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giovedì 30 giugno 2016

#viaggi: Napoli, terra di sole, mare, bellezza e buonumore

Eccomi, come promesso, con un piccolo "diario di viaggio" della mia breve vacanza in quel di Napoli, città meravigliosa dove il profumo del mare, il calore del sole, l'allegria della gente e il fascino del centro storico si mescolano in un connubio perfetto.

Prima di partire con il resoconto e un po' di consigli di viaggio, devo fare una premessa che mi preme particolarmente: da buona piemontese, sono partita con una bella dose di entusiasmo ma anche, e lo dico sinceramente, con qualche pregiudizio, dovuto sicuramente alla cattiva fama che questa città, ingiustamente, troppo spesso ha in giro per l'Italia e non solo.
   Lo scenario dipinto dall'ignoranza collettiva la dipinge come un luogo carico di delinquenza, violenza, pericoloso, insomma da evitare.
   Errore, madornale errore. Io ho trascorso 3 giorni (dal mattino al tardo pomeriggio) a girare da sola, senza risparmiarmi, cercando di godere appieno della vitalità del centro storico partenopeo, e le tanto paventate "brutte sorprese" non si sono palesate.
   Fortuna? Non credo, soltanto un pizzico di buon senso (ovvio che, se vedete vicoletto sperduto, non frequentato, magari se siete una ragazza e anche sola evitatelo o perlomeno prestate un po' di attenzione) e tanta voglia di scoprire una città per me nuova scevra da preconcetti e inutili timori. 

Detto questo, ecco un sunto del mio girovagare napoletano: in principio fu Pompei,
   Ebbene sì, approfittando della presenza del moroso - ferroviere (successivamente impegnato con i suoi corsi di aggiornamento) ci siamo concessi un lungo pomeriggio tra gli scavi archeologici della magica Pompei, nonostante la stanchezza del viaggio in treno.
   Un luogo di indicibile interesse storico/artistico, dove la bellezza permea ogni angolo di questa città addormentata: abbiamo trascorso qui oltre cinque ore, che non sono nemmeno sufficienti per vedere per intero le rovine, godendo della bellezza delle domus (imperdibili le case del Poeta Tragico - con il famoso mosaico del Cave Canem - del Fauno, la Villa dei Misteri e molte altre), dei teatri, dell'anfiteatro, del lupanare, delle stradine che si inerpicano nei meandri della città, tra necropoli, botteghe, fulloniche, tabernae e thermopolia, per non parlare dei giardini, dei templi, dei mosaici e degli affreschi ivi conservati.
   Unico consiglio: acqua sempre a portata di mano, visto le temperature torride, crema solare, cappellino e scarpe comode, oltre ovviamente alla cartina sempre alla mano.


































Provati dalla splendida Pompei, la sera non ci si può rifocillare altrimenti che con una bella pizza napoletana: imperdibile la pizzeria Sorbillo, storico locale nella centralissima Via dei Tribunali, uno dei decumani cittadini, non ne rimarrete delusi.






E ora inizia il mio tour in solitaria: si parte subito con il percorso della Napoli Sotterranea, una delle esperienze più intense che abbia mai provato durante i miei viaggi, e una tappa obbligata per gli appassionati di storia che si trovino in visita a Napoli: i primi manufatti sotterranei risalgono a circa 5.000 anni fa, mentre nel III secolo a.C., i Greci aprirono le prime cave sotterranee per ricavare i blocchi di tufo necessari per costruire le mura e i templi della loro Neapolis.

   Lo sviluppo imponente del reticolo dei sotterranei iniziò in epoca romana con gallerie viarie e una rete di acquedotti complessa, alimentata da condotti sotterranei provenienti dalle sorgenti del Serino. 
   Larghi quel poco che permetteva il passaggio di un uomo, i cunicoli dell’acquedotto si diramavano in tutte le direzioni, con lo scopo di alimentare fontane ed abitazioni situate in diverse aree della città superiore.
 


A tratti, sulle pareti, si notano ancora tracce dell’intonaco idraulico, utilizzato dagli ingegneri dell’antichità per impermeabilizzare le gallerie.
   Nel complesso, una rete di cunicoli e cisterne di oltre 2.000.000 m², diffusa per tutta la città.
I sotterranei furono anche utilizzati durante la Seconda Guerra Mondiale come rifugi antiaerei per proteggersi dai disastrosi bombardamenti che colpirono la città.
   Resti di arredi, graffiti e vari oggetti in ottimo stato di conservazione testimoniano ancora oggi la grande paura dei bombardamenti e i numerosi periodi della giornata vissuti nei rifugi, facendo riemergere uno spaccato di vita importante e al tempo stesso tragico della storia cittadina.

