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venerdì 14 aprile 2017

#RecensioniperEsordienti: Anime di Luce. Perseo, Lina Giudetti

Ecco con un nuovo appuntamento dedicato agli scrittori esordienti, nato in collaborazione con il sito http://www.recensioniperesordienti.it/ per proporvi recensioni, focus e interviste agli autori che si affacciano per la prima volta nel variegato mondo letterario che noi lettori famelici tanto amiamo.

Per chi di voi ancora non li conoscesse, provvedete subito, mi raccomando: RecensioniPerEsordienti e ChanceinComune sono due portali online nati dalla passione di un gruppo di ragazzi per la lettura, la scrittura e la narrativa, un team che ha tanta voglia di mettersi in gioco e diffondere la cultura nel web, un team ben consolidato di cui faccio parte anch'io, con grande piacere.

E allora proseguiamo con la nostra avventurosa partnership con la recensione di un romanzo affascinante e suggestivo, Anime di Luce. Perseo, di Lina Giudetti: buona lettura!


Anime di Luce - Perseo è un romanzo poderoso, carico di fantasia e abilità descrittiva: inquadrarlo in un solo genere letterario sarebbe forse riduttivo, poiché l'autrice, una giovane e talentuosa Lina Giudetti, sa navigare abilmente nelle mille sfaccettature della narrativa contemporanea: dal fantasy al racconto mitologico, dal romanzo rosa a quello di formazione, passando attraverso il più classico e affascinante romanzo d'avventura, capace di incollare il lettore fino all'ultima pagina.

I puristi della mitologia greca non storcano il naso per questo: Giudetti specifica fin dall'inizio la volontà di proporre una rivisitazione, personalissima e originale, di uno dei miti più classici, quello di Perseo e Andromeda, uno dei racconti più romantici e struggenti dell'intera letteratura classica di genere.

La storia infatti, ripresa direttamente dal IV Libro della "Metamorfosi" di Ovidio, diventa una versione romanzata, nonché un affresco pittoresco, di un'intera civiltà, narrata con tutti i suoi pregi (e i suoi difetti).

Oltre al fascino romantico della storia d'amore tra Perseo, eroe estremamente umano e dai profondi valori morali, e Andromeda, una fanciulla abbandonata, sola, di fronte a un destino più grande di lei, fattore che diventa centrale nella narrazione, fondamentale anche i numerosi e puntuali richiami ad altre civiltà e particolari mitologie: quella greca, ovviamente, unita a precisi cenni a quella egizia e, addirittura, atlantidea (ambito in cui l'autrice mostra una cultura sterminata).

Insomma, un romanzo completo, suggestivo e importante, un'epopea profondamente umana e, proprio per questo, incredibilmente emozionante.

venerdì 17 marzo 2017

#libri: Corpi, Antonio Giugliano

Nuovo appuntamento con lo spazio dedicato esclusivamente agli scrittori esordienti, nato in collaborazione con il sito http://www.recensioniperesordienti.it/ e il portale Chanceincomune.it, due siti ricchi di recensioni, focus e interviste agli autori che si affacciano per la prima volta nel variegato mondo letterario che noi lettori famelici tanto amiamo. 

Per chi di voi ancora non lo conoscesse, provvedete subito, mi raccomando: RecensioniPerEsordienti.it è un portale online nato dalla passione di un gruppo di ragazzi per la lettura, la scrittura e la narrativa, un team che ha tanta voglia di mettersi in gioco e diffondere la cultura nel web, un team ben consolidato di cui faccio parte anch'io, con grande piacere. 

E allora proseguiamo la nostra avventurosa partnership, con la recensione di una giovane esordiente dall'indubbio talento: quest'oggi parliamo di Corpi di Antonio Giugliano: buona lettura!


Narrare l’amore romantico, quello più canonico, edulcorato dalla poesia, dalla narrativa rosa, è semplice, rassicurante, forse banale.
   Ma narrare di amori malati, carnali, sporchi, fatti di sesso, di perversioni, di momenti di violenza talvolta completamente gratuita, ecco che diventa difficile, fastidioso, fa venir voglia di nascondere la polvere sotto i tappeti, e i pensieri nei meandri più profondi e oscuri della mente.

Ma a sollevare questa cortina di ipocrisia ci ha pensato Antonio Giugliano, che con la sua silloge “Corpi”, colpisce il lettore senza mezze misure.
   Infatti Giugliano non ha timore di turbare o scandalizzare chi legge, anzi, è forse proprio questo che cerca: una critica feroce e “politicamente scorretta” al rapporto fra i sessi, una prosa dura costellata di termini volgari, forti, rubati al parlato e fortemente evocativi di situazioni che disturbano il lettore gettandolo in una dimensione tutto fuorché rassicurante.

Una cartina al tornasole che ci racconta l’aspetto più patologico del rapporto di coppia ma, soprattutto, del rapporto che ciascuno di noi ha con se stesso, un mondo pornografico e dolceamaro dove incubi e spauracchi del presente e del passato riemergono prepotentemente e dove è incredibilmente semplice perdersi, un po’ meno riuscire a fuggirne.

Una prova notevole che avvicina il giovane autore alla narrativa più cruda e alla grande tradizione letteraria degli anni Novanta, alla Irvine Welsh, per intenderci, un autore che non ha timore di sporcarsi le mani nel sudiciume della società contemporanea, trapassando più volte, e a fondo, il limite tra moralità e indecenza, tra realtà e onirico, tra terrore e tentazione.

giovedì 2 marzo 2017

#libri: Fuori dal baratro! Cultura cittadina e perversioni moderne, Eliaba

Nuovo appuntamento con lo spazio dedicato esclusivamente agli scrittori esordienti, nato in collaborazione con il sito http://www.recensioniperesordienti.it/ e il portale Chanceincomune.it, due siti ricchi di recensioni, focus e interviste agli autori che si affacciano per la prima volta nel variegato mondo letterario che noi lettori famelici tanto amiamo. 

Per chi di voi ancora non lo conoscesse, provvedete subito, mi raccomando: RecensioniPerEsordienti.it è un portale online nato dalla passione di un gruppo di ragazzi per la lettura, la scrittura e la narrativa, un team che ha tanta voglia di mettersi in gioco e diffondere la cultura nel web, un team ben consolidato di cui faccio parte anch'io, con grande piacere. 

E allora proseguiamo la nostra avventurosa partnership, con la recensione di una giovane esordiente dall'indubbio talento: quest'oggi parliamo di Fuori dal baratro! Cultura cittadina e perversioni moderne di Eliaba: buona lettura!


