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giovedì 17 novembre 2016

#cultura: Ambrosia di Libarna, racconto di un'etichetta d'autore


Sabato 26 novembre 2016, a partire dalle ore 15.00, appuntamento imperdibile con il magico e suggestivo racconto di un'etichetta d'autore realizzata per un grande vino come il Gavi Docg, capace di legare la storia antica di Libarna con il suo meraviglioso territorio.

Un messaggio forte, di ampia valenza culturale, che nasce anche per dimostrare come il vino possa diventare opera d’arte a tutti gli effetti, e come l’arte, a sua volta, possa trasformarsi in nobile mezzo per comunicare il vino. 
   Questo messaggio, nelle Terre del Gavi, è ormai una tradizione consolidata elevata a eccellenza grazie all’attività di promozione e valorizzazione promossa dal Consorzio tutela del Gavi.

Un progetto che si concretizzerà ulteriormente proprio sabato 26 novembre nella Sala Conferenze dell'Area archeologica di Libarna: quel giorno sarà protagonista Ambrosia di Libarna, l'etichetta disegnata dall'illustratore Massimo Sardi e scelta dal Consorzio tutela del Gavi per rappresentare la bottiglia istituzionale della vendemmia 2015.

Il programma della giornata prevede:

ore 15:00 - Una storia di violenza e liberazione: la trasformazione di ambrosia in vite (Marica Venturino); Il mito di Licurgo e Ambrosia nelle pitture e nei mosaici romani (Alessandro Quercia)

ore 16:00 - Presentazione dell'etichetta della bottiglia istituzionale Gavi Docg con interventi di: Massimo Sardi, illustratore e autore dell'etichetta "Ambrosia di Libarna"; Maurizio Montobbio (Il Gavi, un racconto di terra e di vita); Iudica Dameri (Il vino nell'arte)

ore 17:30 - Aperitivo con degustazione di prodotti di eccellenza del territorio come: farinata di Serravalle, gallette di farro, salame Nobile del Giarolo, bacio di Libarna in abbinamento al Gavi Docg.

Un appuntamento imperdibile, insomma, vietato mancare! 

P.S: per scarica l'invito: ufficiale, da condividere con i vostri amici, vi basterà un click qui.  

venerdì 14 ottobre 2016

#libri: Keep calm e impara a capire l'arte, Alessandra Redaelli





Oggi non voglio proporvi una recensione, ma un vero e proprio consiglio per gli acquisti: sto parlando del libro "Keep calm e impara a capire l'arte", della storica dell'arte Alessandra Redaelli, un libro che, a vederlo, non gli daresti una cicca: troppo pop, dal titolo troppo commerciale, troppo... giallo, per i miei gusti.

E invece sorpresa: abbiamo magicamente tra le mani un volume completo ed esaustivo su quella che è l'arte contemporanea, quella dei giorni nostri, quella che, troppo spesso, ci appare assurda, troppo distante dall'umana comprensione, difficile da capire e, soprattutto, da amare.





"Keep Calm e impara a capire l’arte" (Newton Compton, euro 9,90), traccia una serie di profili ben definiti di artisti contemporanei, accompagnandoci per mano alla scoperta delle loro opere più significative; un libro leggero, di piacevolissima lettura ma estremamente efficace, in grado di analizzare puntualmente i concetti base dell’opera degli artisti, partendo dalle domande che tutti noi ci porremmo davanti ai loro lavori.

I protagonisti vengono raccontati per quello che sono, e l'autrice ci permette di capire a fondo quali sono le motivazioni che li hanno spinti a dipingere quadri completamente bianchi o blu, a inscatolare i propri escrementi o a farsi filmare durante i propri momenti più intimi.
   Diviso in quattordici capitoli che trattano i temi dell’identità, della morte, del cibo, del denaro e del sesso, questo libro ci invita a essere curiosi e ad approfondire i temi che caratterizzano tutta l’arte contemporanea; d'altronde, il suggerimento iniziale arriva al lettore forte e chiaro: occorre “abbandonarsi al piacere”, lasciarsi guidare dal proprio istinto, dimenticare il pregiudizio, e il gioco è fatto.

Un libro che ha tanto da insegnare ai profani della materia, ma decisamente godibile anche per chi, di arte contemporanea, ne mastica parecchia.

mercoledì 12 ottobre 2016

#mostre: Ai Weiwei. Libero! sbarca a Firenze

Durante il mio ultimo viaggio a Firenze ho avuto modo di vedere una mostra davvero interessante: infatti dal 23 settembre 2016 al 22 gennaio 2017, a Palazzo Strozzi, è possibile visitare la prima grande mostra italiana dedicata a uno dei più importanti e controversi artisti contemporanei: Ai Weiwei.

Artista dissidente e personalità provocatoria, Ai Weiwei ha invaso Palazzo Strozzi con opere storiche e nuove produzioni che coinvolgono tutto lo spazio circostante: la facciata, il cortile, il Piano Nobile e la Strozzina, uno spazio espositivo in grado di immergere il visitatore all'interno di un perfetto esempio del rapporto tra tradizione e modernità, tipico della produzione artistica dell'eclettico artista.


La mostra propone un percorso suggestivo ed eterogeneo tra installazioni monumentali, sculture e oggetti simbolo della sua carriera, video e serie fotografiche dal forte impatto politico e simbolico, permettendo una totale immersione nel mondo artistico e nella biografia personale di Ai Weiwei. 
   Impossibile restare indifferenti. 
 
Le opere esposte spaziano dal periodo newyorkese, tra gli anni Ottanta e Novanta, in cui l'autore scopre l’arte dei suoi “maestri” Andy Warhol e Marcel Duchamp, per arrivare alle grandi opere iconiche del nuovo millennio, fatte di assemblaggi di materiali e oggetti come biciclette e sgabelli, fino alle opere politiche e controverse che hanno segnato gli ultimi tempi della sua produzione artistica, come i ritratti dei più grandi dissidenti politici della storia, realizzati in mattoncini LEGO, o i recenti progetti sulle migrazioni nel Mediterraneo.