Insomma, un percorso carico di storia, condotto dalle guide specializzate dell'Associazione La Napoli Sotterranea (particolarmente preparate, per la durata complessiva di un'ora e mezza), suggestivo ma non adatto a chi soffre di claustrofobia: alcuni tratti del percorso prevedono il passaggio all'interno di cunicoli stretti e angusti, per cui occorre l'ausilio di candele per illuminare il percorso, e ovviamente sono raccomandate scarpe comode con suola in gomma, onde evitare di scivolare (l'umidità al'interno è al 100%, per una media di 15 gradi circa).
   Insomma, un percorso consigliatissimo, che vi permetterà di visitare anche i resti del teatro romano, conservati in un'ex cantina al di sotto di un'abitazione privata.





Tra le altre attrazioni assolutamente imperdibili troviamo il Duomo, dedicato a Santa Assunta ma meglio noto con l'intitolazione a San Gennaro, con annessi la cappella del santo e il Museo del Tesoro, che contiene ornamenti di raro pregio e bellezza, la Basilica di Santa Chiara, che offre al visitatore la possibilità di passeggiare nello splendido chiostro interamente decorato da maioliche coloratissime, e ancora la Basilica di San Lorenzo, anch'essa parte del percorso della Napoli sotterranea (Napoli è una città che si sviluppa incredibilmente in altezza e in profondità), nonché la chiesa di San Domenico Maggiore, particolarmente maestosa e suggestiva, e quella del Gesù Nuovo, con il suo caratteristico bugnato che ricorda molto il Palazzo dei Diamanti di Ferrara. 














Una menzione particolare per la Cappella di San Severo dove, al centro della navata, potrete ammirare il Cristo velato, una delle opere più note e suggestive al mondo, eseguita Giuseppe Sanmartino.
   Qui troverete, inoltre, le famose Macchine anatomiche, ovvero gli scheletri di un uomo e di una donna in posizione eretta, con il sistema arterio-venoso quasi perfettamente integro, realizzate dal medico palermitano Giuseppe Salerno. 

Anche i musei meritano una menzione d'onore per il grandissimo valore dei reperti che contengono, uno su tutti il Museo Archeologico Nazionale di Napoli, che contiene moltissimi reperti trovati negli scavi dell'antica Pompei, oltre a numerose collezioni di mosaici e ad una sezione dedicata all'arte egizia.
   Analogo discorso per il Maschio Angioino (attenzione, sulle cartine lo troverete indicato con il nome di Castel Nuovo), il Palazzo Reale di Napoli, immerso nella splendida cornice della storica Piazza del Plebiscito, e il Castel dell'Ovo.
 

E, proprio a proposito di questo castello, fortezza spagnola perfettamente conservata, imperdibile una passeggiata al tramonto sul lungomare Caracciolo, suggestivo e romantico al punto giusto, zona molto turistica ricca di ottimi ristoranti (da Antonio e Antonio il pesce è cucinato a regola d'arte, provare per credere!). 





















Abbiamo parlato di musei, chiese, attrazioni turistiche note in tutto il mondo, ma la vera Napoli, quella più autentica, verace per davvero, è sicuramente quella dei vicoli: Spaccanapoli, via San Gregorio Armeno (entrate nell'omonima chiesa, mi raccomando, un gioiellino barocco immerso nel centro storico), via di San Biagio de' Librai, via Benedetto Croce e via dicendo, fino a raggiungere la splendida zona di Port'Alba, dove troverete librerie antiche, bancarelle di volumi antichi, usati e non, a prezzi davvero stracciati, bar, locali carini, insomma, il brulicare della vita del centro più antico della città, fino a raggiungere la più commerciale Via Toledo (nota anche come Via Roma), una delle vie dello shopping cittadino. 



Non abbiate timore di immergervi nelle viuzze fatte di botteghe artigiane, presepi, bancarelle che vendono ogni tipo di leccornia dolce e salata, perché la bellezza di Napoli risiede proprio qui: in questo mi ha ricordato moltissimo la mia adorata Genova, con i suoi carruggi, le sue vie strette, talvolta buie e anche un po' sporche, ma piene di fascino e suggestione, leggende e storie antiche come la pietra che le contiene.