Zì ‘Ntonie è un centenario abruzzese, saggio, duro e coriaceo come la sua terra. 
   Ma Zì ‘Ntonie è anche il protagonista di Fuori dal baratro! Cultura cittadina e perversioni moderne, il simbolo di una cultura contadina che, nel pensiero dell’uomo contemporaneo, non ha meritato il suo degno posto nella storia, un testimone silenzioso di eventi, cambiamenti e, troppo spesso, degenerazioni della cultura dell’”animale uomo”.
   Il merito di far rivivere le sue parole è del buon Elìaba (pseudonimo di Donato De Francesco) che, nel suo volume, ha deciso di ripercorrere insieme al lettore anni di confronti con l’anziano sapiente.

Una scelta difficile, poiché sviluppare un intero volume giocato esclusivamente su una serie di riflessioni sulla cultura, la religione, la società civile (e non) non è avvero cosa semplice, piuttosto riuscita ma che non convince in toto: lo sviluppo dei temi procede logico e lineare, la sostanza c’è ed è ben evidente, tuttavia lo stile, nonostante si sviluppi in forma dialogica per la complessiva durata del libro, risulta a tratti prolisso e, in rari casi, pesante.

Fattori che, tuttavia, non intaccano la bellezza del flusso “istintivo” dell’anima, capace di criticare con giusta ferocia l’ossessione moderna di creare “pacchetti nozionistici” finti, sterili, prodotto di una cultura troppo impegnata a preservare lo status quo di pochi eletti e a uccidere senza pietà l’ingegno e le capacità che crescono innate nella nostra specie.

L’intera, corposa opera si basa sulla dualità, sul contrasto tra cultura contemporanea, con tutte le miserie di un contesto storico infelice, corrotto, marcio al suo stesso interno, e desiderio profondo di un vero e proprio ritorno alla sacralità della cultura contadina, quella più autentica, fatta di valori profondi e troppo spesso marginalizzata, ignorata.
   Una lettura che va affrontata con serietà e impegno, dedicata a coloro che vogliono guardare oltre, liberarsi dalle pesanti catene che ci siamo costruiti con le nostre stesse mani, far librare quelle ali che ci sono state donate per volare sempre più in alto, non per vivere un’esistenza omologata e vigliacca.

lunedì 6 febbraio 2017

#RecensioniperEsordienti: Condannati a morte, Paola Di Nino

Nuovo appuntamento con lo spazio dedicato esclusivamente agli scrittori esordienti, nato in collaborazione con il sito http://www.recensioniperesordienti.it/ e il portale Chanceincomune.it, due siti ricchi di recensioni, focus e interviste agli autori che si affacciano per la prima volta nel variegato mondo letterario che noi lettori famelici tanto amiamo. 

Per chi di voi ancora non lo conoscesse, provvedete subito, mi raccomando: RecensioniPerEsordienti.it è un portale online nato dalla passione di un gruppo di ragazzi per la lettura, la scrittura e la narrativa, un team che ha tanta voglia di mettersi in gioco e diffondere la cultura nel web, un team ben consolidato di cui faccio parte anch'io, con grande piacere. 

E allora proseguiamo la nostra avventurosa partnership, con la mia recensione di una giovane esordiente dall'indubbio talento: quest'oggi parliamo di Condannati a morte di Paola Di Nino: buona lettura!


Condannati a morte è un romanzo coraggioso, forte, che non ha paura di affrontare un tema tanto attuale quanto scomodo: quello della violenza e degli abusi nelle carceri. 

La protagonista femminile tratteggiata da Paola Di Nino è una guardia carceraria che non si accontenta di svolgere il proprio compito a testa bassa, senza porsi domande. 
   Il suo senso di giustizia la porta a combattere per la causa di Koray e Azmiye, fratello e sorella condannati ingiustamente, vittime silenziose di una giustizia che troppo spesso è impegnata a perseguire i propri interessi piuttosto che scovare i veri colpevoli di un sistema malato. 

Una vicenda dove il canonico lieto fine è sostituito dall'amarezza della sconfitta, unito tuttavia alla speranza, quella che le tante anime abusate possano avere, anche dopo la morte, un barlume di verità.

L'autrice narra una storia difficile e lo fa in prima persona, catapultando il lettore all'interno di un carcere come tanti, facendoci percepire a pelle il dolore, la sporcizia, l'umiliazione e la violenza alla quale ci siamo ormai, tristemente, assuefatti. 

Leggendo questo volume ci si immedesima facilmente nella protagonista, nella sua frustrazione durante la ricerca di prove e alleati con cui combattere una guerra che potrebbe sembrare già persa in partenza, nell'ulteriore difficoltà di essere donna in un ambiente di soli uomini (o, per meglio dire, di soli maschilisti), il senso di soffocamento di chi annaspa in un mare di corruzione dilagante.  

Proprio per rendere al meglio questo spettro cromatico personale la narrazione procede al ritmo delle emozioni della protagonista, diventando fin dalle prime pagine un racconto intimistico ed emozionante scritto con uno stile fluido, mai banale e coinvolgente. 

Un esordio decisamente importante, dove la bravura dell'autrice si vede specialmente nella cura dedicata all'aspetto introspettivo dell'opera, e nella scelta di raccontare la vita in un penitenziario, contesto ancora sconosciuto (volutamente?), specialmente nel nostro Paese.  

sabato 14 gennaio 2017

#RecensioniperEsordienti: Sensibilità, Roberto Di Molfetta

Ecco con un nuovo appuntamento dedicato agli scrittori esordienti, nato in collaborazione con il sito http://www.recensioniperesordienti.it/ per proporvi recensioni, focus e interviste agli autori che si affacciano per la prima volta nel variegato mondo letterario che noi lettori famelici tanto amiamo.

Per chi di voi ancora non lo conoscesse, provvedete subito, mi raccomando: RecensioniPerEsordienti.it è un portale online nato dalla passione di un gruppo di ragazzi per la lettura, la scrittura e la narrativa, un team che ha tanta voglia di mettersi in gioco e diffondere la cultura nel web, un team ben consolidato di cui faccio parte anch'io, con grande piacere.

E allora proseguiamo la nostra avventurosa partnership con la recensione di un giovane autore che promette decisamente bene: quest'oggi parliamo di "Sensibilità", di Roberto Di Molfetta. 

Buona lettura!


