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giovedì 2 marzo 2017

#libri: Fuori dal baratro! Cultura cittadina e perversioni moderne, Eliaba

Nuovo appuntamento con lo spazio dedicato esclusivamente agli scrittori esordienti, nato in collaborazione con il sito http://www.recensioniperesordienti.it/ e il portale Chanceincomune.it, due siti ricchi di recensioni, focus e interviste agli autori che si affacciano per la prima volta nel variegato mondo letterario che noi lettori famelici tanto amiamo. 

Per chi di voi ancora non lo conoscesse, provvedete subito, mi raccomando: RecensioniPerEsordienti.it è un portale online nato dalla passione di un gruppo di ragazzi per la lettura, la scrittura e la narrativa, un team che ha tanta voglia di mettersi in gioco e diffondere la cultura nel web, un team ben consolidato di cui faccio parte anch'io, con grande piacere. 

E allora proseguiamo la nostra avventurosa partnership, con la recensione di una giovane esordiente dall'indubbio talento: quest'oggi parliamo di Fuori dal baratro! Cultura cittadina e perversioni moderne di Eliaba: buona lettura!


Zì ‘Ntonie è un centenario abruzzese, saggio, duro e coriaceo come la sua terra. 
   Ma Zì ‘Ntonie è anche il protagonista di Fuori dal baratro! Cultura cittadina e perversioni moderne, il simbolo di una cultura contadina che, nel pensiero dell’uomo contemporaneo, non ha meritato il suo degno posto nella storia, un testimone silenzioso di eventi, cambiamenti e, troppo spesso, degenerazioni della cultura dell’”animale uomo”.
   Il merito di far rivivere le sue parole è del buon Elìaba (pseudonimo di Donato De Francesco) che, nel suo volume, ha deciso di ripercorrere insieme al lettore anni di confronti con l’anziano sapiente.

Una scelta difficile, poiché sviluppare un intero volume giocato esclusivamente su una serie di riflessioni sulla cultura, la religione, la società civile (e non) non è avvero cosa semplice, piuttosto riuscita ma che non convince in toto: lo sviluppo dei temi procede logico e lineare, la sostanza c’è ed è ben evidente, tuttavia lo stile, nonostante si sviluppi in forma dialogica per la complessiva durata del libro, risulta a tratti prolisso e, in rari casi, pesante.

Fattori che, tuttavia, non intaccano la bellezza del flusso “istintivo” dell’anima, capace di criticare con giusta ferocia l’ossessione moderna di creare “pacchetti nozionistici” finti, sterili, prodotto di una cultura troppo impegnata a preservare lo status quo di pochi eletti e a uccidere senza pietà l’ingegno e le capacità che crescono innate nella nostra specie.

L’intera, corposa opera si basa sulla dualità, sul contrasto tra cultura contemporanea, con tutte le miserie di un contesto storico infelice, corrotto, marcio al suo stesso interno, e desiderio profondo di un vero e proprio ritorno alla sacralità della cultura contadina, quella più autentica, fatta di valori profondi e troppo spesso marginalizzata, ignorata.
   Una lettura che va affrontata con serietà e impegno, dedicata a coloro che vogliono guardare oltre, liberarsi dalle pesanti catene che ci siamo costruiti con le nostre stesse mani, far librare quelle ali che ci sono state donate per volare sempre più in alto, non per vivere un’esistenza omologata e vigliacca.

venerdì 21 ottobre 2016

#libri: L'effimero fotografico, Giulia Carmen Fasolo

"A volte mi sembra di toccarla la vita attraverso l'analisi dell'otturatore che mi permette di intravederne il senso (spietato e patologico). Altre volte mi dissemina di significati che in parte colgo, in parte lascio perché incapace di comprenderli.
... In questa mia visione, la macchina fotografica assume le sembianze di una protesi di un arto amputato che non c'è più; protesi che talune volte mi serve, anzi mi disturba, tanto che la uso solo quando voglio. Non parto sempre con la macchina fotografica al collo, spesso la lascio di proposito a casa, appoggiata su un ripiano qualsiasi, con la ricarica elettrica volontariamente a secco. Poi sembra che stia lì a chiamarmi, a chiedermi spazio, uno sprazzo di luce o di ombra. E così ci incontriamo. Io e lei, andando nel resto del mondo". 

