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lunedì 22 febbraio 2016

#viaggi: Firenze, diario di una vacanza (quasi) in solitaria

Mi sono fatta un po' attendere, lo ammetto, ma finalmente ho avuto il tempo di sedermi a tavolino, davanti all'inseparabile pc, per potervi raccontare, brevemente, del mio viaggetto in Toscana, e più precisamente nella splendida Firenze.
   L'occasione è capitata quasi per caso, decisamente inaspettata, e con pochissimo preavviso, rispetto ai miei soliti 2/3 mesi di cui necessito per studiare tappe e itinerari che manco Alberto Angela nei suoi momenti migliori riuscirebbe ad eguagliar peer precisione e maniacalità assoluta e totale.
   Come vi dicevo, ho colto l'occasione: il ferroviere che mi sta accanto da ormai 7 anni ha dovuto fare un corso di aggiornamento proprio nel capoluogo fiorentino, e io potevo forse starmene a casa buona buona?!
   Giammai, carpe diem e, valigia dal peso improponibile al seguito, sono saltata sul treno (sì, perché noialtri si viaggia sempre così, ormai lo sapete..), pronta ad esplorare il "mondo".

In realtà a Firenze ero già stata due volte, ma durante dei classici weekend romantici, durante i quali si gira ma in modo non sufficientemente approfondito per i miei ossessivi gusti.
   Questa volta, invece, posso dire di aver girato praticamente sempre in solitaria, e ammetto che è stata un'esperienza assolutamente utile e decisamente piacevole: sola 9 ore al giorno circa, ho imparato a cavarmela nella difficile attitudine dell'orientamento, che è forse il mio più grande limite: portatemi in un qualsiasi luogo, e anche dopo 20 volte, sarò ancora in grado di perdermi nei meandri della mia confusione totale.

Invece ho appurato sulla mia pelle che, quando non hai nessuno su cui contare, se non su una banalissima cartina della città very very used, allora sì che ci si sveglia, eccome.
   Mi sono ripromessa di basarmi soltanto su questa, niente informazioni chieste in giro, né tantomeno navigatore satellitare sul cellulare, soltanto me medesima e un foglio di carta in mano: il primo giorno credo di aver girato a vuoto complessivamente un paio d'ore, forse più, per riuscire a capire da che parte fossi girata, ma da lì la strada è stata tutta in discesa.
   E poi diciamocelo, perdersi all'interno del centro storico di una delle città più belle al mondo, non può che essere un'esperienza più che piacevole.

Per quanto riguarda il viaggio vero e proprio, il primo giorno tappa d'obbligo al Duomo di Santa Maria Novella e al Battistero; c'ero già stata, ma rivederli è sempre un'emozione per cui vale la pena ritornare.
   Inoltre, sempre all'interno della Cattedrale, è possibile visitare un interessante museo che mostra, oltre a reperti di epoca romana, anche le preesistenze sotto lo strato pavimentale odierno, veri e propri scavi decisamente suggestivi.
   Per non parlare del Museo dell'Opera del Duomo: la maestosità e la bellezza dell'architettura si fondono con la sapienza di maestri cesellatori di incredibile ricchezza.

E il primo giorno è stato sicuramente quello più strong, come già vi avevo anticipato in diretta durante la mia permanenza fiorentina: la salita in cima al campanile di Giotto, 85 metri per un totale di 414 scalini, un'esperienza da cardiopalma, che tuttavia merita ogni singola goccia di sudore versato, grazie al magnifico panorama che potrete godervi da lassù.

Oltre alle mete più scontate, dalle quali è impossibile prescindere, vi consiglio una piccola chicca: la Sinagoga ebraica di Firenze, testimonianza storica di rara bellezza, un tripudio di oro, decorazioni, il tutto condito da quell'alone di misteriosa soggezione che soltanto le chiese di altre confessioni, a mio parere, sanno dare.

Altra tappa obbligatoria Palazzo Vecchio, nella splendida Piazza della Signoria: all'interno troverete un interessante museo, e non perdete la parte degli scavi romani, proposti in maniera semplice ma decisamente affascinante, con tanto di video interattivi che faranno la gioia anche dei più piccini.
   Stesso discorso per il Museo del Bargello, sul quale non mi dilungo poiché esiste già un sito riccamente fornito di informazioni dettagliate.

E degli Uffizi? Ne vogliamo parlare? Se non ci siete ancora stati vedete di rimediare subito. Sì, è una minaccia...
   Scherzi a parte, questo è sicuramente un ottimo periodo per visitarli: code pressoché inesistenti, fattore eccezionalmente raro, poiché solitamente è quasi necessaria la prenotazione, onde evitare di dover attendere fuori per ore.