Come si guarisce da un “eccesso di sensibilità”? Ma soprattutto, è veramente il caso di “guarire” da una simile caratteristica dell’animo umano? 
   Assolutamente no, parola di Roberto Di Molfetta che, nel suo saggio intitolato appunto Sensibilità, ci conduce per mano alla scoperta di una vera e propria apologia di genere, estremamente emozionante.

Nella stesura del suo libello, l’autore chiarifica immediatamente il concetto classico di sensibilità, distinguendo fra una sensibilità attiva (sinonimo di “cura”, intensa e partecipata attenzione per le cose del mondo) e una passiva (che diventa permeabilità – e fragilità – rispetto a ogni tipologia di emozione, positiva o negativa che sia), proponendo riflessioni al lettore tratte dal proprio vissuto ma anche da frammenti ricavati dagli scritti di grandi pensatori (da Jung a Baudelaire, da Leopardi a D’Annunzio, Osho e Shopenhauer).

Proprio perché così profonda e personale, la categorizzazione di quest’opera diventa impresa particolarmente ardua: saggio, per la serietà con la quale viene affrontato l’argomento, ma anche diario intimo, segnato da esperienze personali indelebili, e ancora opera di ricerca filosofica, per le grandi domande sottese fin dall’inizio, e raccolta di aforismi, sempre fedeli al tema comune. 

Un affresco policromatico, dove i colori sono dati dalle emozioni e dal sentire umano, empatico, capace di coinvolgere il lettore e catturarlo con sapienza, fornendo numerosi spunti di riflessione e una sorta di “conforto” a chi, in un mondo dominato principalmente dalla legge del più forte, dalla prepotenza, dall’arroganza, crede ancora nel potere taumaturgico dell’amore, la massima espressione dell’essere umano, della speranza, della musica, forma d’arte di sublime bellezza e, più in generale, dell’umanità. 

martedì 6 dicembre 2016

#libri: Introspezioni, Giuseppe Caliendi

Ecco con un nuovo appuntamento dedicato agli scrittori esordienti, nato in collaborazione con il sito http://www.recensioniperesordienti.it/ per proporvi recensioni, focus e interviste agli autori che si affacciano per la prima volta nel variegato mondo letterario che noi lettori famelici tanto amiamo.

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E allora proseguiamo con la nostra avventurosa partnership con la recensione di una giovane autrice che promette decisamente bene: quest'oggi parliamo di "Introspezioni" di Giuseppe Caliendi: buona lettura!


Una classe di alunni e professori “decisamente scalmanati”, la cronaca di un insolito viaggio in treno, una morte efferata e apparentemente senza senso, un convegno importante dai risvolti improbabili...       Questi sono solo alcuni degli spunti che danno origine agli otto racconti presenti all'interno della breve silloge di Giuseppe Calendi, Introspezioni, una raccolta originale ma che non soddisfa fino in fondo il lettore.

Infatti, se risulta assolutamente vincente l'idea di trarre ispirazione da fatti della realtà quotidiana, la trama risulta invece inconsistente, a tratti fumosa, un limite che impedisce di godere anche dei numerosi momenti di ironia che arricchiscono la narrazione.

Manca l'emozione, il gusto della scoperta, e questo rende fragile l'intero apparato narrativo, un vero peccato considerando, invece, la qualità dello stile: la prosa è ben scritta e articolata, ricca di dettagli gustosi e ben assortiti, e allo stesso modo i personaggi, tratteggiati con fantasia e sapienza descrittiva, come del resto le numerose situazioni che ci vengono proposte.

Insomma, è chiaro il tentativo di totale stravolgimento della visuale quotidiana, sicuramente percepibile il ribaltamento del concetto di normalità che pervade l'intero lavoro dell’autore, desideroso di rompere con un gesto deciso quella coltre rassicurante che poniamo di fronte alla nostra abitudinaria consuetudine, ma l'effetto finale risulta poco riuscito: davanti ai racconti si resta basiti, ne esce difficile la comprensione, il caos la fa da padrone rischiando di allontanare il lettore piuttosto che incatenarlo, pur con sacrosanta stravaganza e originalità. 

venerdì 11 novembre 2016

#libri: Scassy, Fabio Girometta

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E allora proseguiamo con la nostra avventurosa partnership con la recensione di una giovane autrice che promette decisamente bene: quest'oggi parliamo di "Scassy" di Fabio Girometta: buona lettura!


Tutti noi abbiamo avuto, almeno una volta nella vita, una veneranda “Scassy”, piena zeppa di ricordi, un'automobile decisamente “vissuta”, used, al quale ci siamo affezionati e che ci accompagnati nei nostri anni migliori.

E “Scassy” è proprio la protagonista dell'omonimo libro per bambini scritto da Fabio Girometta, una favola moderna semplice ma estremamente accattivante, dove i valori della famiglia e i buoni sentimenti donano ai piccini un profondo insegnamento.

Tra le pagine di questo volume le vicende di una tipica famiglia dei nostri giorni, umile, un po' precaria ma unita come non mai, si intrecciano a quelle, arricchite da un bel pizzico di magia, di una vecchia auto un po' brontolona, capace di esprimere sentimenti ed emozioni, ma rigorosamente in dialetto.
   Sarà un suggestivo viaggio tra le stelle a cementare ancor di più questa unione, e anche un salvataggio in extremis, quello di Giulia, la bimba protagonista del racconto, a concludere con un lieto fine questo centinaio di avventurose pagine.

Oltre alla trama decisamente divertente, anche lo stile concorre perfettamente a rendere questo romanzo appetibile anche dai più piccoli: i dialoghi sono fluidi, lineari, le parti in dialetto si prestano ad una lettura interpretativa che potrebbe diventare esilarante se fatta ad alta voce, magari nel contesto di una scuola primaria, la narrazione procede gradevolmente, come una classica fiaba da raccontare ai nostri bimbi.

Nel complesso un'opera ben costruita, sviluppata con coerenza stilistica e narrativa, permeata di positività, allegria e ottimismo, dove amore, amicizia, rispetto per se stessi e per il prossimo diventano i principi fondamentali da trasmettere, durante la lettura, a bambini e ragazzini.

venerdì 28 ottobre 2016

#libri: Non dirmi addio, Reika Kell

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E allora proseguiamo con la nostra avventurosa partnership con la recensione di una giovane autrice che promette decisamente bene: quest'oggi parliamo di "Non dirmi addio" di Reika Kell: buona lettura!


