Etichette

Visualizzazione post con etichetta vacanze. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta vacanze. Mostra tutti i post

martedì 19 luglio 2016

#viaggi: Lago di Garda, nel blu, dipinto di blu

Stavolta sono tornata davvero, ho riposto (almeno per il momento...) la mia valigia, e mi preparo a tirare le somme della mia ultima, breve vacanza, un weekend sul magnifico Lago di Garda.
   L'occasione?
La mostra fotografica "Manichini", un progetto che vede la combinazione delle suggestive fotografie del fotografo alessandrino Roberto Pestarino e dei miei testi, onirici q.b., raccolti anche in un e-book intitolato appunto "Manichini. Viaggio onirico ai confini della realtà".


L'occasione era troppo ghiotta, e allora ne ho approfittato per fermarmi non soltanto un giorno, ma da venerdì a domenica, di modo da avere un assaggio delle bellezze locali. 
   Il nostro punto di partenza è stato il pittoresco paesino di Moniga del Garda, che offre gradevoli strutture ricettive ad un prezzo decisamente più competitivo rispetto ad altre mete più gettonate come Sirmione o Desenzano.
   Paesaggi incantati, intere distese di verdeggianti ulivi che si stagliano contro il blu, intenso come un dipinto di Klein, del lago di Garda, che tutto avvolge e rende surreale e magnifico.


Una passeggiata tra le strette e ben curate viuzze del centro storico, fino a raggiungere la sommità dell'ottimamente conservato Castello, vi faranno immergere appieno nella tranquilla serenità di questi luoghi: ciò che colpisce infatti, oltre al senso di pace, è indubbiamente la pulizia e il decoro rigoroso che ornano anche il più remoto angolo, donando nel complesso una sensazione gradevole, che giustifica anche il costante afflusso di turisti, specialmente stranieri.


Ma non c'è soltanto tranquillità e pace in questi luoghi: infatti, dopo cena ma non solo, il porto turistico di Moniga si trasforma nel punto di ritrovo di tutti i giovani della zona, con locali con musica dal vivo, ristoranti, pub, discopub e stabilimenti attrezzati che offrono tutti i comfort.

Oltre a Moniga, altri luoghi di indubbio richiamo turistico sono Sirmione, la cui fama non necessita forse di ulteriori spiegazioni, e Desenzano del Garda; due luoghi estremamente affollati (in certi momenti anche troppo, ahimé!) ma che, nonostante l'afflusso turistico, mantengono inalterato tutto il fascino dei borghi fortificati tipici della zona, sotto la dominazione degli Scaligeri.

Per quanto riguarda Sirmione, oltre alla fortezza che troneggia all'ingresso del centro storico (e internamente visitabile) e alle vie dello shopping che attirano migliaia di visitatori ogni giorno (nonostante i prezzi non siano proprio alla portata di tutti...), imperdibile una visita alle suggestive Grotte di Catullo, un'area archeologica che conserva al suo interno i resti di una delle maggiori ville residenziali dell'Italia settentrionale.
   Collocata in una posizione eccezionale, proprio sulla punta della penisola di Sirmione, domina dall'alto dello sperone roccioso l'intero bacino del Lago di Garda, offrendo ai suoi visitatori, oltre a tutta la bellezza delle rovine romane, anche un panorama a dir poco mozzafiato.
   La villa occupa un'area di circa 2 ettari ed è circondata da uno storico uliveto composto da oltre 1500 piante, una macchia verde davvero splendida.
   Inoltre, all'interno dell'area archeologica potrete visitare il piccolo Museo archeologico di Sirmione, che espone reperti provenienti dalla cittadina e da altri siti del basso Garda.








Un ultimo consiglio, prima di lasciare Sirmione: godetevi un bel gelato in una delle numerosissime gelaterie/ pasticcerie del centro, il prezzo non è proprio economico, ma la quantità e soprattutto la qualità valgono ogni euro speso!




Arriviamo ora a Desenzano del Garda: se la conoscete solo come uscita dell'autostrada per andare a Gardaland, provvedete subito a porvi rimedio!
   Si tratta di un'altra pittoresca località lacustre che offre un bellissimo centro storico nel quale godersi una tranquilla passeggiata tra negozi e piccoli locali perfettamente curati, anche se la sua bellezza risiede forse soprattutto nel percorso lungolago, una passeggiata a un passo (letteralmente!) dalle acque cristalline del Garda che conduce fino al porto turistico, dominato da un suggestivo faro e da una moltitudine di regali cigni, ormai abituati al via vai di turisti.