E ora una carrellata di tutto ciò che non potete perdere assolutamente nel cento storico di Firenze, con una top ten mordi e fuggi:


  • Palazzo Medici Riccardi
  • Badia Fiorentina
  • Chiese di OrSanMichele, Santa Croce, San Lorenzo e Cappelle Medicee
  • Chiesa e annesso Museo di San Marco (per gli appassionati di pittura medievale, specialmente di Beato Angelico)
  • Casa di Michelangelo Buonarroti
  • Gallerie dell'Accademia (non vedere almeno una volta nella vita il David di Michelangelo - quello in piazza è una copia, dunque non vale - e i Prigioni è un delitto, e dovrebbe essere penalmente punito!)
  • Ponte Vecchio (se avete i soldi per acquistare anche qualche manufatto di oreficeria, avete tutta la mia più cocente invidia, sappiatelo...)
  • Palazzo Pitti con relativi Museo degli Argenti e del Costume (mi raccomando scarpe comode, la ricchezza del percorso potrebbe stremarvi)
  • Giardini di Boboli e Giardini Bardini (vedi sopra)
  • Cene abbondanti presso qualsiasi ristorante/trattoria locale: si mangia non bene, si mangia divinamente (e almeno una volta, la Fiorentina, rigorosamente con filetto e al sangue, ci sta tutta, non fare i taccagni, su su...) 
E per quanto riguarda la panza?
   Niente paura, come sempre ho dato abbondantemente anche in questo campo, tra fiorentina, ribollita, crostini e bruschette, taglieri di salumi, pappardelle al cinghiale, trippa e cantucci col vin santo. 
   Qualche consiglio su dove mangiare? Sicuramente consigliatissime le trattorie "Da Giorgio", "L'Antico Fattore", "Il cantastorie" e "Da Zazà", tutte in pieno centro. 

E infine, una piccola parentesi: lo shopping
   Ebbene sì, mi sono lasciata tentare, e un giretto al mercato del Porcellino e a quello del quartiere San Lorenzo (decisamente più economico) non potevo non concedermeli: per i profani sappiate che qui troverete tutti prodotti in classica pelle e cuoio fiorentini, tra cui borse di ogni foggia, cinture, giubbotti e scarpe, ma anche agende realizzate con la pregiata carta fiorentina e foulard in seta finissima
   Insomma, partite con due soldini in tasca se potete, tornerete a casa certamente soddisfatti. 

Nel complesso non vi avrò fornito dettagli particolarmente arcani, ma una cosa ve la posso dire con certezza: Firenze è una città decisamente vivibile, a misura d'uomo, sia a livello di comodità (pur essendo ricchissima di attrazioni da non perdere, si riesce a girare tranquillamente a piedi) che di tranquillità, dove una ragazza può andare ovunque, e da sola, senza trovare la benché minima difficoltà, anche grazie all'incredibile calore e all'accoglienza che caratterizza la gente che abita questa meravigliosa città. 
   Se siete in procinto di organizzare una piccola vacanza proprio qui, vi consiglio di girarla senza fretta, godendovi ogni suo angolo, ogni via, ogni piazza; potrete così immergervi in quella che è pura bellezza, tra quei prodotti dell'ingegno umano che ci fanno un po' rivalutare la nostra razza impestata (e ne abbiamo taaanto bisogno, viste le boiate che ci tocca ascoltare quotidianamente...). 

E dopo un sacco di parole, lasciamo spazio alle immagini, un piccolo assaggio del mio diario di viaggio fotografico...




















 

martedì 2 febbraio 2016

#viaggi: La mansarda dei ravatti in trasferta a Firenze!

Come avrete notato in questi giorni i post si sono un po' diradati. Il motivo? Semplice, la Mansarda dei Ravatti (e la sua legittima proprietaria, of course) è in trasferta a Firenze, per un'inaspettata vacanza toscana. 

Come sempre, di ritorno dal viaggio proporrò un breve resoconto ricco di consigli e dritte per partire all'arrembaggio, ma nel frattempo vi voglio salutare con un'immagine piuttosto significativa, legata ad un'esperienza che tutti noi dovremmo fare, almeno una volta nella vita: vincere le vertigini, la paura dell'altezza, lasciarci andare e salire su, sempre più su, fino a quando sembra quasi di toccare il cielo con un dito.

