amica; desiderare un amore puro e sincero, un uomo (o una donna) accanto che ci sappia comprendere senza bisogno, ogni volta, del libretto d'istruzioni; volere fermamente che il sesso non sia soltanto un atto meccanico, ma un gesto d'amore, passione, piacere, complicità e profondo rispetto verso noi stesse e l'altra persona; dire finalmente basta alla violenza, perché può portare soltanto ad altra violenza; avere il diritto di sentirsi libere, libere dalle convenzioni, dalle abitudini, dai ruoli che ci sono stati affibbiati per troppi anni. 
Se essere complicate è tutto questo, allora sì, siamo complicate. 
Terribilmente complicate. 
E fiere d'esserlo.  
Auguri a noi, Donne, che questo 8 marzo possa durare 365 giorni l'anno.


domenica 6 marzo 2016

#arte: "Fumetto italiano. Cinquant’anni di romanzi disegnati" - Museo di Roma in Trastevere

Dallo scorso 27 febbraio, e fino al 24 aprile 2016, il fumetto italiano sarà protagonista di una grande mostra ospitata nelle sale del Museo di Roma in Trastevere, promossa da Roma Capitale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali.
   “Fumetto italiano. Cinquant’anni di romanzi disegnati” è una panoramica sull’arte del fumetto che ha l’intento di portare all’attenzione del pubblico le opere che, indipendentemente dalla veste editoriale e dai generi, possono fregiarsi, per la qualità dei testi e dei disegni, della qualifica di romanzi.


La panoramica, composta da quaranta romanzi grafici scritti e disegnati da altrettanti autori, prende il via dal 1967, anno in cui iniziò la pubblicazione di “Una Ballata del Mare Salato”, capolavoro di Hugo Pratt, in cui appare per la prima volta Corto Maltese, e prosegue nei decenni successivi con straordinari lavori tra i quali “Sheraz-De” di Sergio Toppi, “Le Straordinarie avventure di Pentothal” di Andrea Pazienza, “Fuochi” di Lorenzo Mattotti, “Max Fridman” di Vittorio Giardino,Cinquemila chilometri al secondo” di Manuele Fior, “Dimentica il mio nome” di Zerocalcare, passando dal romanzo a puntate ai graphic novel.

L’esposizione presenta circa trecento tavole originali, disposte in ordine cronologico e per la prima volta affiancate, di romanzi a fumetti scritti e disegnati da un unico autore: da Hugo Pratt a Altan, Carlo Ambrosini, Ausonia, Dino Battaglia, Paolo Bacilieri, Roberto Baldazzini, Sara Colaone, Marco Corona, Elfo, Luca Enoch, Guido Crepax, Manuele Fior, Otto Gabos, Massimo Giacon, Gabriella Giandelli, Vittorio Giardino, Francesca Ghermandi, Gipi, Igort, Piero Macola, Magnus, Milo Manara, Lorenzo Mattotti, Attilio Micheluzzi, Marino Neri, Leo Ortolani, Giuseppe Palumbo, Andrea Pazienza, Tuono Pettinato, Sergio Ponchione, Davide Reviati, Filippo Scozzari, Davide Toffolo, Sergio Toppi, Pia Valentinis, Sebastiano Vilella, Vanna Vinci, Fabio Visintin, Zerocalcare.

La mostra indaga generi narrativi molto diversi tra loro - romanzi d’azione, romanzi psicologici, romanzi biografici o storici, romanzi satirici, romanzi tratti da classici della letteratura, romanzi contenuti in un solo volume, romanzi seriali – ma che, grazie al percorso espositivo, risultano come suggestivi capitoli di un lungo racconto fatto di immagini e di parole fusi assieme dal linguaggio alchemico delle vignette.

Lungo le sale del Museo di Roma in Trastevere il visitatore potrà immergersi in un mondo di personaggi unici, di scenari mutevoli, di tavolozze colorate, di nero di china e di bianchi abbaglianti alla scoperta dei lavori dei Maestri del fumetto di ieri e di oggi.
   Un appuntamento imperdibile per gli appassionati da sempre e un’ottima occasione per chi vuole avvicinarsi e approfondire la “nona arte” in tutte le sue molteplici espressioni.

Il progetto “Fumetto italiano. Cinquant’anni di romanzi disegnati”, promosso da Roma Capitale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, è una co-produzione di Agema Corporation e ViDi.    La mostra è curata da Paolo Barcucci e da Silvano Mezzavilla con la consulenza scientifica di Daniele Barbieri, Sergio Brancato, Stefano Cristante, Enrico Fornaroli, Pier Luigi Gaspa, Giulio Giorello e Luca Raffaelli.