Oltre a questo, imperdibile una breve visita per vedere il Castello, il Duomo cittadino, il Museo Archeologico situato nell'ex Monastero dei Carmelitani, i mosaici e gli scavi della Villa romana, ben conservati.


Ed eccoci arrivati al termine: ho concluso questo mio breve weekend con una visita al Vittoriale degli Italiani (che dista appena 17 km da Moniga), dimora sontuosa del vate Gabriele D'Annunzio. 
   Descrivere questo luogo non è semplice, ci vorrebbe proprio tutta la preziosa eloquenza del suo illustre abitante: ricchezza, opulenza, tanta bellezza unita a un raro senso del kitsch che, tuttavia, rende l'insieme incredibilmente armonioso.

D'Annunzio trascorse qui gli ultimi anni della sua vita, circondandosi di tutto ciò che più aveva amato: oltre a decine e decine di appassionate amanti, 33 mila libri preziosi, stoffe e chincaglierie orientali, oggetti di culto, curiosità, statue, insomma tutto ciò che potesse stimolare e divertire la sua fantastica immaginazione.

Il consiglio è sicuramente quello di scegliere la visita completa, un biglietto da 16 euro che comprende la visita guidata all'abitazione (detta Prioria), il Museo di D'Annunzio Eroe (che riguarda i suoi successi militari in veste di comandante), il Museo D'Annunzio Segreto (con effetti personali dello scrittore) e il parco monumentale della villa, percorso che, in tutto, occorre almeno 3 ore per essere gustato appieno.









E proprio nel parco, tra le altre cose, potrete ammirare il Mas 96 (il vascello che gli permise la celebre “Beffa di Buccari”, un raid militare portato a termine nella notte tra il 10 e l’11 febbraio 1918), la Nave Puglia, incastonata nel giardino stesso e interamente percorribile, l'anfiteatro, il Mausoleo dov'è sepolto il poeta nonché il suggestivo Laghetto delle Danze, nella Valle delle Acque.
   Insomma, un luogo imperdibile per gli appassionati dell'opera e della vita di D'Annunzio ma non solo, un esempio unico di "genio et voluptate".
















A questo punto non vi resta che organizzare la vostra prossima vacanza sul Garda, gambe in spalla per un bel tuffo nel blu! ;) 

mercoledì 13 luglio 2016

#viaggi: Marche, un gioiellino tutto da scoprire

'Arieccomi di ritorno, fresca (si fa per dire...) e riposata dopo una bella vacanza nelle splendide Marche, terra ancora non particolarmente conosciuta ma assolutamente da scoprire e (ri)scoprire.
   Come sempre, il mio appello ad esplorare le bellezze che il nostro Paese, l'Italia, ci offre, è ancora valido: non dico di non avventurarsi verso lidi esteri più lontani, ma conoscere a fondo le bellezze nostrane è senz'altro un plus da non lasciarsi sfuggire.

Detto questo, anche stavolta vi proporrò un breve resoconto del mio viaggio, condito da qualche consiglio per godersi al meglio questa bellissima regione del centro Italia ricca di storia, bellezze paesaggistiche, ottima cucina e grande ospitalità. 

Piccolo consiglio iniziale: se decidete di viaggiare in auto (perlomeno dal nord Italia), mi raccomando evitate le ore più calde, dalle 11 alle 15 circa: il viaggio potrebbe diventare veramente pesante anche a causa del traffico nella zona di Bologna, e pregiudicare la prima giornata delle vostre tanto agognate ferie.

E allora gambe in spalla alle prime luci del mattino e, nel nostro caso, direzione Pesaro: ridente cittadina di mare, tranquilla ma ricca di attrattive al punto giusto, offre una notevole scelta di appartamenti e strutture ricettive a prezzi decisamente onesti e competitivi.
   Ovviamente, a meno che non siate amanti della vacanza esclusivamente a base di mare - sole - spiaggia (cosa che non fa proprio per me...), una settimana qui potrebbe diventare leggermente monotona, per cui il consiglio è quello di utilizzare Pesaro come punto di partenza per visitare più luoghi possibili, nei limiti di tempo a disposizione.