Lise è una ragazza dal vissuto difficile: sopravvissuta a un incidente che l'ha lasciata orfana dell'adorata madre e ricoperta di ferite (nell'anima, più che nel corpo, e sono le più difficili da rimarginare), si ritrova nuovamente a Hopefield, nell’albergo di famiglia, doloroso luogo della memoria capace di evocare gli spettri di un passato difficile da digerire.
   La ragazza vi fa ritorno dopo anni, dopo esser fuggita col rocker Colin, bello e dannato, e aver rinnegato un padre depresso e una sorella che, da sola, tenta di salvare l'insalvabile.
   Lise finirà per mettere in dubbio la propria vita e le proprie certezze, specialmente dopo l'incontro con Adam, un giovane scrittore misterioso, tanto superbo e arrogante quanto sensuale e malinconico.

Questo il tratteggio della trama di Non dirmi addio, romanzo sorprendente di Reika Kell, un volume che, fin dalle prime pagine, è in grado di catturare l'attenzione (e il cuore) del lettore.

Sarà grazie alla maestria del filo narrativo, allo stile pulito, evocativo, suggestivo, alla caratterizzazione dei personaggi, estremamente curata ed efficace, fatto sta che staccarsi da questo romanzo diventa veramente difficile.

La scoperta, pagina dopo pagina, del filo conduttore che lega i due protagonisti, lo sviluppo della passione che avvampa tra i due giovani, fino all'incredibile epilogo ricco di colpi di scena, tutto fa sì che le emozioni traspaiano gradualmente, facendo oscillare Non dirmi addio tra il romanzo sentimentale e il thriller psicologico, tra sensualità e dolore, sofferenza e redenzione.

Reika Kell sa trasportare il lettore in un abisso profondo e, apparentemente, insondabile, sa giocare abilmente con la gamma cromatica delle emozioni umane senza mai sbagliare un colpo, ma soprattutto sa donarci un messaggio positivo, di speranza: l'amore, quello vero, quello con la A maiuscola, quello che fa sussultare il cuore e lo rende libero, esiste; può essere mascherato, nascosto, sepolto sotto un passato di pesanti macerie ma, alla fine, emerge sempre, basta soltanto avere la pazienza, e il coraggio, di accoglierlo a braccia aperte, proprio come imparerà a fare la nostra Lise.

lunedì 3 ottobre 2016

#libri: Io non amo, Jacopo Lupi

Ecco con un nuovo appuntamento dedicato agli scrittori esordienti, nato in collaborazione con i portali culturali http://www.recensioniperesordienti.it/ e Chanceincomune.it per proporvi recensioni, focus e interviste agli autori che si affacciano per la prima volta nel variegato mondo letterario che noi lettori famelici tanto amiamo.

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E allora proseguiamo con la nostra avventurosa partnership con la recensione di Io non amo di Jacopo Lupi: buona lettura!

Devis Reno è un ragazzo come tanti, studente universitario a Bologna e impiegato par-time nel policlinico Sant’Orsola, più incline agli eccessi che ai doveri di studente, dedito a divertimento sfrenato, serate alcoliche e, soprattutto, a decine di donne, ragazze di ogni età che, pur con lo slancio e la passione dei suoi vent'anni o poco più, non riesce ad amare realmente.

Il protagonista di Io non amo, di Jacopo Lupi, è un ragazzo come tanti, appunto, proprio perché non riesce a stare solo ma rifugge i legami duraturi, vuole emergere dalla massa ma nello stesso tempo vi precipita, puntualmente e razionalmente, trascinando nel suo vortice di autodistruzione i personaggi che fanno da cornice alla sua vicenda, la bella Ilaria, Michela detta Mimì, l'inseparabile amico Claudio. 

La trama risulta avvincente poiché gioca sull'empatia creatasi con il lettore, specialmente se si tratta di un pubblico giovanile, tuttavia lo sviluppo della stessa diventa, a tratti, fumosa, ripetitiva nella narrazione quasi ossessiva delle vicende amorose (o meglio, sessuali, come intuiamo già dal titolo) del protagonista, in una ricerca del piacere che non ha nulla delle raffinatezza sensuale ed elegante dannunziana ma più il sapore di un mordi e fuggi - insapore - da fast food contemporaneo.

Specchio di una società, quella dei giovani d'oggi, in lento ma progressivo disfacimento, o inanellarsi continuo di stereotipi sui generi?
   Difficile stabilirlo con certezza, fatto sta che risulta quasi fastidiosa la lettura delle riflessioni, profondamente sessiste, del giovane protagonista, dove la donna viene relegata alla sua amara funzione di oggetto, tanto deprecata sul piccolo schermo ma mai abbastanza nella realtà quotidiana.

Anche lo stile, fluido e vicino al parlato, se da un lato può stimolare l'attenzione del lettore poiché semplice e accattivante, dall'altro scivola nel prolisso, specialmente nelle digressioni riflessive (sottolineate tipograficamente con l'utilizzo massiccio del corsivo) che risultano fini a se stesse ed eccessivamente reiterate. 

Nel complesso un romanzo ambizioso, che presenta qualche spunto originale, personaggi ben tratteggiati psicologicamente affini alla contemporaneità, tuttavia privo di poesia, di fascino narrativo, dove le esperienze di vita vissuta vengono narrate in maniera eccessivamente prosaica, sottraendo pathos ed emozione, purtroppo, anche all'epilogo a sorpresa.

venerdì 26 agosto 2016

##RecensioniPerEsordienti: Allison Carter. Il caso Bright, Claudia Crocioni

Nuovo appuntamento con lo spazio dedicato agli scrittori esordienti, nato in collaborazione con il sito http://www.recensioniperesordienti.it/ e il portale ChanceinComune, un angolino fatto di recensioni, focus e interviste agli autori che si affacciano per la prima volta nel variegato mondo letterario che noi lettori famelici tanto amiamo.

Per chi di voi ancora non lo conoscesse, provvedete subito, mi raccomando: RecensioniPerEsordienti.it è un portale online nato dalla passione di un gruppo di ragazzi per la lettura, la scrittura e la narrativa, un team che ha tanta voglia di mettersi in gioco e diffondere la cultura nel web, un team ben consolidato di cui faccio parte anch'io, con grande piacere.

E allora proseguiamo la nostra avventurosa partnership, con la mia recensione di un'autrice davvero in gamba: quest'oggi parliamo di "Allison Carter. Il caso Bright" di Claudia Crocioni: buona lettura!