Per quanto riguarda la sua carriera, nel corso degli ultimi venti anni Ai Weiwei si è imposto sulla scena internazionale come il più famoso artista cinese vivente, sicuramente una delle più influenti personalità del nostro tempo, mescolando perfettamente attivismo politico e ricerca artistica al punto da diventare un vero e proprio simbolo della lotta per la libertà di espressione. 
 
Nel complesso, una mostra che va assolutamente vista, ma soprattutto, capita, in grado di sintetizzare perfettamente il rapporto ambivalente dell'artista con il proprio Paese, perennemente diviso tra un profondo senso d’appartenenza, che emerge dall’utilizzo di materiali e tecniche tradizionali, e un altrettanto forte senso di ribellione talmente forte e violento da manipolare oggetti, immagini e metafore della cultura cinese, segnato indelebilmente dalle contraddizioni tra individuo e collettività nel mondo contemporaneo.

lunedì 22 agosto 2016

#cinema: Il connubio perfetto? Arte e cinema, ça va sans dire...

Arte e cinema... quale connubio più armonioso? Vite di artisti, richiami più o meno velati a opere d'arte di fama mondiale, piccoli accenni sullo sfondo di intense vicende o arte come protagonista assoluta, sono molteplici i fili che legano in maniera indissolubile questi due prodotti del genio umano, e i film che sono nati da questa liaison risultano sempre particolarmente suggestivi e affascinanti.

Oggi niente ironia, voglio condurvi per mano all'interno della bellezza, quella vera, con la B maiuscola; perché magari la bellezza non lo salverà, questo piccolo, sofferente mondo, ma almeno ci permetterà di prendere una boccata d'aria pura, di fare un tuffo tra tele e acquerelli, di toccare con mano sculture e installazioni contemporanee, di conoscere artisti che hanno cambiato il corso della nostra storia.

E allora, signore e signori, ecco a voi l'Arte, servita su un piatto d'argento (o meglio, su una "bobina" tutta da scoprire)...

Se avete voglia di conoscere la classifica dei più bei film ispirati ad opere d'arte, allora vi basta un piccolo click qui, e buona lettura ;) 


giovedì 4 agosto 2016

#cultura: Torna la Festa del Pensiero di Alessandria... E vuole crescere!


Dal 15 al 18 settembre ad Alessandria arriva la seconda edizione della Festa del Pensiero, un festival culturale che crede nel pensiero critico e nella libera riflessione.
  Il tema di quest’anno sarà “la tregua”.

La Festa, patrocinata dal Comune, dalla Provincia di Alessandria e dall’Università del Piemonte Orientale, è organizzata dall’Associazione “Fili – laboratorio filosofico permanente” e dall’IIS Saluzzo-Plana, in collaborazione con l'Associazione La Voce della Luna e in rete con il Conservatorio A. Vivaldi e altre associazioni culturali e i media locali.

Il festival comprende 4 giorni di eventi eterogenei: mostre, laboratori, concerti, caffè filosofici, proiezioni di film, spettacoli teatri, conferenze e convegni, passeggiate.
   Molti di questi incontri sono organizzati autonomamente o con l’aiuto dei ragazzi della città (studenti degli istituti superiori, del Conservatorio di Alessandria, giovani universitari).

Per realizzare tutto questo e crescere abbiamo bisogno del vostro contributo, per creare insieme un’occasione e uno spazio di tregua, nel quale fare cultura per riprendere il filo del pensiero critico.

Per saperne di più www.festadelpensiero.it o seguici sulla nostra pagina Facebook: Festa del Pensiero
Oppure scrivi a info@festadelpensiero.it e guarda il video al link https://www.youtube.com/watch?v=R_3AWWJubRo per capire meglio di che si tratta.


La donazione, a partire da 10 euro, è possibile senza limiti di cifra e può essere realizzata entro l'8 settembre 2016 sull'IBAN: IT75M0853010400000440114794 di Banca d’Alba, filiale di piazza della Libertà 26, 15121 Alessandria, intestato a FILI. LABORATORIO FILOSOFICO PERMANENTE, con il nominativo di chi effettua e la causale “erogazione liberale per seconda festa del pensiero”; se si desidera ricevuta via mail o in cartaceo si prega di fornire i dati necessari, che verranno rigorosamente tutelati secondo la normativa relativa alla privacy.

I nomi dei sostenitori del progetto saranno pubblicati e ringraziati sulle le nostre pagine social e sul sito.

Oltre alla donazione libera sopra citata, sempre allo stesso IBAN potrete effettuare una donazione per contribuire ad un'altra iniziativa importante, il fundrasing civico: una raccolta di fondi nella Città per portare a termine il lavoro dei ragazzi della Festa del Pensiero e permettere a chiunque lo desideri di supportarne il progetto.

Le spese di realizzazione, fortemente ridotte grazie all’impegno totalmente volontario degli organizzatori e dei collaboratori e alla generosità di molti ospiti e fornitori, si riferiscono principalmente:

  • alla presenza e alla performance di più di 30 artisti (2200€)
  • al service necessario per la fruizione degli eventi (2200€)
  • ai costi SIAE (2000€)

Infine, per sostenere le iniziative culturali della Festa del Pensiero, abbiamo deciso di provare anche il crowdfunding, una raccolta fondi online attiva per 40 giorni al link https://www.eppela.com/it/projects/9680-festa-del-pensiero, dove potrete effettuare una donazione a partire da 5 euro. 

Sostenete la cultura, sostenete la Festa del Pensiero di Alessandria! 


giovedì 14 luglio 2016

#mostre: "Manichini", fotografie di Roberto Pestarino, parole di Arianna Borgoglio

Oggi non ho nulla da aggiungere a questa bellissima locandina, soltanto un piccolo invito: le foto della mostra "Manichini", del fotografo alessandrino Roberto Pestarino, saranno accompagnate dai miei scritti, parole che faranno da cornice alle suggestive immagini presenti nell'installazione. 