Dicevo, Pesaro possiede un bel centro storico molto pittoresco, con negozi, locali e gelaterie decisamente stuzzicanti, spiagge perfettamente attrezzate, ma anche qualche vera e propria chicca per i malati di storia e arte come la sottoscritta: imperdibili la Cattedrale, con i suoi pregiati mosaici, il Museo Civico a Palazzo Mosca, la casa del grande musicista e compositore Gioacchino Rossini, la domus romana ben conservata nella suggestiva Via dell'Abbondanza, la Biblioteca di San Giovanni e molto altro. 
   Cliccando qui troverete, inoltre, un'utilissima guida della città, completamente gratuita.


Ma potevo forse fermarmi qui? Giammai, e infatti secondo giorno subito a Urbino, non resistevo più.    E la mia attesa è stata ampiamente ripagata in termini di bellezza: un centro storico unico al mondo (non per niente è patrimonio dell'Unesco), un profilo inconfondibile che si staglia contro il cielo con guglie, pinnacoli, torri maestose e tetti dai colori caldi e accoglienti.

Non aspettatevi la maestosità e l'opulenza di città d'arte come Roma, Firenze o Palermo: Urbino, come spesso accade alle città di Umbria e Marche, possiede una bellezza più misteriosa, tutta da scoprire esplorandone le vie e i sentieri più reconditi.
   Se vi trovate da queste parti (e se siete nelle Marche non potete non farci un salto) non lasciatevi sfuggire gli angoli e i luoghi più rappresentativi della città, da Palazzo Ducale (visitatelo al suo interno, e non ve ne pentirete) alla Galleria Nazionale delle Marche che occupa ben 80 sale di questo maestoso edificio (e che presenta opere di artisti del calibro di Piero della Francesca, Raffaello Sanzio Tiziano, Paolo Uccello e Orazio Gentileschi), dalla casa natale di Raffaello all'oratorio di San Giovanni con il suo splendido ciclo di affreschi opera di Lorenzo e Jacopo Salimbeni, dal Duomo di Urbino, con il relativo Museo del Tesoro e le sue suggestive Grotte sotterranee, al teatro dedicato proprio a Raffaello.




















E, già che vi trovate nei paraggi, imperdonabile non dedicare una gita al bellissimo borgo medievale di Gradara, perfettamente conservato anche grazie al restauro conservativo avvenuto negli anni '20 del Novecento, un tuffo nella storia che ci riporta proprio alla triste e romantica vicenza dei danteschi Paolo e Francesca.
   “Amor, ch’a nullo amato amar perdona, mi prese del costui piacer sì forte, che, come vedi, ancor non m’abbandona“.
   Ve li ricordate? Lui era Paolo Malatesta, e lei era Francesca da Polenta.

















Proseguendo nel nostro viaggio arriviamo a Fano, una manciata di chilometri da Pesaro, cittadina dal bellissimo centro storico di chiare origini romane; lo capiamo subito dall'imponente arco di Augusto che ci accoglie in città lungo la via Flaminia, per poi proseguire ammirando, tra le altre cose, le logge di San Michele e l'omonima chiesa, Piazza XX Settembre con la bellissima fontana della Fortuna e il Museo Civico con la Pinacoteca, Palazzo della Ragione, la piazza alla Corte del Palazzo dei Malatesta con la loggia del Sansovino, nonché le splendide chiese di San Paterniano, San Pietro ad Valium e Santa Maria Nuova. 

Ma Fano possiede anche un litorale sabbioso e un mare da bandiera blu, per cui alla visita in città potrete alternare anche un bel tuffo tra le onde del mar Adriatico, che qui si presenta decisamente più pulito e meno affollato rispetto alla vicina Emilia Romagna. 



Ovviamente dai giorni dedicati al mare non si poteva proprio prescindere, specialmente con la calura che caratterizza queste zone, tuttavia, se avete voglia di percorrere qualche chilometro in più, non perdete una visita anche alle città di Ancona ma soprattutto Ascoli Piceno: se la prima risulta un po' più conformata alle moderne località costiere e ha perduto un po' del suo fascino più antico (anche se il Duomo, che torreggia su un belvedere particolarmente suggestivo, è assolutamente da non perdere), la seconda ha conservata intatta tutta la sua bellezza.


























Rimarrete abbagliati dalla bellezza della Piazza del Popolo, cuore pulsante della città, su cui affacciano la Chiesa di San Francesco, il Palazzo dei Capitani del Popoli, splendide case medievali e antichi portici.