A me è successo in solitaria, sul Campanile di Giotto, elemento prezioso della splendida cattedrale di Santa Maria del Fiore, vero e proprio gioiello di Firenze: dopo ben 414 scalini, senza ascensore, il premio è quello di godere dello spettacolare panorama di una delle città più belle al mondo, viste da un'altezza di circa 85 metri.
Insomma, ne vale la pena, garantito al 100%! ;)

martedì 15 settembre 2015

#viaggi: Toscana, terra d'arte, buon vino e calorosa accoglienza






Come vi avevo promesso, ecco un piccolo reportage sul mio breve viaggetto nel cuore della Toscana, più precisamente nella zona del Chianti, una regione davvero meravigliosa in grado di accogliere calorosamente turisti e viaggiatori, che sa offrire le sue bellezze senza risparmiarsi.
   Il nostro tour ha previsto sostanzialmente tre tappe, Siena, Volterra e San Gimignano, un percorso ricco di testimonianze medievali di inestimabile valore, contornato da un paesaggio che toglie il fiato per la sua bellezza.






Partiamo proprio da Siena, indubbiamente una città unica, a cominciare dalla sua piazza: potrà sembrare scontato, ma è effettivamente ciò che colpisce di più qualsiasi visitatore che vi si rechi per la prima volta, per la sua ampiezza e la forma assolutamente inusuale, a conchiglia: posizionandosi al centro, si ha quasi la sensazione di essere abbracciati dagli edifici che vi stanno intorno, con volumi e proporzioni inediti e affascinanti.
   Mi piace vedere questo elemento come una metafora della tipica accoglienza toscana, della quale anche noi abbiamo goduto: un calore che si trova difficilmente altrove e che per me, abituata nel mio (un po') freddo Piemonte, dove la cortesia sfocia spesso, purtroppo, in un senso di distacco e indifferenza, è ancor più piacevole.










Mi concedo una parentesi, un piccolo aneddoto per avvalorare la mia tesi: il primo giorno, all'incirca alle 20.00 di sera, ora di cena, abbiamo deciso di avviarci verso l'agriturismo presso il quale avremmo poi pernottato per depositare i bagagli e darci una rinfrescata ma, ovviamente, il navigatore ci ha letteralmente abbandonati, decidendo di andare in tilt proprio nel momento meno opportuno (la prova che la legge di Murphy, effettivamente, esiste...).







Decidiamo così di telefonare all'oste per chiedere delucidazioni sul percorso e, vedendo il nostro ritardo, quest'ultimo ci propone di cenare direttamente lì, una volta arrivati.
   Al nostro faticoso arrivo, ci siamo trovati davanti piatti fumanti con pasta ripiena fatta in casa, crostoni di pane saporiti e una grigliata degna delle migliori serate estive, con la tavola apparecchiata per sei, io e il mio ragazzo, l'oste, il vicino di casa, vedovo, che ha deciso di trascorrere una cena in compagnia, e le altre due ospiti della struttura, due turiste tedesche decisamente simpatiche.
   Il risultato? Una cena trascorsa a bere Chianti Classico, mangiare come se non ci fosse un domani e discorrere allegramente in italiano, inglese maccheronico e un tedesco "a modo nostro".
   Il modo migliore per iniziare la vacanza, sentendosi a casa.



Tornando alla visita a Siena, imperdibili i biglietti cumulativi che, con una cifra piuttosto modesta (in media sui 12 euro), permettono di godersi le principali bellezze cittadine, tra cui la cattedrale, il battistero, il vicino oratorio e il Palazzo Comunale, che ospita una ben fornita pinacoteca (con il celeberrimo affresco raffigurante gli Effetti del Buono e del Cattivo Governo in città e nel contado di Ambrogio Lorenzetti).


E proprio una menzione speciale merita il duomo, la cattedrale metropolitana di Santa Maria Assunta, un mix magnifico di romanico e gotico italiano, una delle chiese più belle che abbiamo nel nostro Paese a mio modesto parere: volumi geometrici che si innalzano verso l'alto fino a toccare il cielo, contrapposizioni stilistiche affascinanti e pavimenti incredibilmente intarsiati, che costituiscono un unicum nel proprio genere. Da non perdere anche la chicca che si trova all'interno della cattedrale, la libreria Piccolomini, perfettamente conservata.
   Ma, oltre alle principali attrattive turistiche, se andate a Siena perdetevi nei suoi vicoletti suggestivi, inoltratevi nel dedalo di vie e piazzette che si snodano lungo tutto il centro storico, assaporatene appieno la bellezza e l'antico fascino, e vedrete che non ve ne pentirete.