Cinquecento pagine. Cinquecento pagine sono tante, specialmente per un romanzo giallo (o, per meglio dire, poliziesco), il ritmo rischia di rallentare, l'adrenalina di scemare, la suspense di spegnersi pian piano, come una candela consumata.
   Capita, sì, ma certamente non con Allison Carter. Il caso Bright, ultima fatica della giovane e talentuosa autrice romana Claudia Crocioni, un romanzo che, una volta letto, tutto d'un fiato, non si dimentica.

Tutti i fattori concorrono per farne un volume assolutamente appassionante: la scrittura è agile, veloce ma allo stesso tempo psicologicamente introspettiva, le atmosfere sono quelle del thriller, dove la violenza irrompe in una piccola realtà cittadina, ma soprattutto i personaggi, che si mostrano al lettore nudi, senza filtri, in preda a passioni ed emozioni tangibili.

Sarà una scia di efferati delitti, sarà la spirale di dolore che avvolge ogni cosa, sarà la fragilità che accomuna uomini e donne soli, in balia di un destino spesso crudele, ad avvicinare i due protagonisti principali, Allison Carter, detective coraggiosa dal passato difficile, e Aaron Fisher, il ragazzo che, gradualmente, riuscirà a far breccia nel suo cuore indurito dalla vita.

La vicenda si svolge nella cittadina di Bluehill (con qualche incursione in Italia e in Tibet), dove la nostra Allison, dopo un tragico aborto e il fallimento del matrimonio con Ben, è alle prese con il caso più difficile della sua carriera; a farle da braccio destro il fedele Steven Cowell, vero e proprio angelo custode e sincero amico.
   Una volta conosciuto l'enigmatico Aaron, tutti gli elementi sembreranno convergere verso il Naticode, night club ritrovo della malavita locale, luogo di spaccio di una micidiale droga – proprio la bright che dà il titolo al romanzo –  in grado di indurre le proprie vittime in stato vegetativo.

L'adrenalina cresce, l'uso del flashback e della narrazione in prima persona dei vari personaggi conferisce freschezza ed empatia verso il lettore, l'epilogo è una sorpresa continua, che spiazza il lettore con sapienza: chi entra nel mondo di Allison Carter, difficilmente ne esce (e la cosa ci piace molto, ovviamente!). 


mercoledì 17 agosto 2016

#RecensioniperEsordienti: Il Mistero del Sogno nel Tempo, Valentina Cardellini

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Per chi di voi ancora non lo conoscesse, provvedete subito, mi raccomando: RecensioniPerEsordienti.it è un portale online nato dalla passione di un gruppo di ragazzi per la lettura, la scrittura e la narrativa, un team che ha tanta voglia di mettersi in gioco e diffondere la cultura nel web, un team ben consolidato di cui faccio parte anch'io, con grande piacere.

E allora proseguiamo con la nostra avventurosa partnership con la recensione di una giovane autrice che promette decisamente bene: quest'oggi parliamo di "Il mistero del sogno nel tempo", di Valentina Cardellini. 

Buona lettura!


Un amore in grado di oltrepassare confini geografici, temporali, crudeli avversità, momenti di scoramento e mille difficoltà, un amore così puro, intenso e indissolubile da permettere a due amanti di riconoscersi anche sotto mentite spoglie, e di innamorarsi ogni volta come la prima.
In questa sensazione avvolgente sta la vera forza del romanzo “Il Mistero del Sogno nel Tempo” di Valentina Cardellini, un romanzo storico preciso e puntuale, ricco di riferimenti a fatti e personaggi realmente esistiti (molto interessante l'appendice finale, dove l'autrice ci dona un piccolo focus sulla sua ricerca storiografica nella stesura di questo libro), che narra una storia d'amore con la A maiuscola: romantica, avventurosa, mai scontata né sdolcinata.

Insomma, il giusto compromesso tra narrativa storica, d'avventura e sentimentale, un romanzo ben calibrato dove i due giovani protagonisti si ribellano ad una sorte troppo spesso crudele e ingiusta, travalicando le epoche della storia per raggiungersi: dall'assolato Salento dei giorni nostri a quello del Quattrocento, da un'affascinante Venezia mercantile alle scorribande di una banda di corsari senza scrupoli, guidati dal temibile Barbarossa, fino ad un'aula universitaria di Bologna, il tutto narrato con uno stile particolarmente evocativo e suggestivo, ricco di dettagli che catapultano il lettore in una realtà a metà tra verità dei fatti e risveglio onirico dei sensi.

Oltre allo stile, a colpire il lettore è anche la profonda caratterizzazione dei personaggi: i sentimenti si alternano con maestria, senza mai scadere in un eccessivo pathos, le emozioni tengono incollati fino all'ultima pagina, la magia è assolutamente tangibile tra le pagine del romanzo; sembra quasi di avere tra le mani un antico volume rilegato in profumata pelle, fatto di lettere d'amore, di una corrispondenza segreta che abbiamo avuto la fortuna di poter sbirciare, un taccuino dove avvertiamo la mano di una ragazza coraggiosa e di un giovane ancora acerbo, ma di grande valore, e di certo non un moderno e tecnologico e-reader, o tablet, che sia.

Nel complesso, un'opera assolutamente consigliata, coinvolgente come la cantilena che ci accompagna dall'inizio alla fine del volume, una sorta di formula magica che nasconde un'antica e magistrale profezia: «Quel che il tuo cuore non vede e non sa, quel che il tuo cuore trattiene e non dà!», una profezia che soltanto la forza dell'amore saprà trasformare in «Quel che il mio cuore già vede e già sa, quel che il mio cuore vorrebbe e avrà!». 

martedì 16 agosto 2016

#libri: Lo sterminio, Simone Scala

Ecco con un nuovo appuntamento dedicato agli scrittori esordienti, nato in collaborazione con il sito http://www.recensioniperesordienti.it/ e il portale chanceincomune.altervista.org/ per proporvi recensioni, focus e interviste agli autori che si affacciano per la prima volta nel variegato mondo letterario che noi lettori famelici tanto amiamo.

Per chi di voi ancora non lo conoscesse, provvedete subito, mi raccomando: RecensioniPerEsordienti e ChanceinComune sono dei portali online nato dalla passione di un gruppo di ragazzi per la lettura, la scrittura e la narrativa, un team che ha tanta voglia di mettersi in gioco e diffondere la cultura nel web, un team ben consolidato di cui faccio parte anch'io, con grande piacere.

E allora proseguiamo con la nostra avventurosa partnership con la recensione di Lo sterminio, appassionante racconto fantasy di Simone Scala: buona lettura!