Piazza del Popolo è, giustamente, considerata una delle piazze più belle d’Italia, anche se la vicina Piazza Arringo insidia il suo primato; infatti qui troverete il Palazzo dell’Arringo, sede della Pinacoteca Civica, il Duomo di Sant’Emidio, il Battistero di San Giovanni e il Palazzo Episcopale con il Museo Diocesano.

















E arriviamo ora alla chicca che ho tenuto verso il fondo, come un vero e proprio coup de théâtre: la visita alle Grotte di Frasassi, nel comune di Genga.
   Entrare in queste grotte è un po' come perdersi all'intero di un mondo parallelo, un universo fatto di pura bellezza e suggestione, un incontro viscerale con la parte più profonda della nostra terra: quanta perfezione può celare la natura?
   Ecco, questo ne è un perfetto esempio, da mozzare il fiato.
L'Abisso Ancona è la prima parte della grotta che visiterete durante il tour guidato, nonché la prima area apparsa ai suoi scopritori, che ha preso il nome della loro città di provenienza.
   E' un'enorme cavità, tra le più grandi in Europa e nel mondo, dalle dimensioni incredibili: 180 metri di lunghezza, 120 metri di larghezza e 200 metri di altezza.
   Pensate, per rendere meglio l'idea, che potrebbe contenere al suo interno l'intero Duomo di Milano!


Al centro della sala domina l'imponente gruppo di stalagmiti millenarie denominate "I giganti" (diametro: 2 mt - 5 mt, altezza: 1,50 mt - 20 mt), le più importanti stalagmiti della grotta.
   Altro ambiente particolarmente suggestivo è rappresentato dal Gran Canyon, con i suoi crepacci profondi e il laghetto che propone al visitatore un ammaliante gioco di specchi e riflessi.

Il biglietto intero costa 15,50 euro, ma ne vale assolutamente la pena: un'ora e mezza di visita guidata (attenzione alle temperature, 14 gradi con il 98% di umidità anche in estate) più la possibilità di visitare, sempre con lo stesso biglietto, la benedettina Abbazia di San Vittore e l'annesso Museo Speleologico. 



Insomma, direi che tutto questo si commenta da sé, a corredo di ciò che ho detto posso soltanto inserire qualche immagine, che spero possa rendere, anche soltanto in minima parte, tutta la bellezza di questa regione.

Come sempre, apro una parentesi del tutto culinaria: nelle Marche, oltre a visitare luoghi splendidi, avrete anche la fortuna di assaggiare una cucina particolarmente ricca e saporita, che spazia dal pesce (specialmente nelle zone costiere, dove potrete assaporare ottime fritture di mare, lo stoccafisso all'anconetana, il brodetto di pesce e molto altro) alla carne (spesso accompagnata da porcini e dall'immancabile tartufo nero), senza tralasciare la pasta fresca di produzione locale e la crescia, una piada sfogliata farcita con salumi, formaggi (specialmente il tipico formaggio di fossa) e verdure.


Rifatevi gli occhi, concedetevi qualche peccato di gola e godete appieno della bellezza che le Marche sanno offrire e, se non l'avete ancora fatto, prenotate subito una vacanza in questo piccolo angolo di paradiso tricolore! ;) 

venerdì 1 luglio 2016

#news: La Mansarda se ne (ri)và in vacanza... stavolta nelle Marche!

Ci risiamo: la Mansarda dei Ravatti, a casa tranquilla nel suo cantuccio, proprio non ci sa stare.
   E infatti, a partire da domani mattina, si darà per 9 giorni alla più completa latitanza in quel delle Marche, terra ancora inesplorata dalla sottoscritta, che ha già la valigia pronta in mano, la fedele Reflex al collo e una voglia matta di esplorare.


Come sempre, attendete fiduciosi il mio resoconto della vacanza... e a presto, stay tuned! ;) 

giovedì 30 giugno 2016

#viaggi: Napoli, terra di sole, mare, bellezza e buonumore

Eccomi, come promesso, con un piccolo "diario di viaggio" della mia breve vacanza in quel di Napoli, città meravigliosa dove il profumo del mare, il calore del sole, l'allegria della gente e il fascino del centro storico si mescolano in un connubio perfetto.