Un rapporto intenso, emozionale, tangibile quanto capriccioso, quello che lega indissolubilmente Giulia Carmen Fasolo, autrice, scrittrice, editor e fotografa siciliana dalle mille sfaccettature, alla sua fedele macchina fotografica, come emerge chiaramente dalle pagine (poche, ma decisamente buone) di L'effimero fotografico (Edizioni Smasher, 2014) saggio suggestivo e poetico sull'arte della fotografia. 

Un saggio che non pretende di essere tale, di porsi come opera omnia, esaustiva sull'argomento, ma come una serie di riflessioni che scivolano nel letterario e filosofico, condita da una visione assolutamente personale di questo variegato universo artistico.

E allora. leggendolo, scopriamo come la pensa Giulia (ma non solo lei, il volumetto è ricco di citazioni tratte da grandi autori e fotografi quali Heinrich Schwarz, Diego Mormorio, Walter Benjamin, Franco Vaccari e molti altri) circa il rapporto tra otturatore e morte, sessualità, quali sono i meccanismi di difesa (e chi di noi non li ha mai messi in atto, almeno una volta?) che scattano di fronte a un obiettivo, la psicologia che sta dietro la fotografia ma anche davanti, negli occhi (e nella mente) di chi si ritrova, volente o nolente, di fronte al "mirino" della camera.

Nel complesso, un tributo alla fotografia che è una dichiarazione d'amore, un effimero che può durare il tempo di un click, di uno scatto, o un'eternità quando ci si affida alle parole, un omaggio intenso che si sviluppa attraverso un attento e puntuale excursus analitico (per non dire, direttamente, psicoanalitico) e un'indagine semantica affascinante che emana una profonda conoscenza non soltanto della materia in esame, ma della cultura nella sua accezione più ampia, il tutto attraverso uno stile elegante ma non pesante, denso ma scorrevole come un volume di narrativa.

venerdì 14 ottobre 2016

#libri: Keep calm e impara a capire l'arte, Alessandra Redaelli





Oggi non voglio proporvi una recensione, ma un vero e proprio consiglio per gli acquisti: sto parlando del libro "Keep calm e impara a capire l'arte", della storica dell'arte Alessandra Redaelli, un libro che, a vederlo, non gli daresti una cicca: troppo pop, dal titolo troppo commerciale, troppo... giallo, per i miei gusti.

E invece sorpresa: abbiamo magicamente tra le mani un volume completo ed esaustivo su quella che è l'arte contemporanea, quella dei giorni nostri, quella che, troppo spesso, ci appare assurda, troppo distante dall'umana comprensione, difficile da capire e, soprattutto, da amare.





"Keep Calm e impara a capire l’arte" (Newton Compton, euro 9,90), traccia una serie di profili ben definiti di artisti contemporanei, accompagnandoci per mano alla scoperta delle loro opere più significative; un libro leggero, di piacevolissima lettura ma estremamente efficace, in grado di analizzare puntualmente i concetti base dell’opera degli artisti, partendo dalle domande che tutti noi ci porremmo davanti ai loro lavori.

I protagonisti vengono raccontati per quello che sono, e l'autrice ci permette di capire a fondo quali sono le motivazioni che li hanno spinti a dipingere quadri completamente bianchi o blu, a inscatolare i propri escrementi o a farsi filmare durante i propri momenti più intimi.
   Diviso in quattordici capitoli che trattano i temi dell’identità, della morte, del cibo, del denaro e del sesso, questo libro ci invita a essere curiosi e ad approfondire i temi che caratterizzano tutta l’arte contemporanea; d'altronde, il suggerimento iniziale arriva al lettore forte e chiaro: occorre “abbandonarsi al piacere”, lasciarsi guidare dal proprio istinto, dimenticare il pregiudizio, e il gioco è fatto.