Accompagna l’esposizione un catalogo edito da Skira che, oltre a saggi sull’argomento, porta all’attenzione del pubblico gli incipit – composti dalle prime cinque pagine in bianco/nero e a colori - di tutti i romanzi disegnati trattati.

Informazioni utili: 
Museo di Roma in Trastevere - Piazza S. Egidio, 1B - Roma

Date
27 febbraio – 24 aprile 2016

Orari
Da martedì a domenica 10.00 – 20.00 (la biglietteria chiude alle 19.00)
Lunedì chiuso

Biglietti
non residenti: intero: € 6,00 ; ridotto: € 5,00
residenti: intero: € 5,00 ; ridotto: € 4,00
gratuito per le categorie previste dalla tariffazione vigente

Informazioni
www.romanzidisegnati.it; www.museodiromaintrastevere.it;
tel. 060608 (tutti i giorni ore 9.00-21.00)

venerdì 4 marzo 2016

#cinema: The Doctor is in: 5 film perfetti se soffrite di… stipsi

Oggi non starò a scrivere fiumi di parole sul cinema, tranquilli; mi limiterò semplicemente ad indirizzarvi verso un mio articolo scritto per quei pessimi elementi di TheMacguffin.it., un pezzo su 5 film infingardi, che si spacciano per decenti, ma in realtà andrebbero banditi dalla cinematografia mondiale, utili soltanto se soffrite di una rara e acuta forma di stipsi.

Curiosi? Allora cliccate qui, e buon divertimento! ;) 


PS: Se non avete capito da dove è tratta la citazione del titolo (“The Doctor is in”), a mai più rivederci. Adieu. Adios. Insomma, non vi parlo più. 

giovedì 3 marzo 2016

#cultura: Giornata Internazionale della Donna a Libarna – 6 Marzo 2016

Se pensate che Festa della Donna sia sinonimo di strip tease e festeggiamenti non stop, vi sbagliate: si tratta di un'occasione che ci permette di commemorare momenti importanti e spesso dolorosi del nostro passato, che segnano ancora indelebilmente il nostro presente.
   Proprio per questo, in occasione della Giornata Internazionale della Donna, presso l'area archeologica di Libarna domenica 6 marzo, si terranno speciali visite guidate a tema (alle ore 10.30 e 12.00) che ripercorreranno la storia di celebri figure femminili dell’antichità, come Giulia e Arria, insieme ad altre meno note, ma che comunque che si sono contraddistinte per l’opposizione al sistema sociale romano, ribaltando gli aspetti della relazione fra uomini e donne.

Nel pomeriggio (presso la Sala Conferenze di Libarna, alle ore 16,30) ci sarà l’incontro con la Soprintendente Egle Micheletto e alcune archeologhe (Melania Cazzulo, Silvia Giorcelli Bersani, Carla Manganelli, Margherita Roncaglio, Donatella Van Wyngaardt e Marica Venturino Gambari), che hanno scelto di dedicare al passato il loro futuro occupandosi di questa affascinante materia in ambiti e ruoli differenti, testimonianze di vita vera vissuta con passione e tenacia.

L’evento è promosso dalla Soprintendenza Archeologia del Piemonte insieme all’Associazione Libarna Arteventi e al Comune di Serravalle Scrivia.



Riepilogo programma:


  • Area archeologica di Libarna: Donne contro: Giulia, Arria e le altre”  - Visita guidata a tema ore 10.30; 12.00
  • Area archeologica di Libarna - sala conferenze: “Archeologia al femminile. Incontro con donne che hanno deciso di dedicare al passato il loro futuro”: ore 16.30 


Per maggiori informazioni, potete visitare anche il sito ufficiale: www.libarna.al.it 

martedì 1 marzo 2016

#news: Paper Street alla (ri)scoperta di vecchi capolavori letterari

Oggi vi voglio dare una piccola informazione di servizio; infatti è arrivato un nuovo nato in casa Paper Street, una nuova rubrica d me ideata con un scopo ben preciso: si tratta di un ‪‎amarcord‬ volutamente senza titolo poiché, ogni volta, vi fornirà una chiave di lettura, spunti di riflessione e una tematica differenti, un piccolo spazio che vedrà protagonista, l'ultimo giorno di ogni mese, un libro del passato, che val la pena di riprendere tra le mani, sfogliare, assaporare con gusto.

Se vi è venuta voglia di curiosare un po', sappiate che il debutto spetta a "Tre camere a Manhattan", di ‪Georges Simenon‬, del 1946: vecchio, sì, ma ancora incredibilmente attuale, un affresco sociale e umano di straordinaria modernità.

Per leggere la recensione, cliccate qui e buon divertimento! ;)