Prima di partire con il resoconto e un po' di consigli di viaggio, devo fare una premessa che mi preme particolarmente: da buona piemontese, sono partita con una bella dose di entusiasmo ma anche, e lo dico sinceramente, con qualche pregiudizio, dovuto sicuramente alla cattiva fama che questa città, ingiustamente, troppo spesso ha in giro per l'Italia e non solo.
   Lo scenario dipinto dall'ignoranza collettiva la dipinge come un luogo carico di delinquenza, violenza, pericoloso, insomma da evitare.
   Errore, madornale errore. Io ho trascorso 3 giorni (dal mattino al tardo pomeriggio) a girare da sola, senza risparmiarmi, cercando di godere appieno della vitalità del centro storico partenopeo, e le tanto paventate "brutte sorprese" non si sono palesate.
   Fortuna? Non credo, soltanto un pizzico di buon senso (ovvio che, se vedete vicoletto sperduto, non frequentato, magari se siete una ragazza e anche sola evitatelo o perlomeno prestate un po' di attenzione) e tanta voglia di scoprire una città per me nuova scevra da preconcetti e inutili timori. 

Detto questo, ecco un sunto del mio girovagare napoletano: in principio fu Pompei,
   Ebbene sì, approfittando della presenza del moroso - ferroviere (successivamente impegnato con i suoi corsi di aggiornamento) ci siamo concessi un lungo pomeriggio tra gli scavi archeologici della magica Pompei, nonostante la stanchezza del viaggio in treno.
   Un luogo di indicibile interesse storico/artistico, dove la bellezza permea ogni angolo di questa città addormentata: abbiamo trascorso qui oltre cinque ore, che non sono nemmeno sufficienti per vedere per intero le rovine, godendo della bellezza delle domus (imperdibili le case del Poeta Tragico - con il famoso mosaico del Cave Canem - del Fauno, la Villa dei Misteri e molte altre), dei teatri, dell'anfiteatro, del lupanare, delle stradine che si inerpicano nei meandri della città, tra necropoli, botteghe, fulloniche, tabernae e thermopolia, per non parlare dei giardini, dei templi, dei mosaici e degli affreschi ivi conservati.
   Unico consiglio: acqua sempre a portata di mano, visto le temperature torride, crema solare, cappellino e scarpe comode, oltre ovviamente alla cartina sempre alla mano.


































Provati dalla splendida Pompei, la sera non ci si può rifocillare altrimenti che con una bella pizza napoletana: imperdibile la pizzeria Sorbillo, storico locale nella centralissima Via dei Tribunali, uno dei decumani cittadini, non ne rimarrete delusi.






E ora inizia il mio tour in solitaria: si parte subito con il percorso della Napoli Sotterranea, una delle esperienze più intense che abbia mai provato durante i miei viaggi, e una tappa obbligata per gli appassionati di storia che si trovino in visita a Napoli: i primi manufatti sotterranei risalgono a circa 5.000 anni fa, mentre nel III secolo a.C., i Greci aprirono le prime cave sotterranee per ricavare i blocchi di tufo necessari per costruire le mura e i templi della loro Neapolis.

   Lo sviluppo imponente del reticolo dei sotterranei iniziò in epoca romana con gallerie viarie e una rete di acquedotti complessa, alimentata da condotti sotterranei provenienti dalle sorgenti del Serino. 
   Larghi quel poco che permetteva il passaggio di un uomo, i cunicoli dell’acquedotto si diramavano in tutte le direzioni, con lo scopo di alimentare fontane ed abitazioni situate in diverse aree della città superiore.
 


A tratti, sulle pareti, si notano ancora tracce dell’intonaco idraulico, utilizzato dagli ingegneri dell’antichità per impermeabilizzare le gallerie.
   Nel complesso, una rete di cunicoli e cisterne di oltre 2.000.000 m², diffusa per tutta la città.
I sotterranei furono anche utilizzati durante la Seconda Guerra Mondiale come rifugi antiaerei per proteggersi dai disastrosi bombardamenti che colpirono la città.
   Resti di arredi, graffiti e vari oggetti in ottimo stato di conservazione testimoniano ancora oggi la grande paura dei bombardamenti e i numerosi periodi della giornata vissuti nei rifugi, facendo riemergere uno spaccato di vita importante e al tempo stesso tragico della storia cittadina.

Insomma, un percorso carico di storia, condotto dalle guide specializzate dell'Associazione La Napoli Sotterranea (particolarmente preparate, per la durata complessiva di un'ora e mezza), suggestivo ma non adatto a chi soffre di claustrofobia: alcuni tratti del percorso prevedono il passaggio all'interno di cunicoli stretti e angusti, per cui occorre l'ausilio di candele per illuminare il percorso, e ovviamente sono raccomandate scarpe comode con suola in gomma, onde evitare di scivolare (l'umidità al'interno è al 100%, per una media di 15 gradi circa).
   Insomma, un percorso consigliatissimo, che vi permetterà di visitare anche i resti del teatro romano, conservati in un'ex cantina al di sotto di un'abitazione privata.