Non mancate, l'appuntamento è a Moniga sul Garda sabato 16 luglio alle ore 18, vi aspetto! :) 


mercoledì 13 luglio 2016

#viaggi: Marche, un gioiellino tutto da scoprire

'Arieccomi di ritorno, fresca (si fa per dire...) e riposata dopo una bella vacanza nelle splendide Marche, terra ancora non particolarmente conosciuta ma assolutamente da scoprire e (ri)scoprire.
   Come sempre, il mio appello ad esplorare le bellezze che il nostro Paese, l'Italia, ci offre, è ancora valido: non dico di non avventurarsi verso lidi esteri più lontani, ma conoscere a fondo le bellezze nostrane è senz'altro un plus da non lasciarsi sfuggire.

Detto questo, anche stavolta vi proporrò un breve resoconto del mio viaggio, condito da qualche consiglio per godersi al meglio questa bellissima regione del centro Italia ricca di storia, bellezze paesaggistiche, ottima cucina e grande ospitalità. 

Piccolo consiglio iniziale: se decidete di viaggiare in auto (perlomeno dal nord Italia), mi raccomando evitate le ore più calde, dalle 11 alle 15 circa: il viaggio potrebbe diventare veramente pesante anche a causa del traffico nella zona di Bologna, e pregiudicare la prima giornata delle vostre tanto agognate ferie.

E allora gambe in spalla alle prime luci del mattino e, nel nostro caso, direzione Pesaro: ridente cittadina di mare, tranquilla ma ricca di attrattive al punto giusto, offre una notevole scelta di appartamenti e strutture ricettive a prezzi decisamente onesti e competitivi.
   Ovviamente, a meno che non siate amanti della vacanza esclusivamente a base di mare - sole - spiaggia (cosa che non fa proprio per me...), una settimana qui potrebbe diventare leggermente monotona, per cui il consiglio è quello di utilizzare Pesaro come punto di partenza per visitare più luoghi possibili, nei limiti di tempo a disposizione.


Dicevo, Pesaro possiede un bel centro storico molto pittoresco, con negozi, locali e gelaterie decisamente stuzzicanti, spiagge perfettamente attrezzate, ma anche qualche vera e propria chicca per i malati di storia e arte come la sottoscritta: imperdibili la Cattedrale, con i suoi pregiati mosaici, il Museo Civico a Palazzo Mosca, la casa del grande musicista e compositore Gioacchino Rossini, la domus romana ben conservata nella suggestiva Via dell'Abbondanza, la Biblioteca di San Giovanni e molto altro. 
   Cliccando qui troverete, inoltre, un'utilissima guida della città, completamente gratuita.


Ma potevo forse fermarmi qui? Giammai, e infatti secondo giorno subito a Urbino, non resistevo più.    E la mia attesa è stata ampiamente ripagata in termini di bellezza: un centro storico unico al mondo (non per niente è patrimonio dell'Unesco), un profilo inconfondibile che si staglia contro il cielo con guglie, pinnacoli, torri maestose e tetti dai colori caldi e accoglienti.

Non aspettatevi la maestosità e l'opulenza di città d'arte come Roma, Firenze o Palermo: Urbino, come spesso accade alle città di Umbria e Marche, possiede una bellezza più misteriosa, tutta da scoprire esplorandone le vie e i sentieri più reconditi.
   Se vi trovate da queste parti (e se siete nelle Marche non potete non farci un salto) non lasciatevi sfuggire gli angoli e i luoghi più rappresentativi della città, da Palazzo Ducale (visitatelo al suo interno, e non ve ne pentirete) alla Galleria Nazionale delle Marche che occupa ben 80 sale di questo maestoso edificio (e che presenta opere di artisti del calibro di Piero della Francesca, Raffaello Sanzio Tiziano, Paolo Uccello e Orazio Gentileschi), dalla casa natale di Raffaello all'oratorio di San Giovanni con il suo splendido ciclo di affreschi opera di Lorenzo e Jacopo Salimbeni, dal Duomo di Urbino, con il relativo Museo del Tesoro e le sue suggestive Grotte sotterranee, al teatro dedicato proprio a Raffaello.




















E, già che vi trovate nei paraggi, imperdonabile non dedicare una gita al bellissimo borgo medievale di Gradara, perfettamente conservato anche grazie al restauro conservativo avvenuto negli anni '20 del Novecento, un tuffo nella storia che ci riporta proprio alla triste e romantica vicenza dei danteschi Paolo e Francesca.
   “Amor, ch’a nullo amato amar perdona, mi prese del costui piacer sì forte, che, come vedi, ancor non m’abbandona“.
   Ve li ricordate? Lui era Paolo Malatesta, e lei era Francesca da Polenta.

















Proseguendo nel nostro viaggio arriviamo a Fano, una manciata di chilometri da Pesaro, cittadina dal bellissimo centro storico di chiare origini romane; lo capiamo subito dall'imponente arco di Augusto che ci accoglie in città lungo la via Flaminia, per poi proseguire ammirando, tra le altre cose, le logge di San Michele e l'omonima chiesa, Piazza XX Settembre con la bellissima fontana della Fortuna e il Museo Civico con la Pinacoteca, Palazzo della Ragione, la piazza alla Corte del Palazzo dei Malatesta con la loggia del Sansovino, nonché le splendide chiese di San Paterniano, San Pietro ad Valium e Santa Maria Nuova. 

Ma Fano possiede anche un litorale sabbioso e un mare da bandiera blu, per cui alla visita in città potrete alternare anche un bel tuffo tra le onde del mar Adriatico, che qui si presenta decisamente più pulito e meno affollato rispetto alla vicina Emilia Romagna. 



Ovviamente dai giorni dedicati al mare non si poteva proprio prescindere, specialmente con la calura che caratterizza queste zone, tuttavia, se avete voglia di percorrere qualche chilometro in più, non perdete una visita anche alle città di Ancona ma soprattutto Ascoli Piceno: se la prima risulta un po' più conformata alle moderne località costiere e ha perduto un po' del suo fascino più antico (anche se il Duomo, che torreggia su un belvedere particolarmente suggestivo, è assolutamente da non perdere), la seconda ha conservata intatta tutta la sua bellezza.


























Rimarrete abbagliati dalla bellezza della Piazza del Popolo, cuore pulsante della città, su cui affacciano la Chiesa di San Francesco, il Palazzo dei Capitani del Popoli, splendide case medievali e antichi portici.