Orchi contro esseri umani, in una guerra senza fine e, soprattutto, senza esclusione di colpi: potrebbe sembrare uno spunto fin troppo classico e inflazionato, per un racconto fantasy, eppure Simone Scala ne Lo sterminio riesce a capovolgere lo schema tradizionale mettendo gli orchi, esseri malvagi e spregevoli, in una posizione di assoluto dominio.
   La belva ha prevalso sull’uomo, la razza umana è prostrata, debole, fragile all’inverosimile, vessata da una specie che, solitamente, siamo abituati a vedere in netto svantaggio.

Stavolta sono gli Orchi a far pagare al genere umano le violenze commesse, uccidendo indistintamente donne, bambini e anziani, saccheggiando e mettendo a ferro e fuoco tutto ciò che si para davanti al loro cammino, proprio come nella più crudele delle guerre.
   Un esercito, quello degli Orchi, che somiglia terribilmente a quelli dei capitoli più truculenti della nostra storia millenaria, dove gli esseri umani, da usurpatori, diventano vittime sofferenti.

Sullo sfondo di questa terribile vicenda si staglia la storia di Jokyka, bambina dai poteri sovrannaturali, che verrà aiutata da creature dal fascino ancestrale, pronte a schierarsi al fianco degli umani per un tacito e antico accordo…
   Un epilogo ricco di colpi di scena, che potrebbe cambiare le sorti di una guerra risolutiva come soltanto le grandi tragedie della storia (nonostante la dimensione fantasy nella quale ci stiamo muovendo) lo sono state, e che dimostra la florida vena narrativa di un autore di livello come Scala.

Nel complesso, la lettura risulta piacevole e scorrevole anche grazie allo stile fluido, semplice ma mai banale, una scrittura pulita che si avvicina alla tradizione del romanzo storico, oltreché a quella fantasy internazionale.

La trama intrigante, la sapiente caratterizzazione dei personaggi, ma soprattutto la dimensione intimistica ed emozionale nella quale il lettore viene immerso fin dalle prime pagine, che spinge all’empatia più pura, rendono “Lo sterminio” la prova dell’abilità e del talento narrativo di Simone Scala, senigalliese doc, professore liceale e già autore di romanzi come “La ragazza di Venezia”, “La montagna dei vecchi tricicli” e “I racconti della scure”.

martedì 9 agosto 2016

#libri: L'orrore invisibile, Steve Santori

Ecco con un nuovo appuntamento dedicato agli scrittori esordienti, nato in collaborazione con il sito http://www.recensioniperesordienti.it/ per proporvi recensioni, focus e interviste agli autori che si affacciano per la prima volta nel variegato mondo letterario che noi lettori famelici tanto amiamo.

Per chi di voi ancora non li conoscesse, provvedete subito, mi raccomando: RecensioniPerEsordienti e ChanceinComune sono due portali online nati dalla passione di un gruppo di ragazzi per la lettura, la scrittura e la narrativa, un team che ha tanta voglia di mettersi in gioco e diffondere la cultura nel web, un team ben consolidato di cui faccio parte anch'io, con grande piacere.

E allora proseguiamo con la nostra avventurosa partnership con la recensione di un romanzo affascinante e inquietante, L'orrore invisibile, di Steve Santori: buona lettura!


Una vecchia casa coloniale che nasconde un inenarrabile segreto. Un gruppo di adolescenti apparentemente impazziti, immersi in una scia di orrore, violenza, sangue e follia che sembra non avere mai fine. Uno psichiatra chiamato a salvare da pessima sorte un liceo classico della provincia marchigiana, un compito che potrebbe rivelarsi fatale anche per un luminare della scienza...

Gli ingredienti per fare di “L'orrore invisibile”, libro d'esordio del talentuoso Steve Santori, un ottimo thriller ci sono tutti: l'intreccio narrativo è incalzante, il ritmo serrato non lascia un solo istante di tregua al lettore, i personaggi sono bizzarri, spregevoli, perfettamente caratterizzati e, perlopiù, repellenti quanto basta per farsi ricordare per lungo tempo.

Ma “L'orrore invisibile” non è soltanto un thriller ben congegnato, poiché l'elemento più prezioso dell'intera opera è sicuramente la capacità dell'autore di aggiungere un pizzico di ironia anche nei momenti più drammatici: un esempio su tutti l'azzeccato paragone tra il liceo, microhabitat variegato tenuto costantemente sotto controllo da professori vigili e telecamere a circuito chiuso, e la casa del Grande Fratello, ricovero di derelitti e personaggi di dubbio gusto.
   Un paragone che ci mostra il gusto, tutto orwelliano, che l'autore prova nel sondare l'animo umano, le sue reazioni, emozioni, desideri e pulsioni, spesso più assimilabili all'ambito animale che prettamente umano, prendendolo in giro con salace sarcasmo. 
   Sarcasmo percepibile anche nello stile linguistico enfatico, talvolta esagerato, comunque sopra le righe, come del resto l'intera narrazione.

Indubbiamente uno spunto che fornisce il perfetto aggancio per un pensiero che va a scuotere energicamente il mondo della letteratura contemporanea: chi ha stabilito che un buon thriller, per essere tale, debba necessariamente affidarsi soltanto all'elemento triviale, alla crudezza degli omicidi più efferati, magari fini a se stessi?

Perché nel volume di Santori gli omicidi, il sangue, l'elemento orrorifico ci sono, eccome se ci sono, ma diventano fattori propedeutici a riflessioni ben più importanti: i giovani protagonisti che conosciamo pagina dopo pagina mostrano un disagio che, al di là dell'elemento surreale che caratterizza talvolta questo genere letterario, diventa manifesto delle nuove generazioni, sempre in lotta per conquistarsi il proprio spazio nel mondo, spesso alle prese con difficoltà e un senso di scoramento difficilmente assimilabile.
   Insomma, thriller ma anche metafora di una società in pieno disfacimento, in balia di slogan pubblicitari, smartphone e un profondo, difficilmente colmabile senso di solitudine che nulla (e nessuno) risparmia.

venerdì 1 luglio 2016

#libri: Klein Blue, Cristiano Pedrini

Oggi vi propongo la recensione di una capace collega dei portali letterari online RecensioniperEsordienti.it e ChanceinComune.it, Angela Costagliola, che saprà catapultarvi in un mondo tanto doloroso quanto affascinante, quello dell'amore omosessuale, troppo spesso ancora ostacolato.
 