Il secondo giorno abbiamo deciso di visitare Volterra, un borgo medievale che conserva, inalterato, tutto il suo fascino: un luogo autentico, che si offre al turista in tutta la sua verità, senza aver subito il classico processo di commercializzazione che troppo spesso avviene in luoghi del genere (mi viene subito in mente Grazzano Visconti che, pur meritando assolutamente una visita, ha acquisito negli anni un aspetto un po' troppo "patinato").
   Botteghe tipiche, gli immancabili laboratori di artigiani che lavorano l'alabastro, splendida pietra simbolo della città, scorsi suggestivi sulle colline del Chianti e sulle balze, una conformazione del terreno particolarissima che lo rende dolce e ondulato, dalle calde sfumature dei colori della terra, e molto altro.
   Interessanti anche i principali musei cittadini, fra cui non posso non citare il Museo Guarnacci, che conserva grandissime quantità di reperti archeologici di età etrusca , ma che tuttavia mi ha lasciato un po' di amaro in bocca; infatti, tralasciando per un istante l'innegabile valore del suo contenuto, ciò che infastidisce è la generale sensazione di trasandato, di "lasciato andare", di vecchio che lo contraddistingue, ed è un vero peccato considerando che, altrove, verrebbe valorizzato a dovere (all'estero lo presentebbero in pompa magna, ma questa è un'altra storia...).
   Oltre al Palazzo Comunale, che comprende anch'esso opere interessanti e, in questo periodo, ospita una mostra curata da Vittorio Sgarbi su Rosso Fiorentino, ovviamente non può mancare una visita al macabro Museo della Tortura, adatto soltanto a chi non si lascia suggestionare dall'idea dell'abisso di crudeltà che ha caratterizzato la storia dell'umanità dall'antichità fino ai giorni nostri.    Una raccolta di terrificanti strumenti esposti non per il gusto del truculento, ma in quanto testimonianza storica di forte impatto, una sorta di monito per le generazioni future.
   Anche in questo caso, oltre a lustravi gli occhi con le bellezza locali, ricordate che anche lo stomaco vuole la sua parte: non avrete che l'imbarazzo della scelta fra selvaggina (pappardelle con sughi di lepre, cinghiale, arrosti e spezzatini), la classica fiorentina, pasta fatta in casa, funghi porcini e i pregiatissimi tartufi locali.



Abbiamo concluso il nostro breve ma intenso tour con lo splendido borgo di San Gimignano, la città delle Torri, che si presenta come un insieme di pietra, campanili e torrioni abbarbicati su un'alta collina, cinta da mura e percorsa da tortuose stradine fatte di ciottoli, tra continue salite e ripide discese.
 
Bellissima la piazza della Cisterna e quella antistante il Duomo, nonostante il perenne e abbondante afflusso di turisti che ne precludono un po' l'ampia visione, ma una piccola nota dolente devo proprio sottolinearla: l'eccessiva presenza dei classici negozietti acchiappa-turisti, che vendono gingilli di ogni genere a prezzi esorbitanti.
   Nonostante questo, si tratta comunque di un luogo magico, dove il tempo sembra essersi fermato, e che conserva luoghi di grande interesse storico e artistico, quali la Spezieria di Santa Fina, il Museo Archeologico e quello di Arte Contemporanea, il Palazzo Comunale e la visita sulla cima delle torri, riservate a chi non soffre di vertigini.
   Una nota culinaria: San Gimignano è la città dello zafferano, quindi il consiglio è quello di sbizzarrirsi nel provare le decine di ricette realizzate con questo prezioso ingrediente, dalle zuppe ai dolci, come panna cotta e gelati davvero prelibati.




Insomma, tirando le somme una vacanza davvero splendida, una terra meravigliosa da visitare in ogni stagione dell'anno, in grado di affascinare, divertire e allo stesso tempo donare a chiunque la voglia scoprire pace e benessere, con una sola raccomandazione: se soffrite l'auto munitevi di pastiglie, braccialetti omeopatici, sacchetti o qualsiasi altro metodo utilizziate solitamente, perché tra una collina e l'altra avrete modo di assaporare tutta la passione di questi luoghi (intesa in senso biblico, non romantico, s'intende...)!

mercoledì 9 settembre 2015

#viaggi: Vacanze... toscane!

Il blog, ma soprattutto la sottoscritta, se ne vanno in vacanza per qualche giorno, un po' di agognato e meritato riposo.
   Infatti, da giovedì a domenica, trascorrerò un lungo weekend in Toscana, facendo tappa a Siena, Volterra e San Gimignano, con qualche piacevole deviazione ancora da aggiungere all'itinerario e, se possibile, anche una capatina nelle città di Lucca; luoghi dal fascino magico e suggestivo, che vi saprò raccontare approfonditamente al mio ritorno.


Tra cultura, bellezze artistiche e paesaggistiche, ma anche una cucina davvero imbattibile (elemento fondamentale in qualsiasi mia vacanza, perché oltre all'occhio, anche la pancia vuole la sua parte), avrò il mio bel daffare, per questo ci risentiamo/rileggiamo al mio ritorno.
 
Nel frattempo, cercate di sopravvivere, mi raccomando ;)