Piazza del Popolo è, giustamente, considerata una delle piazze più belle d’Italia, anche se la vicina Piazza Arringo insidia il suo primato; infatti qui troverete il Palazzo dell’Arringo, sede della Pinacoteca Civica, il Duomo di Sant’Emidio, il Battistero di San Giovanni e il Palazzo Episcopale con il Museo Diocesano.

















E arriviamo ora alla chicca che ho tenuto verso il fondo, come un vero e proprio coup de théâtre: la visita alle Grotte di Frasassi, nel comune di Genga.
   Entrare in queste grotte è un po' come perdersi all'intero di un mondo parallelo, un universo fatto di pura bellezza e suggestione, un incontro viscerale con la parte più profonda della nostra terra: quanta perfezione può celare la natura?
   Ecco, questo ne è un perfetto esempio, da mozzare il fiato.
L'Abisso Ancona è la prima parte della grotta che visiterete durante il tour guidato, nonché la prima area apparsa ai suoi scopritori, che ha preso il nome della loro città di provenienza.
   E' un'enorme cavità, tra le più grandi in Europa e nel mondo, dalle dimensioni incredibili: 180 metri di lunghezza, 120 metri di larghezza e 200 metri di altezza.
   Pensate, per rendere meglio l'idea, che potrebbe contenere al suo interno l'intero Duomo di Milano!


Al centro della sala domina l'imponente gruppo di stalagmiti millenarie denominate "I giganti" (diametro: 2 mt - 5 mt, altezza: 1,50 mt - 20 mt), le più importanti stalagmiti della grotta.
   Altro ambiente particolarmente suggestivo è rappresentato dal Gran Canyon, con i suoi crepacci profondi e il laghetto che propone al visitatore un ammaliante gioco di specchi e riflessi.

Il biglietto intero costa 15,50 euro, ma ne vale assolutamente la pena: un'ora e mezza di visita guidata (attenzione alle temperature, 14 gradi con il 98% di umidità anche in estate) più la possibilità di visitare, sempre con lo stesso biglietto, la benedettina Abbazia di San Vittore e l'annesso Museo Speleologico. 



Insomma, direi che tutto questo si commenta da sé, a corredo di ciò che ho detto posso soltanto inserire qualche immagine, che spero possa rendere, anche soltanto in minima parte, tutta la bellezza di questa regione.

Come sempre, apro una parentesi del tutto culinaria: nelle Marche, oltre a visitare luoghi splendidi, avrete anche la fortuna di assaggiare una cucina particolarmente ricca e saporita, che spazia dal pesce (specialmente nelle zone costiere, dove potrete assaporare ottime fritture di mare, lo stoccafisso all'anconetana, il brodetto di pesce e molto altro) alla carne (spesso accompagnata da porcini e dall'immancabile tartufo nero), senza tralasciare la pasta fresca di produzione locale e la crescia, una piada sfogliata farcita con salumi, formaggi (specialmente il tipico formaggio di fossa) e verdure.


Rifatevi gli occhi, concedetevi qualche peccato di gola e godete appieno della bellezza che le Marche sanno offrire e, se non l'avete ancora fatto, prenotate subito una vacanza in questo piccolo angolo di paradiso tricolore! ;) 

giovedì 30 giugno 2016

#viaggi: Napoli, terra di sole, mare, bellezza e buonumore

Eccomi, come promesso, con un piccolo "diario di viaggio" della mia breve vacanza in quel di Napoli, città meravigliosa dove il profumo del mare, il calore del sole, l'allegria della gente e il fascino del centro storico si mescolano in un connubio perfetto.

Prima di partire con il resoconto e un po' di consigli di viaggio, devo fare una premessa che mi preme particolarmente: da buona piemontese, sono partita con una bella dose di entusiasmo ma anche, e lo dico sinceramente, con qualche pregiudizio, dovuto sicuramente alla cattiva fama che questa città, ingiustamente, troppo spesso ha in giro per l'Italia e non solo.
   Lo scenario dipinto dall'ignoranza collettiva la dipinge come un luogo carico di delinquenza, violenza, pericoloso, insomma da evitare.
   Errore, madornale errore. Io ho trascorso 3 giorni (dal mattino al tardo pomeriggio) a girare da sola, senza risparmiarmi, cercando di godere appieno della vitalità del centro storico partenopeo, e le tanto paventate "brutte sorprese" non si sono palesate.
   Fortuna? Non credo, soltanto un pizzico di buon senso (ovvio che, se vedete vicoletto sperduto, non frequentato, magari se siete una ragazza e anche sola evitatelo o perlomeno prestate un po' di attenzione) e tanta voglia di scoprire una città per me nuova scevra da preconcetti e inutili timori. 

Detto questo, ecco un sunto del mio girovagare napoletano: in principio fu Pompei,
   Ebbene sì, approfittando della presenza del moroso - ferroviere (successivamente impegnato con i suoi corsi di aggiornamento) ci siamo concessi un lungo pomeriggio tra gli scavi archeologici della magica Pompei, nonostante la stanchezza del viaggio in treno.
   Un luogo di indicibile interesse storico/artistico, dove la bellezza permea ogni angolo di questa città addormentata: abbiamo trascorso qui oltre cinque ore, che non sono nemmeno sufficienti per vedere per intero le rovine, godendo della bellezza delle domus (imperdibili le case del Poeta Tragico - con il famoso mosaico del Cave Canem - del Fauno, la Villa dei Misteri e molte altre), dei teatri, dell'anfiteatro, del lupanare, delle stradine che si inerpicano nei meandri della città, tra necropoli, botteghe, fulloniche, tabernae e thermopolia, per non parlare dei giardini, dei templi, dei mosaici e degli affreschi ivi conservati.
   Unico consiglio: acqua sempre a portata di mano, visto le temperature torride, crema solare, cappellino e scarpe comode, oltre ovviamente alla cartina sempre alla mano.


































Provati dalla splendida Pompei, la sera non ci si può rifocillare altrimenti che con una bella pizza napoletana: imperdibile la pizzeria Sorbillo, storico locale nella centralissima Via dei Tribunali, uno dei decumani cittadini, non ne rimarrete delusi.