Klein Blue”, di Cristiano Pedrini, è un romanzo a tematica LGBT.
   Al centro della vicenda troviamo il diciottenne Jayce Axel Wood, giunto nella contea di Northumberland, nel nord dell’Inghilterra, per una vacanza.
   Qui incontrerà Keith, giovane sindaco di Northumberland, con in quale vivrà un’intensa passione. Ma ben presto il passato di Jayce suonerà alla loro porta e nulla sarà come prima: tra sequestri di persona, fantasmi del passato, incredibili scoperte e l’orribile realtà del mercato degli organi, Jayce e Keith riusciranno a superare insieme i diversi ostacoli?
 
Cristiano Pedrini, già autore della saga a tematica LGBTOpportunity’ (chi avrà letto i primi due capitoli della saga troverà non pochi elementi in comune con questo romanzo), dà nuovamente prova della sua abilità ad affrontare contemporaneamente più generi letterari differenti (romantico, thriller, noir, avventura, erotico), affrontando anche qui con estrema naturalezza la tematica LGBT.
   La trama, i dialoghi e la scrittura scorrevole rendono il romanzo di facile lettura.

Particolarmente efficaci risultano la caratterizzazione dei personaggi (tra tutti Jayce), le affascinanti descrizioni paesaggistiche e la presenza di personaggi secondari dai risvolti psicologici interessanti (tra tutti George, padre di Jayce, ed Helena, commissario della contea di Northumberland).
   Impreziosiscono il romanzo le illustrazioni interne.
 
Klein Blue” (titolo ispirato dal colore blu inventato dall’artista francese Yves Klein, che è anche il blu intenso degli occhi di Jayce) offre al lettore molti spunti di riflessione e lo catapulta in scenari uggiosi e nebbiosi, tipici del clima britannico, tra colpi di scena e momenti di pura tensione.
 

venerdì 17 giugno 2016

#libri: Le spine di una... Rosa, Marzia Polito

Oggi vi propongo una recensione scritta per il portale online http://chanceincomune.altervista.org/, nel contesto della collaborazione con il sito letterario http://www.recensioniperesordienti.it/: si parla di violenza sulle donne, si parla di argomenti difficili da affrontare (o anche solo da leggere), si parla di tematiche che non si possono più tenere nascoste sotto un velo di ipocrisia... 




“Non capisci che sono uomini e possono fare ciò che vogliono? Arrangiati con il poco che ti dà.”

Per quanti, agghiaccianti anni uomini e donne hanno ragionato così, dando per scontato che la violenza fosse un corollario logico e inevitabile del matrimonio, della relazione tra i due sessi, che la donna dovesse quotidianamente subire ogni genere di inaudita, intollerabile violenza?
   Sì, perché di violenza non ce n'è una sola, ne esistono moltissime, dolorose sfumature: da quella fisica, la più scontata, quella che fa più clamore, quella dello schiaffo, del pugno, dello sfregio estetico, a quella mentale, una delle più pericolose, perché va a minare certezze e autostima della vittima designata, da quella verbale, fatta di insulti, parolacce e umiliazioni in pubblico e non, a quella sessuale (sì, perché uno stupro può avvenire anche tra le mura domestiche, e frequentemente) ed economica, che impedisce alla donna di possedere anche la minima indipendenza economica dal coniuge.

È proprio su queste tematiche che si snoda la trama di Le spine di una... Rosa, potente esordio narrativo dell'autrice Marzia Polito, un romanzo estremamente difficile da leggere, ma certamente non per la mancanza di stile o di maestria letteraria da parte della Polito, anzi: si tratta di un volume talmente realistico, dallo stile narrativo talmente limpido, vivido, incisivo, e i personaggi risultano caratterizzati in maniera così concreta che arrivare in fondo è un dolore per chi legge, donna o uomo che sia.

Toccare con mano il degenerare progressivo di quella che, almeno inizialmente, sembrava un'autentica storia d'amore, percepire a pelle la sofferenza e l'umiliazione di Rosa, arrivare al punto di odiare profondamente Nando, marito – padrone, di augurargli anche soltanto un briciolo di ciò che ha fatto subire alla moglie e ai figli, in un'infinita catena di disumana violenza (e dove la costrizione all'aborto, o meglio a più di uno, diventa altra tematica collaterale su cui riflettere attentamente), è inevitabile.

Sentimenti forti, quelli suscitati nel lettore, un senso d'indignazione ovvio e sacrosantemente giusto ma, analizzando meglio il proprio stato d'animo post – lettura, c'è qualcos'altro che emerge: un senso di rabbia e frustrazione rivolto non soltanto al carnefice, ma anche alla vittima, proprio quella Rosa che subisce, che persevera nei suoi indicibili errori, che, nonostante tutto, continua ad amare il suo aguzzino sperando, utopisticamente, che forse un giorno possa tornare il suo principe azzurro.

Ed è proprio questo il messaggio più importante che ci lancia Marzia Polito: quando leggiamo, o ascoltiamo al telegiornale, la notizia dell'ennesima violenza subita da una donna, non meravigliamoci del fatto che, magari, la vittima non abbia mai denunciato il proprio partner, o ne abbia subito le angherie per anni, perché è proprio questa la parte più difficile: denunciare la violenza subita, superare la paura, la vergogna dell'essere giudicata, l'umiliazione, e tentare, tra mille difficoltà, di ricominciare a vivere, per davvero. 

Nel complesso, un libro di fortissimo impatto emotivo, una scelta stilistica assolutamente vincente (l'autrice apre il romanzo, introduce il lettore alla dolorosa realtà femminile degli anni Sessanta/ Settanta – anni in cui le denunce per abusi sarebbero state del tutto inutili - per
poi ritirarsi e lasciar spazio al completo svolgimento della narrazione), e un invito, sul finale, da sventolare gloriosamente come un vessillo: “Ama il tuo essere Donna”.

lunedì 6 giugno 2016

#RecensioniPerEsordienti: Il sorpasso dell'irrealtà, Anemone Ledger

Ecco con un nuovo appuntamento dedicato agli scrittori esordienti, nato in collaborazione con il sito http://www.recensioniperesordienti.it/ per proporvi recensioni, focus e interviste agli autori che si affacciano per la prima volta nel variegato mondo letterario che noi lettori famelici tanto amiamo.

