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mercoledì 24 febbraio 2016

#film: Il piccolo Principe, Mark Osborne


Una ragazzina che si affaccia alla vita adulta troppo presto, una madre sull'orlo della crisi di nervi che ha stabilito che tutto sia meticolosamente organizzato, sistemato, previsto, terribilmente triste e deprimente, un quartiere dove le case (e le persone) sono tutte terribilmente uguali e monotone.
   Un mondo adulto, efficiente all’inverosimile, al quale è precluso l’essenziale, quello fatto di sentimenti, emozioni, forse proprio perché «l'essenziale è invisibile agli occhi». 

Per chi ha amato, da bambino o magari in età adulta, "Il piccolo principe", celeberrima opera dello scrittore francese Antoine de Saint-Exupéry, l'inizio della sua trasposizione cinematografica è decisamente efficace, e ci trasporta subito all'interno della dimensione dell'opera, che si presenta subito per quello che è: una denuncia sociale travestita da fiaba per bambini. 

E infatti non manca certamente il cuore a questo film, toccante e intenso al punto giusto, che inizia raccontando la storia di una magica amicizia tra questa ragazzina e l'anziano e strambo aviatore che si ritrova come vicino di casa, un'amicizia profonda che si protrae fino alla fine; sarà proprio il goffo, eccentrico vecchietto a far cambiare prospettiva alla piccola, che, da inquadrata che è, comincia poco per volta ad aprirsi, fino a trasformarsi in ciò che avrebbe dovuto essere fin dal principio: una bambina di 10 anni, con tanta voglia di scoprire il mondo che la circonda. 

La storia pone particolare attenzione a questo magico rapporto, ma ovviamente il piccolo principe non poteva certo mancare, ed è proprio il suo ingresso a rendere ancor più meraviglioso questo film, che non è una trascrizione pedissequa del libro, ma a questo si ispira soltanto, seppur fedelmente.
   Una storia nella storia, insomma, due piani temporali che si amalgamano perfettamente, e che sono forse la più grande invenzione stilistica operata dal regista, il bravo Mark Osborne (già noto per il successo mondiale Kung Fu Panda).

A riprova di questa voglia di innovazione il fatto che, oltre alla figura del principino, accompagnato dall'inseparabile Rosa, dalla Volpe e dai personaggi storici del libro, conosciamo anche quella del principe divenuto adulto, in preda alle nevrosi quotidiane del lavoro, in una società talmente fredda e arida da aver impedito anche alle stelle di brillare, in balia del più spregevole capitalismo (mi ricorda qualcosa...).
   Un ragazzo adulto, stressato, depresso ma che, grazie al ricordo dei tempi che furono e all'incontro con la piccola, vera protagonista della storia, riuscirà a recuperare tutti i frammenti della sua infanzia, insieme alla sua felicità.

Per quanto riguarda i dettagli tecnici, lodevole il fatto che i disegni relativi al piccolo principe siano rimasti pressoché inalterati rispetto a quelli dell'opera originale, e che leghino bene con i nuovi personaggi, caratterizzati da uno stile grafico comunque decisamente differente.
   Una differenza sostanziale, appunto, dovuta al fatto che, se la storia principale è realizzata in CGI, i personaggi del libro sono disegnati su quei fogli sparsi che, tra le mani della bambina, prendono vita grazie alla tecnica dello stop-motion. 
   I colori sono potenti, e ci trasportano in un universo onirico oggettivamente bello e piacevole anche soltanto da vedere.

Anche il doppiaggio merita una nota a sé: è decisamente divertente riconoscere, di volta in volta, le voci dei grandi personaggi (mi sto riferendo al doppiaggio italiano, ma anche quello originale non scherza affatto) che compongono il cast, ovvero:


  • Lorenzo D'Agata: Piccolo Principe
  • Paola Cortellesi: La Mamma
  • Vittoria Bartolomei: Piccola Ragazza
  • Stefano Accorsi: La Volpe
  • Micaela Ramazzotti: La Rosa
  • Toni Servillo: L'Aviatore
  • Alessandro Gassmann: Il Serpente
  • Alessandro Siani: Il Vanitoso
  • Giuseppe Battiston: L'uomo d'affari
  • Pif: Il Re
  • Angelo Pintus: Il Signor Principe
  • Carlo Valli: L'insegnante
  • Carlo Reali: L'esaminatore


Nel complesso, tirando le somme, ciò che resta inalterato e potente, sia nel libro che nel film, è il messaggio, splendido, che arriva forte e chiaro alle orecchie, ma soprattutto al cuore, dello spettatore: i bambini hanno il diritto di essere tali, e anche noi "grandi" faremmo bene a conservare gelosamente, dentro di noi, una parte di quel fanciullo che tutti siamo stati, una fonte inesauribile di gioia e magica fantasia.



venerdì 16 ottobre 2015

#film: oggi, 92 anni dalla nascita della Walt Disney Company, un'inesauribile fabbrica di sogni

Oggi, 16 ottobre, è l'anniversario di una data che, per quelli della mia generazione (e non solo), ha segnato una vita intera, arricchendola di ricordi di un valore inestimabile: nel lontano 1923, e fa quasi effetto pensare che siano passati ben 92 anni, Walt e Roy Oliver Disney fondarono la Walt Disney Company, quella fucina di sogni che ha sfornato i cartoni animati più belli di sempre.