Tra le altre attrazioni assolutamente imperdibili troviamo il Duomo, dedicato a Santa Assunta ma meglio noto con l'intitolazione a San Gennaro, con annessi la cappella del santo e il Museo del Tesoro, che contiene ornamenti di raro pregio e bellezza, la Basilica di Santa Chiara, che offre al visitatore la possibilità di passeggiare nello splendido chiostro interamente decorato da maioliche coloratissime, e ancora la Basilica di San Lorenzo, anch'essa parte del percorso della Napoli sotterranea (Napoli è una città che si sviluppa incredibilmente in altezza e in profondità), nonché la chiesa di San Domenico Maggiore, particolarmente maestosa e suggestiva, e quella del Gesù Nuovo, con il suo caratteristico bugnato che ricorda molto il Palazzo dei Diamanti di Ferrara. 














Una menzione particolare per la Cappella di San Severo dove, al centro della navata, potrete ammirare il Cristo velato, una delle opere più note e suggestive al mondo, eseguita Giuseppe Sanmartino.
   Qui troverete, inoltre, le famose Macchine anatomiche, ovvero gli scheletri di un uomo e di una donna in posizione eretta, con il sistema arterio-venoso quasi perfettamente integro, realizzate dal medico palermitano Giuseppe Salerno. 

Anche i musei meritano una menzione d'onore per il grandissimo valore dei reperti che contengono, uno su tutti il Museo Archeologico Nazionale di Napoli, che contiene moltissimi reperti trovati negli scavi dell'antica Pompei, oltre a numerose collezioni di mosaici e ad una sezione dedicata all'arte egizia.
   Analogo discorso per il Maschio Angioino (attenzione, sulle cartine lo troverete indicato con il nome di Castel Nuovo), il Palazzo Reale di Napoli, immerso nella splendida cornice della storica Piazza del Plebiscito, e il Castel dell'Ovo.
 

E, proprio a proposito di questo castello, fortezza spagnola perfettamente conservata, imperdibile una passeggiata al tramonto sul lungomare Caracciolo, suggestivo e romantico al punto giusto, zona molto turistica ricca di ottimi ristoranti (da Antonio e Antonio il pesce è cucinato a regola d'arte, provare per credere!). 





















Abbiamo parlato di musei, chiese, attrazioni turistiche note in tutto il mondo, ma la vera Napoli, quella più autentica, verace per davvero, è sicuramente quella dei vicoli: Spaccanapoli, via San Gregorio Armeno (entrate nell'omonima chiesa, mi raccomando, un gioiellino barocco immerso nel centro storico), via di San Biagio de' Librai, via Benedetto Croce e via dicendo, fino a raggiungere la splendida zona di Port'Alba, dove troverete librerie antiche, bancarelle di volumi antichi, usati e non, a prezzi davvero stracciati, bar, locali carini, insomma, il brulicare della vita del centro più antico della città, fino a raggiungere la più commerciale Via Toledo (nota anche come Via Roma), una delle vie dello shopping cittadino. 



Non abbiate timore di immergervi nelle viuzze fatte di botteghe artigiane, presepi, bancarelle che vendono ogni tipo di leccornia dolce e salata, perché la bellezza di Napoli risiede proprio qui: in questo mi ha ricordato moltissimo la mia adorata Genova, con i suoi carruggi, le sue vie strette, talvolta buie e anche un po' sporche, ma piene di fascino e suggestione, leggende e storie antiche come la pietra che le contiene.

Del cibo non vi parlo nemmeno, se andate a Napoli senza prima farvi una cultura su tutto ciò che dovrete TASSATIVAMENTE assaggiare non siete degli di leggere questo blog... ;)

Insomma, questo è solo un assaggio di Napoli, potrei scrivere un intero libro sulle sue bellezze, ma vi toglierei tutto il piacere della scoperta.
   Quindi, se non avete ancora prenotato le vostre vacanze estive, cercatevi un bell'hotel in centro, e abbandonatevi alla carezza del sole, al profumo di una sfogliatella appena sfornata, all'allegro vociare dei bimbi per strada, alla passione che trasuda dalle città del sud, affascinanti, suggestive, imperdibili.