Per chi di voi ancora non lo conoscesse, provvedete subito, mi raccomando: RecensioniPerEsordienti.it è un portale online nato dalla passione di un gruppo di ragazzi per la lettura, la scrittura e la narrativa, un team che ha tanta voglia di mettersi in gioco e diffondere la cultura nel web, un team ben consolidato di cui faccio parte anch'io, con grande piacere.

E allora proseguiamo con la nostra avventurosa partnership con la recensione di una giovane autrice che promette decisamente bene: quest'oggi parliamo di "Il sorpasso dell'irrealtà" di Anemone Ledger: buona lettura!


Violenza, angoscia, inquietudine, solitudine, ossessione: questi sono soltanto alcuni degli ingredienti che rendono così “appetitosa” una raccolta di racconti come “Il sorpasso dell'irrealtà”, una silloge a metà tra noir, thriller e horror nata dalla penna (e dalla fantasia) di una giovane e talentuosa autrice, Anemone Ledger, 17 anni appena, ma di una bravura incredibilmente matura.

Ogni racconto della raccolta segue uno sviluppo narrativo proprio, assolutamente personale, ma un unico fil rouge percorre l'intera opera, quello del pathos narrativo sempre crescente, che non cala nello sviluppo della narrazione.
   Oltre al talento, la Ledger mostra anche un coraggio da vendere: infatti iniziare un volume con un tema scomodo e difficile da raccontare come il disagio mentale infantile non è certamente una scelta popolare, e rappresenta un incipit potente, che sconvolge il lettore e lo inchioda alle pagine del libro, spaventandolo ed emozionandolo al tempo stesso.

A dare il titolo alla raccolta è, tuttavia, il secondo racconto, particolarissimo: frammenti di diario, lettere personali che ci mostrano universi paralleli fatti di angoscia e paure concrete, nelle quali ognuno di noi può riconoscersi e perdersi, una forma narrativa difficile da gestire ma espressa in maniera magistrale.

Tra gli altri racconti, merita poi una menzione particolare quello dedicato al famoso Pier delle Vigne, uno dei personaggi più controversi dell’Inferno dantesco: l'autrice evidentemente non teme il confronto con l’illustre precedennte, narrando una versione ancor più noir del fatto storico della Commedia, mostrando di possedere una fantasia brillante e fervida, ma anche una solida base letteraria sulla quale reggere il proprio lavoro.

Nel complesso un esordio letterario potente, sorretto da uno stile pulito, cristallino, con continui richiami letterari (viene spontaneo il paragone con la grande tradizione della letteratura gotica, da Mary Shelley ad Edgar Allan Poe e H. P. Lovecraft, e poi ancora Charles Baudelaire e Stephen King) e cinematografici (pescando tra i migliori film horror di questo filone, come Insidious e Sinister) tutti da scoprire e riconoscere; una raccolta imperdibile, assolutamente consigliata.

mercoledì 16 marzo 2016

#RecensioniPerEsordienti: Chariza. Il soffio del vento, Francesca Angelinelli

Ecco con un nuovo appuntamento dedicato agli scrittori esordienti, nato in collaborazione con il sito http://www.recensioniperesordienti.it/ per proporvi recensioni, focus e interviste agli autori che si affacciano per la prima volta nel variegato mondo letterario che noi lettori famelici tanto amiamo.

Per chi di voi ancora non lo conoscesse, provvedete subito, mi raccomando: RecensioniPerEsordienti.it è un portale online nato dalla passione di un gruppo di ragazzi per la lettura, la scrittura e la narrativa, un team che ha tanta voglia di mettersi in gioco e diffondere la cultura nel web, un team ben consolidato di cui faccio parte anch'io, con grande piacere.

E allora proseguiamo con la nostra avventurosa partnership con la recensione di una giovane autrice che promette decisamente bene: quest'oggi parliamo di "Chariza. Il soffio del vento" di Francesca Angelinelli: buona lettura!


Il profumo dei fiori di ciliegio, il fruscio di sete pregiate, il mormorio di fascinose fanciulle dietro antichi paraventi, il sibilo delle spade che si scontrano in duelli all'ultimo sangue: sensazioni forti e concrete, ma allo stesso tempo di una sottile raffinatezza, quelle che ci trasmette “Chariza. Il soffio del vento”, ultima opera dell'autrice Francesca Angelinelli, un fantasy orientale prezioso come un portagioie laccato, che racchiude dentro di sé una vasta gamma di emozioni, trasmesse ad una ad una anche al lettore più distaccato.

Protagonista di questa intricata vicenda è la bella Chariza, una guerriera, una spietata mercenaria, ma anche vittima sacrificale di un'antica maledizione infertagli da una stirpe che custodisce i propri poteri ad ogni costo. 
   La nostra eroina, pagina dopo pagina, subisce continue trasformazioni, pur mantenendo sempre integri il suo coraggio e la sua forza di volontà, in una sorta di contemporaneo romanzo di formazione dai toni onirici e appassionati. 

In un Giappone tanto suggestivo quanto ostile e crudele, Chariza verrà scelta per difendere Suzume, erede al trono e futuro imperatore, da un'oscura minaccia: riuscirà questa incredibile fanciulla a portare a termine la sua missione, senza cedere alla maledetta avidità che la consuma dall'interno, come anche la sua passione per due uomini diversi e, apparentemente, irraggiungibili?

Chariza. Il soffio del vento” narra una storia avventurosa che riesce a fondere gli elementi più disparati della narrativa contemporanea, dal perfetto meccanismo a orologeria delle serie fantasy come “Il trono di spade” di George R.R. Martin, alle atmosfere raffinate di “Memorie di una Geisha” di Arthur Golden, un filone narrativo potente rinnovato sapientemente dalla penna della Angelinelli.

Oltre alla trama coinvolgente e ben costruita, assolutamente degni di nota sono i personaggi, a tutto tondo, dipinti con una tavolozza che va a pescare nel variegato cromatismo dell'anima, tratteggiati con uno stile pulito e, allo stesso tempo, ricco di piacevolissimi momenti puramente descrittivi, mai prolissi.
   Nel complesso, un romanzo che sa catturare il lettore con maestria, sa conquistarlo e incatenarlo, con lo scorrere delle pagine, al destino di Chariza e dei suoi valorosi compagni di viaggio, un piccolo gioiello letterario dove la vivacità dei personaggi, il ritmo dei dialoghi, l’ottima capacità di esposizione e di sintesi, la curata proprietà di linguaggio e l’inarrestabile fantasia sono soltanto alcuni degli elementi che lo rendono una lettura assolutamente piacevole e coinvolgente.