E ora inizia il mio tour in solitaria: si parte subito con il percorso della Napoli Sotterranea, una delle esperienze più intense che abbia mai provato durante i miei viaggi, e una tappa obbligata per gli appassionati di storia che si trovino in visita a Napoli: i primi manufatti sotterranei risalgono a circa 5.000 anni fa, mentre nel III secolo a.C., i Greci aprirono le prime cave sotterranee per ricavare i blocchi di tufo necessari per costruire le mura e i templi della loro Neapolis.

   Lo sviluppo imponente del reticolo dei sotterranei iniziò in epoca romana con gallerie viarie e una rete di acquedotti complessa, alimentata da condotti sotterranei provenienti dalle sorgenti del Serino. 
   Larghi quel poco che permetteva il passaggio di un uomo, i cunicoli dell’acquedotto si diramavano in tutte le direzioni, con lo scopo di alimentare fontane ed abitazioni situate in diverse aree della città superiore.
 


A tratti, sulle pareti, si notano ancora tracce dell’intonaco idraulico, utilizzato dagli ingegneri dell’antichità per impermeabilizzare le gallerie.
   Nel complesso, una rete di cunicoli e cisterne di oltre 2.000.000 m², diffusa per tutta la città.
I sotterranei furono anche utilizzati durante la Seconda Guerra Mondiale come rifugi antiaerei per proteggersi dai disastrosi bombardamenti che colpirono la città.
   Resti di arredi, graffiti e vari oggetti in ottimo stato di conservazione testimoniano ancora oggi la grande paura dei bombardamenti e i numerosi periodi della giornata vissuti nei rifugi, facendo riemergere uno spaccato di vita importante e al tempo stesso tragico della storia cittadina.

Insomma, un percorso carico di storia, condotto dalle guide specializzate dell'Associazione La Napoli Sotterranea (particolarmente preparate, per la durata complessiva di un'ora e mezza), suggestivo ma non adatto a chi soffre di claustrofobia: alcuni tratti del percorso prevedono il passaggio all'interno di cunicoli stretti e angusti, per cui occorre l'ausilio di candele per illuminare il percorso, e ovviamente sono raccomandate scarpe comode con suola in gomma, onde evitare di scivolare (l'umidità al'interno è al 100%, per una media di 15 gradi circa).
   Insomma, un percorso consigliatissimo, che vi permetterà di visitare anche i resti del teatro romano, conservati in un'ex cantina al di sotto di un'abitazione privata.





Tra le altre attrazioni assolutamente imperdibili troviamo il Duomo, dedicato a Santa Assunta ma meglio noto con l'intitolazione a San Gennaro, con annessi la cappella del santo e il Museo del Tesoro, che contiene ornamenti di raro pregio e bellezza, la Basilica di Santa Chiara, che offre al visitatore la possibilità di passeggiare nello splendido chiostro interamente decorato da maioliche coloratissime, e ancora la Basilica di San Lorenzo, anch'essa parte del percorso della Napoli sotterranea (Napoli è una città che si sviluppa incredibilmente in altezza e in profondità), nonché la chiesa di San Domenico Maggiore, particolarmente maestosa e suggestiva, e quella del Gesù Nuovo, con il suo caratteristico bugnato che ricorda molto il Palazzo dei Diamanti di Ferrara. 














Una menzione particolare per la Cappella di San Severo dove, al centro della navata, potrete ammirare il Cristo velato, una delle opere più note e suggestive al mondo, eseguita Giuseppe Sanmartino.
   Qui troverete, inoltre, le famose Macchine anatomiche, ovvero gli scheletri di un uomo e di una donna in posizione eretta, con il sistema arterio-venoso quasi perfettamente integro, realizzate dal medico palermitano Giuseppe Salerno. 

Anche i musei meritano una menzione d'onore per il grandissimo valore dei reperti che contengono, uno su tutti il Museo Archeologico Nazionale di Napoli, che contiene moltissimi reperti trovati negli scavi dell'antica Pompei, oltre a numerose collezioni di mosaici e ad una sezione dedicata all'arte egizia.
   Analogo discorso per il Maschio Angioino (attenzione, sulle cartine lo troverete indicato con il nome di Castel Nuovo), il Palazzo Reale di Napoli, immerso nella splendida cornice della storica Piazza del Plebiscito, e il Castel dell'Ovo.
 

E, proprio a proposito di questo castello, fortezza spagnola perfettamente conservata, imperdibile una passeggiata al tramonto sul lungomare Caracciolo, suggestivo e romantico al punto giusto, zona molto turistica ricca di ottimi ristoranti (da Antonio e Antonio il pesce è cucinato a regola d'arte, provare per credere!). 





















Abbiamo parlato di musei, chiese, attrazioni turistiche note in tutto il mondo, ma la vera Napoli, quella più autentica, verace per davvero, è sicuramente quella dei vicoli: Spaccanapoli, via San Gregorio Armeno (entrate nell'omonima chiesa, mi raccomando, un gioiellino barocco immerso nel centro storico), via di San Biagio de' Librai, via Benedetto Croce e via dicendo, fino a raggiungere la splendida zona di Port'Alba, dove troverete librerie antiche, bancarelle di volumi antichi, usati e non, a prezzi davvero stracciati, bar, locali carini, insomma, il brulicare della vita del centro più antico della città, fino a raggiungere la più commerciale Via Toledo (nota anche come Via Roma), una delle vie dello shopping cittadino. 



Non abbiate timore di immergervi nelle viuzze fatte di botteghe artigiane, presepi, bancarelle che vendono ogni tipo di leccornia dolce e salata, perché la bellezza di Napoli risiede proprio qui: in questo mi ha ricordato moltissimo la mia adorata Genova, con i suoi carruggi, le sue vie strette, talvolta buie e anche un po' sporche, ma piene di fascino e suggestione, leggende e storie antiche come la pietra che le contiene.