Del cibo non vi parlo nemmeno, se andate a Napoli senza prima farvi una cultura su tutto ciò che dovrete TASSATIVAMENTE assaggiare non siete degli di leggere questo blog... ;)

Insomma, questo è solo un assaggio di Napoli, potrei scrivere un intero libro sulle sue bellezze, ma vi toglierei tutto il piacere della scoperta.
   Quindi, se non avete ancora prenotato le vostre vacanze estive, cercatevi un bell'hotel in centro, e abbandonatevi alla carezza del sole, al profumo di una sfogliatella appena sfornata, all'allegro vociare dei bimbi per strada, alla passione che trasuda dalle città del sud, affascinanti, suggestive, imperdibili. 




lunedì 22 febbraio 2016

#viaggi: Firenze, diario di una vacanza (quasi) in solitaria

Mi sono fatta un po' attendere, lo ammetto, ma finalmente ho avuto il tempo di sedermi a tavolino, davanti all'inseparabile pc, per potervi raccontare, brevemente, del mio viaggetto in Toscana, e più precisamente nella splendida Firenze.
   L'occasione è capitata quasi per caso, decisamente inaspettata, e con pochissimo preavviso, rispetto ai miei soliti 2/3 mesi di cui necessito per studiare tappe e itinerari che manco Alberto Angela nei suoi momenti migliori riuscirebbe ad eguagliar peer precisione e maniacalità assoluta e totale.
   Come vi dicevo, ho colto l'occasione: il ferroviere che mi sta accanto da ormai 7 anni ha dovuto fare un corso di aggiornamento proprio nel capoluogo fiorentino, e io potevo forse starmene a casa buona buona?!
   Giammai, carpe diem e, valigia dal peso improponibile al seguito, sono saltata sul treno (sì, perché noialtri si viaggia sempre così, ormai lo sapete..), pronta ad esplorare il "mondo".

In realtà a Firenze ero già stata due volte, ma durante dei classici weekend romantici, durante i quali si gira ma in modo non sufficientemente approfondito per i miei ossessivi gusti.
   Questa volta, invece, posso dire di aver girato praticamente sempre in solitaria, e ammetto che è stata un'esperienza assolutamente utile e decisamente piacevole: sola 9 ore al giorno circa, ho imparato a cavarmela nella difficile attitudine dell'orientamento, che è forse il mio più grande limite: portatemi in un qualsiasi luogo, e anche dopo 20 volte, sarò ancora in grado di perdermi nei meandri della mia confusione totale.

Invece ho appurato sulla mia pelle che, quando non hai nessuno su cui contare, se non su una banalissima cartina della città very very used, allora sì che ci si sveglia, eccome.
   Mi sono ripromessa di basarmi soltanto su questa, niente informazioni chieste in giro, né tantomeno navigatore satellitare sul cellulare, soltanto me medesima e un foglio di carta in mano: il primo giorno credo di aver girato a vuoto complessivamente un paio d'ore, forse più, per riuscire a capire da che parte fossi girata, ma da lì la strada è stata tutta in discesa.
   E poi diciamocelo, perdersi all'interno del centro storico di una delle città più belle al mondo, non può che essere un'esperienza più che piacevole.

Per quanto riguarda il viaggio vero e proprio, il primo giorno tappa d'obbligo al Duomo di Santa Maria Novella e al Battistero; c'ero già stata, ma rivederli è sempre un'emozione per cui vale la pena ritornare.
   Inoltre, sempre all'interno della Cattedrale, è possibile visitare un interessante museo che mostra, oltre a reperti di epoca romana, anche le preesistenze sotto lo strato pavimentale odierno, veri e propri scavi decisamente suggestivi.
   Per non parlare del Museo dell'Opera del Duomo: la maestosità e la bellezza dell'architettura si fondono con la sapienza di maestri cesellatori di incredibile ricchezza.

E il primo giorno è stato sicuramente quello più strong, come già vi avevo anticipato in diretta durante la mia permanenza fiorentina: la salita in cima al campanile di Giotto, 85 metri per un totale di 414 scalini, un'esperienza da cardiopalma, che tuttavia merita ogni singola goccia di sudore versato, grazie al magnifico panorama che potrete godervi da lassù.

Oltre alle mete più scontate, dalle quali è impossibile prescindere, vi consiglio una piccola chicca: la Sinagoga ebraica di Firenze, testimonianza storica di rara bellezza, un tripudio di oro, decorazioni, il tutto condito da quell'alone di misteriosa soggezione che soltanto le chiese di altre confessioni, a mio parere, sanno dare.