Io, come milioni di altri ex bambini, sono cresciuta sulle note di "Il mondo è mio", cantata da Jasmine e Aladdin stretti sul tappeto volante, con le immagini commoventi del Re Leone, con il sogno, un bel giorno, di potermi costruire una libreria come quella di Belle, o di avere il coraggio e la tenacia di Mulan e Pocahontas, guerriere splendide e indomite, o ancora, ebbene sì, di trovare un amore profondo come quello di Cenerentola e di Aurora.



Negli anni abbiamo assistito a numerosi cambiamenti, uno su tutti quello dal disegno a mano all'utilizzo sempre più massiccio della tecnologia, soprattutto dopo l'entrata in società con la Pixar, ma i veri cartoni animati, per me, restano sempre "quelli di una volta": sono un po' retrograda, lo ammetto, ma mi emoziona molto di più l'idea di un personaggio nato dalla penna di un disegnatore, piuttosto che di grafico davanti a un monitor, ho ancora una visione romantica di certe cose.



Oggi, a proposito di date, mi è venuta la curiosità di scoprire quanti anni sono passati dalla nascita dei più celebri classici d'animazione Disney, ed ecco i risultati delle mie ricerche:


  • Biancaneve e i sette nani (1937)
  • Pinocchio (1940)
  • Fantasia (1940)
  • Dumbo (1941)
  • Bambi (1942)
  • Saludos Amigos (1942) 
  • I tre caballeros (1944)
  • Musica, maestro! (1946)
  • Bongo e i tre avventurieri (1947)
  • Lo scrigno delle 7 perle (1948)
  • Le avventure di Ichabod e Mr. Toad (1949)
  • Cenerentola (1950)
  • Alice nel Paese delle Meraviglie (1951)
  • Le avventure di Peter Pan (1953)
  • Lilli e il vagabondo (1955)
  • La bella addormentata nel bosco (1959)
  • La carica dei 101 (1961)
  • La spada nella roccia (1963)
  • Il libro della giungla (1967)
  • Gli Aristogatti (1970)
  • Robin Hood (1973)
  • Le avventure di Winnie the Pooh (1977)
  • Le avventure di Bianca e Bernie (1977)
  • Red e Toby - Nemiciamici (1981)
  • Taron e la pentola magica (1985)
  • Basil l'investigatopo (1986)
  • Oliver & Company (1988)
  • La sirenetta (1989)
  • Bianca e Bernie nella terra dei canguri (1990)
  • La bella e la bestia (1991)
  • Aladdin (1992)
  • Il re leone (1994)
  • Pocahontas (1995)
  • Il gobbo di Notre Dame (1996)
  • Hercules (1997)
  • Mulan (1998)
  • Tarzan (1999)
  • Fantasia 2000 (1999)
  • Dinosauri (2000)
  • Le follie dell'imperatore (2000)
  • Atlantis - L'impero perduto (2001)
  • Lilo & Stitch (2002)
  • Il pianeta del tesoro (2002)
  • Koda, fratello orso (2003)
  • Mucche alla riscossa (2004)
  • Chicken Little - Amici per le penne (2005)
  • I Robinson - Una famiglia spaziale (2007)
  • Bolt - Un eroe a quattro zampe (2008)
  • La principessa e il ranocchio (2009)
  • Rapunzel - L'intreccio della torre (2010)
  • Winnie the Pooh - Nuove avventure nel Bosco dei 100 Acri (2011)
  • Ralph Spaccatutto (2012)
  • Frozen - Il regno di ghiaccio (2013)
  • Big Hero 6 (2014)
  • Zootropolis (2016)
Insomma, un curriculum di tutto rispetto, per la Disney che, negli anni, ha saputo regalare a grandi e piccini un successo dopo l'altro, facendo della tenerezza, dei sentimenti puri e dell'ironia i suoi punti di forza oltre, ovviamente, ad una capacità grafica e di segno impareggiabile. 

Ma basta fare la nostalgica, guardiamo al futuro con qualche succosa news: infatti, per quanto riguarda le anticipazioni delle prossime uscite in cantiere, Disney ha annunciato che, fino al 2017, vedremo sui grandi schermi di tutto il mondo: Il viaggio di Arlo (25 novembre), Il ponte delle spie di Steven Spielberg (17 dicembre), l’action movie The Finest Hours (29 gennaio 2016), Zootopia (4 marzo 2016), Alice attraverso lo specchio (4 maggio 2016), Alla ricerca di Dory, il seguito di Alla ricerca di Nemo (5 giugno 2016), l’altro film di Spielberg The Big Friendly Giant (primo luglio 2016), il remake di Elliott il drago invisibile (12 agosto 2016), Moana (23 novembre 2016), l’adattamento con attori in carne e ossa de La bella e la bestia (17 marzo 2017), la versione live action di Ghost in the Shell (14 aprile 2017) e il nuovo capitolo dei Pirati dei Caraibi (7 luglio 2017), oltre alla versione cinematografica del romanzo di Ernest Cline Ready Player One (7 agosto 2017).

Una lista di film decisamente ricca e interessante, alla quale possiamo aggiungere i titoli Star Wars e Marvel, anch'essi sotto l’egida Disney, oltre agli attesissimi:

  • Cars 3 (16 giugno, 2017)
  • Pixar’s Coco (22 novembre, 2017)
  • Live-Action Fairy Tale Project (22 dicembre, 2017)
  • Gigantic (9 marzo, 2018)
  • Toy Story 4 (15 giugno, 2018)
  • The Incredibles 2 (21 giugno, 2019)



Insomma, iniziate già da ora a risparmiare, che quelli per i film Disney sono sempre soldi spesi bene! ;)