Del cibo non vi parlo nemmeno, se andate a Napoli senza prima farvi una cultura su tutto ciò che dovrete TASSATIVAMENTE assaggiare non siete degli di leggere questo blog... ;)

Insomma, questo è solo un assaggio di Napoli, potrei scrivere un intero libro sulle sue bellezze, ma vi toglierei tutto il piacere della scoperta.
   Quindi, se non avete ancora prenotato le vostre vacanze estive, cercatevi un bell'hotel in centro, e abbandonatevi alla carezza del sole, al profumo di una sfogliatella appena sfornata, all'allegro vociare dei bimbi per strada, alla passione che trasuda dalle città del sud, affascinanti, suggestive, imperdibili. 




martedì 31 maggio 2016

#mostre: "Dal Disegno al Click. 3 Secoli, 3 Tecniche, 7 Città" - Palazzo Cuttica, Alessandria

Oggi voglio parlarvi di un evento particolarmente interessante che riguarda la città di Alessandria: sto parlando della mostra "Dal disegno al Click. 3 Secoli, 3 Tecniche, 7 Città", esposizione che nasce dall’inventariazione del fondo di grafica di Giovanni Migliara custodito a Palazzo Cuttica, nel cuore della città, un patrimonio costituito da 628 fogli di disegni, 20 album e 25 stampe. 


Da questo vero e proprio tesoro nasce l’idea della mostra, nella quale alle vedute cittadine di Migliara vengono accostate stampe novecentesche e fotografie contemporanee con il medesimo soggetto.
   La scelta delle stampe è avvenuta tra quelle conservate nel Gabinetto delle Stampe Antiche e Moderne, mentre per le fotografie sono stati contattati dei foto-amatori, i fotolovers contemporanei, che hanno arricchito la mostra con una visione personalissima di questi suggestivi scorci.

L’esposizione è intesa come un viaggio ideale lungo lo stivale attraverso le opere esposte, in un confronto nato dalla volontà sia di far emergere le differenze e quindi l’evoluzione dei luoghi raffigurati, ma soprattutto di raffrontare le diverse tecniche.

Il tour ideale parte dalla città natale di Giovanni Migliara, Alessandria, con i suoi luoghi più simbolici: Piazza della Libertà, vero cuore del centro storico, la Cittadella, uno dei più grandiosi monumenti europei di fortificazione permanente del XVIII secolo, e la Cattedrale, quella distrutta all’inizio dell’Ottocento e quella attuale.

Si passerà poi a Milano, patria adottiva  dell’artista, a cui egli dedicò la maggior parte delle sue opere, tra cui spiccano monumenti quali l’abside del Duomo, la Basilica di Sant’Ambrogio e il Castello Sforzesco, ma anche le vedute di via Torino, dei navigli e di Piazza Fontana.

Sempre in Lombardia si toccheranno Pavia e Mantova. La prima, a metà strada tra le due “patrie” di Migliara, vedrà protagonisti la splendida Certosa e il Ponte Coperto sul Ticino, la seconda, capitale italiana della cultura 2016 e città natale di Antonio Carbonati, verrà rappresentata dalla cupola della chiesa di Sant’Andrea e dallo splendido panorama che regala la città dalle rive dei laghi che la circondano.

Si arriverà poi a Torino, prima capitale d’Italia , ricca di bellissimi scorci urbani tra cui quelli di Piazza Castello, di Palazzo Madama e della zona del Ponte Vittorio Emanuele I e della Chiesa della Gran Madre di Dio.

Dalla prima capitale si giungerà alla capitale attuale: Roma. Tra le numerose opere dedicate da Migliara all’Urbe si è deciso di esporre il disegno della fontana della Barcaccia, monumento che pare abbia attirato particolarmente la sua attenzione.

Ultima, ma non ultima per importanza, Napoli che affascinò l’artista alessandrino per i suoi splendidi paesaggi e i suoi monumenti.

L'obiettivo della mostra? Permettere al visitatore di riflettere sui cambiamenti del paesaggio urbano nell’arco di tre secoli, ma anche sulle differenze tra le tecniche esposte: il disegno, l’incisione e la fotografia; 3 secoli, 3 tecniche, 7 città, appunto, in un continuo parallelo di grande fascino.

Per quanto riguarda le info utili, la mostra verrà inaugurata il 3 giugno 2016 e terminerà il 31 luglio 2016 presso il Gabinetto delle Stampe Antiche e Moderne di Palazzo Cuttica, via Parma 1, Alessandria (ingresso gratuito).

Infine, ecco il link al blog che accompagna la mostra, e che fa le veci del catalogo cartaceo, permettendo così un diverso approccio alle opere, decisamente innovativo e contemporaneo.


PS: Tra i fotolovers troverete anche la sottoscritta, con una selezione di tre fotografie, una veduta della splendida Certosa di Pavia, le altre due con scorci rubati durante un weekend a Mantova. ;) 

venerdì 22 aprile 2016

#cultura: Giornata mondiale del Libro e del Diritto d'Autore ad Alessandria

Sabato 23 aprile 2016, presso il Teatro Comunale di Alessandria alle ore 10.00, si terranno i festeggiamenti in onore della Giornata mondiale del Libro e del Diritto d'Autore: la Sala Zandrino ospiterà Mario Andreose, presidente della Casa Editrice "La nave di Teseo" di Milano, che presenterà il libro di Umberto Eco "Pape Satàn Aleppe"; interverrà Stefania Sini, docente di Letterature Comparate presso l'Università del Piemonte Orientale.


Inoltre, alle ore 17.00 della stessa giornata presso il Teatro Comunale - Sala Ferrero, sempre in occasione della "Giornata Mondiale del Libro e del Diritto d'Autore" si terrà il concerto "DROP 4et feat. Gresino, Barbierato, Zampolini, Piacenza".
   Un salto tra le sonorità del jazz a partire dagli standard di inizio '900, fino ad arrivare alle sonorità del jazz più moderno.
   Musiche da Arthur Schwartz, Horace Silver, Richard Rodgers fino ad arrivare a Joe Henderson, Kenny Wheeler Herbie Hancock, interpreti Riccardo Gresino - pianoforte Leonardo Barbierato - basso Edoardo Zampolini - batteria Fulvio Piacenza - tromba.