Altra tappa obbligatoria Palazzo Vecchio, nella splendida Piazza della Signoria: all'interno troverete un interessante museo, e non perdete la parte degli scavi romani, proposti in maniera semplice ma decisamente affascinante, con tanto di video interattivi che faranno la gioia anche dei più piccini.
   Stesso discorso per il Museo del Bargello, sul quale non mi dilungo poiché esiste già un sito riccamente fornito di informazioni dettagliate.

E degli Uffizi? Ne vogliamo parlare? Se non ci siete ancora stati vedete di rimediare subito. Sì, è una minaccia...
   Scherzi a parte, questo è sicuramente un ottimo periodo per visitarli: code pressoché inesistenti, fattore eccezionalmente raro, poiché solitamente è quasi necessaria la prenotazione, onde evitare di dover attendere fuori per ore.

E ora una carrellata di tutto ciò che non potete perdere assolutamente nel cento storico di Firenze, con una top ten mordi e fuggi:


  • Palazzo Medici Riccardi
  • Badia Fiorentina
  • Chiese di OrSanMichele, Santa Croce, San Lorenzo e Cappelle Medicee
  • Chiesa e annesso Museo di San Marco (per gli appassionati di pittura medievale, specialmente di Beato Angelico)
  • Casa di Michelangelo Buonarroti
  • Gallerie dell'Accademia (non vedere almeno una volta nella vita il David di Michelangelo - quello in piazza è una copia, dunque non vale - e i Prigioni è un delitto, e dovrebbe essere penalmente punito!)
  • Ponte Vecchio (se avete i soldi per acquistare anche qualche manufatto di oreficeria, avete tutta la mia più cocente invidia, sappiatelo...)
  • Palazzo Pitti con relativi Museo degli Argenti e del Costume (mi raccomando scarpe comode, la ricchezza del percorso potrebbe stremarvi)
  • Giardini di Boboli e Giardini Bardini (vedi sopra)
  • Cene abbondanti presso qualsiasi ristorante/trattoria locale: si mangia non bene, si mangia divinamente (e almeno una volta, la Fiorentina, rigorosamente con filetto e al sangue, ci sta tutta, non fare i taccagni, su su...) 
E per quanto riguarda la panza?
   Niente paura, come sempre ho dato abbondantemente anche in questo campo, tra fiorentina, ribollita, crostini e bruschette, taglieri di salumi, pappardelle al cinghiale, trippa e cantucci col vin santo. 
   Qualche consiglio su dove mangiare? Sicuramente consigliatissime le trattorie "Da Giorgio", "L'Antico Fattore", "Il cantastorie" e "Da Zazà", tutte in pieno centro. 

E infine, una piccola parentesi: lo shopping
   Ebbene sì, mi sono lasciata tentare, e un giretto al mercato del Porcellino e a quello del quartiere San Lorenzo (decisamente più economico) non potevo non concedermeli: per i profani sappiate che qui troverete tutti prodotti in classica pelle e cuoio fiorentini, tra cui borse di ogni foggia, cinture, giubbotti e scarpe, ma anche agende realizzate con la pregiata carta fiorentina e foulard in seta finissima
   Insomma, partite con due soldini in tasca se potete, tornerete a casa certamente soddisfatti. 

Nel complesso non vi avrò fornito dettagli particolarmente arcani, ma una cosa ve la posso dire con certezza: Firenze è una città decisamente vivibile, a misura d'uomo, sia a livello di comodità (pur essendo ricchissima di attrazioni da non perdere, si riesce a girare tranquillamente a piedi) che di tranquillità, dove una ragazza può andare ovunque, e da sola, senza trovare la benché minima difficoltà, anche grazie all'incredibile calore e all'accoglienza che caratterizza la gente che abita questa meravigliosa città. 
   Se siete in procinto di organizzare una piccola vacanza proprio qui, vi consiglio di girarla senza fretta, godendovi ogni suo angolo, ogni via, ogni piazza; potrete così immergervi in quella che è pura bellezza, tra quei prodotti dell'ingegno umano che ci fanno un po' rivalutare la nostra razza impestata (e ne abbiamo taaanto bisogno, viste le boiate che ci tocca ascoltare quotidianamente...). 

E dopo un sacco di parole, lasciamo spazio alle immagini, un piccolo assaggio del mio diario di viaggio fotografico...