Un libro che ha tanto da insegnare ai profani della materia, ma decisamente godibile anche per chi, di arte contemporanea, ne mastica parecchia.

mercoledì 18 maggio 2016

#libri: Una giornata nell'antica Roma, Alberto Angela






Lo ammetto, se potessi scegliere di possedere un super potere, sarebbe senz'altro la capacità di viaggiare nel tempo.
   Ma, visto che purtroppo sono una comune mortale, allora ho scelto un libro che mi ha fatto sentire totalmente immersa in un'epoca lontana, lontanissima, tanto crudele quanto affascinante, un luogo e un'epoca nei quali, in effetti, una settimana (ma non di più!) l'avrei trascorsa volentieri: la Roma del 115 d.C., quella Città Eterna splendida, maestosa e implacabile raccontata da una guida d'eccezione: Alberto Angela, nel suo "Una giornata nell'antica Roma". 




"Ho cercato di scrivere il libro che avrei sempre voluto trovare in libreria per soddisfare la mia curiosità sul mondo dell'antica Roma. Mi auguro di soddisfare anche la vostra.", così Angela ha descritto la nascita di questo suo appassionante volume e, devo dire, la mia l'ha soddisfatta in pieno. 

Una straordinaria esplorazione della durata di 24 ore, che scandisce i momenti chiave della giornata pubblica e privata dei cittadini della capitale, dai ricchi patrizi circondati dal lusso più sfrenato, alla plebe più povera e miserabile, quotidianamente alle prese con le difficoltà di una vita assai dura.
   Ogni capitolo del libro è dedicato a un'ora e a un momento della giornata precisi; potremo seguire e conoscere le fasi del risveglio in una casa patrizia, i segreti della toilette del dominus e dell'abbigliamento e del trucco della padrona di casa, ci inoltreremo tra le strade della città che comincia ad animarsi al sorgere del sole, ci metteremo sulle tracce di uno schiavo che è addetto alla pulizia dei panni verso la fullonica, e tenderemo l'orecchio per ascoltare il chiacchiericcio dei clienti di una bottega di barbiere, o di quelli di una tipica taberna romana.
 
Perdendosi tra case e negozi della Roma popolana, l'itinerario tocca le insulae, quartieri occupati da caseggiati a sviluppo verticale, veri e propri grattacieli ante litteram, che raggiungono altezze ardite per l'epoca (21 metri, l'equivalente di sette piani d'oggi), antiche banlieu dove brulica un'umanità variegata, fatta di schiavi, portinai, ex legionari, veri e propri amministratori di condominio alle prese con affitti e subaffitti, personaggi dediti a traffici di ogni sorta e molti altri.

La sapiente penna di Alberto Angela ci fa toccare con mano i muri scrostati fatti di motti e graffiti "osé", ci apre le porte degli appartamenti dell'epoca. ci fa entrare al'interno dei Fori, centri della vita economica e politica cittadina, dentro all'immancabile Colosseo, luogo tanto celebre quanto teatro di indicibili violenze e crudeltà, e ancora alle terme e al Circo Massimo, ci fa conoscere da vicino le imprese dei mitici gladiatori e le loro lotte con le fiere più spaventose e pericolose del tempo.
   Per concludere, un'appendice un po' più piccante, che ci permette di indagare su vizi e segreti inconfessabili della vita sessuale degli antichi romani, varcando le soglie delle feste e dei luoghi dedicati ai piaceri notturni.

Insomma, nel complesso piccole curiosità e grandi scoperte che convivono in una descrizione appassionata, a riprova che studi storici rigorosi possono accompagnarsi ad una narrazione divertente e interessante, senza rinunciare alla spontaneità e piacevolezza di stile di un divulgatore esperto e competente, unita a una grande simpatia ed empatia col lettore.
   Una lettura assolutamente consigliata, sia per gli appassionati di storia, che per i "profani" della materia, che potranno gustare questa chicca che è entrata, a pieno diritto, nella classifica dei best e long seller nazionali, e non solo.
   Il potere evocativo di questo volume saprà trasportarvi a Roma in un battito di ciglia - o meglio, nell'attimo che occorre per sfogliare una pagina... :)