Entrambi gli eventi saranno organizzati in collaborazione con la Biblioteca Civica di Alessandria ed il Conservatorio Vivaldi di Alessandria e prevedono l'ingresso libero.
   Ulteriori informazioni: 0131515911

Infine al Cinema Teatro Macallè - Alessandria, Castelceriolo, via Marsala 1/A grande evento con MINGUS in STRINGS: spettacolo per voce recitante e quintetto d'archi con Moni Ovadia e La Musikorchestra di Luca Garlaschelli.
   Prenotazioni al 3894226172; Platea euro 25,00 - Galleria euro 20,00 Apertura Cassa Ore 20,30 Apertura Porte Ore 21,30 Inizio Concerto Ore 22,00.

giovedì 14 aprile 2016

#arte: "Solidità della Luce", la #mostra di Raffaele Cioffi a Palazzo Cuttica, Alessandria

Sono 11 i dipinti ad olio che Raffaele Cioffi ha preparato per il Salone delle Feste di Palazzo Cuttica di Alessandria, e altrettante tele saranno collocate nelle sale espositive del Palazzo, in dialogo con gli spazi e le opere d'arte della collezione permanente: un passaggio tra passato e contemporaneo che non viene avvertito come una crasi, ma al contrario come sinonimo di eleganza e armonia, dove l'acceso e imponente cromatismo pittorico e materico delle opere di Cioffi si sposa perfettamente con l'ambiente circostante, proponendo un percorso che non si discosta poi molto dai grandi cicli di affreschi che hanno popolato la grande storia dell'arte del nostro Paese. 


Tra i dipinti esposti, merita particolare attenzione "Sfera celeste", omaggio alla settecentesca Sfera Celeste di Pietro Maria da Vinchio; in questo caso la ricerca di Raffaele Cioffi mira a raffigurare la luce attraverso il colore, una luce compatta, che non è più solo uno spazio spirituale ma ha alle spalle l’esperienza moderna della luce artificiale dei monitor e dei neon, a cui conferisce una piena dignità estetica.
   Allo stesso tempo l'artista si interroga sul modo in cui si possa fare pittura attraverso l’utilizzo di strutture primarie del linguaggio artistico e dando ampio spazio al colore come impasto cromatico denso e smaltato.

Splendida anche la serie dei "Sipari", che colpiscono lo spettatore per l'impatto visivo e cromatico estremamente materico, una pittura dai colori accesi, quasi psichedelici, che fa della purezza cromatica la propria cifra stilistica distintiva, e della luce una componente tanto suggestiva quanto protagonista assoluta, quasi tangibile.


Se vi siete incuriositi, e non conoscete ancora Raffaele Cioffi, ecco qualche breve info biografica: nasce a Desio (Milano) nel 1971, e dopo il Liceo Artistico si diploma all’Accademia di Belle Arti di Brera.
   Fondamentale l’incontro con gli artisti Claudio Olivieri e Mario Raciti che segnano profondamente la sua ricerca, orientata verso l’astrazione, con le influenze della pittura analitica e dello Spazialismo.

INFO UTILI:

Solidità della luce, a cura di Luca Pietro Nicoletti 

  • Dal 9 aprile al 22 maggio 2016 
  • Palazzo Cuttica – Museo Civico di Alessandria 
  • Orari: venerdì, sabato, domenica 15,00 - 19,00

Tuttavia, questa non è l'unica mostra che potrete visitare a Palazzo Cuttica: infatti merita attenzione e una visita accurata anche la selezione di opere inedite ad oggi visibili, con un nuovo allestimento del Gabinetto delle Stampe Antiche e Moderne, opere che comprendono un eterogeneo gruppo si artisti, alcuni alessandrini come Giovanni Rapetti, e altri di fama internazionale come Piero Dorazio, con una commistione di tecniche assolutamente affascinante, a partire dal più classico carboncino.

Per quanto riguarda la storia di queste opere, la maggior parte sono entrate a far parte della collezione alessandrina a seguito della vincita del Premio Città di Alessandria negli anni Cinquanta, ma sono presenti anche molte donazioni. 
   A fare da filo conduttore, il disegno, "il padre di tutte le arti", quello che ci permette di valutare le reali capacità di un artista, in grado di mettere a nudo il vero talento nella creazione artistica. 


Per quanto riguarda gli artisti, sono presenti opere di Piero Dorazio, Giovanni Rapetti, Mino Cerretti, Renzo Rolando, Gustavo Rossi, Pippo Pozzi, Pietro Bisio, Franco Meneguzzo, Tullio Pericoli, Vito Boggeri, Arturo Costa, Piero Rambaudi, Ampelio Tettamanti, Giuseppe Banchieri, Pietro Borghi e Orfeo Tamburi.  


INFO UTILI: 


Opere inedite
a Palazzo Cuttica
  • dal 25/03/2016 al 01/05/2016
  • Palazzo Cuttica - via Parma 1, Alessandria
  • Venerdì, sabato e domenica dalle 15,00 alle 19,00

mercoledì 13 aprile 2016

#libri: Manichini. Viaggio ai confini della realtà, Arianna Borgoglio - Roberto Pestarino

... Oggi, con un po' di emozione, vi presento un piccolo e-book nato dalla fantasia e dalla voglia di mettersi in gioco mia e del fotografo Roberto Pestarino, un volumetto che contiene splendide fotografie, immagini suggestive e dal sapore onirico, un sogno condiviso, accompagnato dalle mie parole ed emozioni, in un lento fluire di sensazioni che, spero, sapranno coinvolgere anche voi. 


Se vi siete incuriositi, e avete voglia di accompagnarci in questo viaggio "ai confini della realtà", ecco dove potete trovare l'e-book:


A presto, e buona lettura... 

venerdì 1 aprile 2016

#arte: "Caravaggio e il suo tempo" in mostra al Castello di Miradolo

Primavera è finalmente arrivata, quale occasione migliore per concedersi qualche gita fuoriporta, alla scoperta di luoghi suggestivi magari non troppo lontani da casa?
   Io a Pasquetta non me lo sono certo fatto ripetere due volte, e sono partita alla volta del Castello di Miradolo, sede, ancora per qualche giorno (fino al 10 aprile 2016), della mostra "Caravaggio e il suo tempo", organizzata dalla Fondazione Cosso in collaborazione con Vittorio Sgarbi e Antonio D'Amico.

Al Castello di Miradolo, gioiello neogotico alle porte della cittadina piemontese di Pinerolo, sono esposti circa quaranta dipinti, molti dei quali mai visibili prima d’ora in Italia, provenienti da istituzioni museali e da collezioni private italiane ed estere, utili a mettere a fuoco il genio di Caravaggio, sognato, cercato e guardato da straordinari maestri caravaggeschi che raccontano la realtà e con essa la vita.


Il percorso espositivo si snoda attraverso tre sezioni, la prima delle quali centra l’attenzione sulla giovinezza e sugli anni della formazione di Caravaggio, tra Milano e Roma, avviando un inedito confronto tra tre superbe tele realizzate dai maestri del giovane Michelangelo Merisi, Simone Peterzano e il Cavalier D'Arpino.

Si prosegue poi con il legame florido tra Caravaggio e il genere della Natura morta, in cui la realtà si specchia nella pittura fornendo un’illusione del reale di significativa rilevanza.
   La mostra tenta di far luce sull’attività dell’Accademia romana del Marchese Giovanni Battista Crescenzi, con opere di Tommaso Salini, Pietro Paolo Bonzi e Agostino Verrocchi.

La seconda sezione ruota intorno alla Maddalena di Caravaggio, della Galleria Doria Pamphilj di Roma, una delle invenzioni più sorprendenti del Maestro, fondamentale per comprendere lo sviluppo della sua arte.
   Nel bellissimo dipinto, cuore nevralgico della mostra, la giovane donna rappresenta “la verità del pentimento espresso dalla Maddalena e qui tradotto senza orpelli e senza l'artificio del devozionale e del religioso”, come sottolineato da Vittorio Sgarbi in occasione della presentazione della mostra.  
   L'opera è esposta per la prima volta in Piemonte e apre il suggestivo e spettacolare confronto con il tempo di Caravaggio, in cui artisti di tutta Europa arrivarono a Roma per conoscere i segreti di colui il quale rivoluzionerà per sempre la pittura.


Infine, nella terza sezione, troviamo artisti che tengono gli occhi spalancati sulla realtà che sono, fra gli altri, il senese Rutilio Manetti, il genovese Gioacchino Assereto, Giovanni Serodine, il calabrese Mattia Preti e lo spagnolo Ribera di cui si potranno ammirare due capolavori come le Lacrime di San Pietro e La testa di San Giovanni Battista del Museo Civico Filangieri di Napoli.

La mostra propone due straordinari enigmi dell’arte caravaggesca, riflettendo sulle repliche autografe del maestro lombardo.
   Infatti, è possibile ammirare il discusso San Francesco in estasi, della Galleria d’Arte antica dei Musei Civici del Castello di Udine, e il San Francesco in meditazione proveniente da Malta e mai visto prima d’ora in Italia.

Oltre alla mostra, merita particolare attenzione anche l'inedita colonna sonora dedicata, frutto di uno studio comparato tra pittura e musica: "Lezioni di Tenebre" è il titolo dell'installazione sonora, a cura di Roberto Galimberti e del progetto Avant-dernière pensée, concepita per "Caravaggio e il suo tempo" e che si sviluppa lungo l’intero percorso espositivo.
   L’opera è una riscrittura, per archi e soprano, delle tre Leçons de Ténèbres di François Couperin, composte nel 1714 per le liturgie della Settimana Santa.
   Intensamente introspettive, intonano i versi delle Lamentazioni del profeta Geremia per la distruzione di Gerusalemme.

Per quanto riguarda il suo significato, il testo diviene una metafora della solitudine della Maddalena e il rito dello spegnimento delle candele fino all’oscurità, che accompagnava originariamente l’esecuzione, un’evocazione della pittura di Caravaggio e della lezione per il suo tempo.


Info utili:

Orari

Giovedì e venerdì: 14.00/18.00

Sabato, domenica e lunedì: 10.00/18.30

Chiuso il martedì e il mercoledì.


Biglietti

Intero: 10 €

Ridotto: 8 € (gruppi, convenzionati, studenti fino a 26 anni, over 65)

Ridotto dai 6 ai 14 anni: 3 €

Gratuito: bambini fino a 6 anni, Abbonati Musei

Servizio di audioguide

5 € a persona

Per ulteriori informazioni:

info@fondazionecosso.it
Tel. 0121.376545

E infine, una piccola chicca per chi volesse visitare la mostra nei giorni 2-3 e 9 aprile 2016: il concerto al Castello organizzato per salutare la mostra dedicata a Caravaggio, "Maddalena", una libera reinterpretazione dell'oratorio "La conversione di Maria Maddalena" di Giovanni Bononcini, eseguita per la prima volta a Vienna nel 1701. 
    Si tratta di un ulteriore omaggio alla Maddalena penitente di Caravaggio, che rivela il monologo interiore della fanciulla, nell'atto di abbandonare i simboli della vanità, del lusso e dei piaceri carnali.

Due soprani e un basso, archi e tastiere storiche racconteranno l'intenso tormento della fanciulla, una performance itinerante dove pubblico, musicisti e cantanti si incontreranno in un luogo suggestivo come le sale espositive del Castello.
   Accanto alla performance musicale, potrete assistere anche a quella visiva, attraverso una grande installazione video realizzata lungo il percorso, che mostra tre modelle abbigliate come la Maddalena del dipinto, in posa in una stanza circondata da specchi, un moderno ritratto vivente che ci mostra una Maddalena contemporanea.

Esecutori:
Roberto Galimberti - violino e direzione
Francesca Lanza - Maddalena, soprano
Alexandra Zabala - Amor Divino, soprano
Evans Tonon - Amor Profano, basso
Marco Pennacchio - violoncello
Laura Vattano - armorium

Marco Ventriglia - regia audio e supervisione tecnica
Giulio Pignatta - intermedia
Edoardo Pezzuto - luci

Info utili:

Giorni
2-3-9 aprile

Orario
ore 21.15

Biglietti
Intero: 22 euro
Ridotto Abbonati Musei: 20 euro
Ridotto fino a 18 anni: 15 euro
Gratuito per bambini fino a 6 anni.
Nel biglietto è compresa la visita alla mostra.

Prenotazione obbligatoria, posti limitati.
Per Info: tel. 0121.502761 - email: info@fondazionecosso.it