La magia, specialmente quando ti ci imbatti in giovane età, ti rimane dentro a lungo, latente negli anni, anche quando piccino non lo sei più.
A me è ciò che è accaduto con il mondo di Harry Potter, ma soprattutto con la penna di J.K. Rowling, una delle poche autrici contemporanee capaci di creare, con semplicità e freschezza, un universo magico parallelo, estremamente concreto, che ha conquistato milioni di ragazzi della mia generazione in tutto il mondo.
E, se ho amato follemente la saga del maghetto con la cicatrice, sia letteraria che cinematografica, ho amato altrettanto Animali fantastici e dove trovarli, perché la Rowling anche stavolta ce l’ha fatta.
Infatti è riuscita a distaccarsi dalla scia (che sarebbe stata troppo semplice) di Potter pur mantenendo indispensabili punti di contatto, ha dato vita a personaggi completamente nuovi, costruiti da zero, ma con una profondità psicologica davvero vincente, immersi in quell'atmosfera meravigliosa che abbiamo imparato a conoscere a menadito.
Rowling, che è anche sceneggiatrice della pellicola, riesce a far calare lo spettatore nel mondo magico newyorchese, fatto di nuovi luoghi, oggetti e personaggi bizzarri, stravaganti, ma perfettamente inseriti nel contesto. Per non parlare delle creature magiche, ovviamente.
Alla regia troviamo David Yates, che inserisce il suo tratto distintivo, lo humour, all'interno della narrazione, rendendola fluida e gradevole, pur mantenendo sempre intatti i temi cari all’autrice, come la violenza sui minori e la discriminazione razziale.
La sceneggiatura è brillante, i protagonisti fantastici: un Eddie Redmayne molto preciso nella caratterizzazione del personaggio di Newt Scamander, che si apre lentamente con lo svolgersi del film, un grandissimo è Dan Fogler, nella parte del babbano Kowalski, che non solo fa dannatamente ridere ma rappresenta lo spettatore stesso, con il suo genuino stupore alla vista del mondo magico e la sua tristezza all’idea che le porte di tutto ciò non ci verranno mai aperte.
Un discorso a parte lo meritano gli effetti speciali. Le creature magiche presenti nel film sono riprodotte con un realismo incredibile e un’imponente bellezza che non possono lasciare indifferenti.
Animali fantastici e dove trovarli avrebbe potuto giocare facile sull’effetto nostalgia, eppure i rimandi a Hogwarts e dintorni si contano sulle dita di una mano, e io ne sono immensamente felice.
Di tutto un po', arte, libri, fotografia, musica, viaggi e tanto, tanto altro...
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lunedì 19 dicembre 2016
mercoledì 19 ottobre 2016
#libri: Harry Potter e la maledizione dell'erede, J. K. Rowling
Sono passate appena tre settimane dall'uscita in Italia dell'ottavo capitolo della saga di Harry Potter, La maledizione dell'erede, ed è bastato un solo, scarno volume per mutare un fulgido esempio di fenomeno mondiale della letteratura per ragazzi (e non) in pretesto, palesemente commerciale, per fare della scadente subcultura pop.
J.K. Rowling questa volta ha, purtroppo, mancato completamente il bersaglio, proponendo ai suoi fedeli, per non dire devoti, lettori un volume che si distacca nettamente dalla qualità e dalla bellezza, sicuramente poetica, dei volumi precedenti: un testo che non è romanzo ma adattamento di una sceneggiatura teatrale, una forma ardua, difficile da proporre al lettore che, se in alcuni casi potrebbe diventare accattivante, in altri, come questo, distrugge tutto il fascino della narrazione e dello svolgimento della trama.
E, a proposito della trama, scritta dalla stessa Rowling in collaborazione con gli sceneggiatori, autori e registi britannici Jack Thorne e John Tiffany, presenta spunti encomiabili, nonché i tratti cardine della poetica dell'autrice, amicizia, buoni sentimenti, coraggio, voglia di rivalsa, riscatto, perdono, assoluzione, tuttavia non prende il volo, non riesce a mantenere la magia che il lettore si sarebbe aspettato (e avrebbe preteso, a giusta ragione).
La magia e la suggestione delle ambientazioni, le descrizioni dettagliate e succose che hanno caratterizzato e reso celebri i sette volumi precedenti sono completamente sopite, ma il delitto maggiore è stato compiuto, forse, nei confronti dei personaggi: Potter, Weasley, Granger divenuti loro malgrado mere comparse esasperate nella loro caratterizzazione più estrema, le nuove leve (Albus e Scorpius, rispettivamente figli di Harry Potter e Draco Malfoy) ridotti ad una raffigurazione semplicistica, capovolta, dei genitori, uno capriccioso e stucchevolmente ribelle, l'altro totalmente privo di fantasia (come, del resto, gli autori), i buoni troppo buoni, i cattivi troppo cattivi, tutto troppo semplice, scontato, insomma.
Manca lo smalto, specialmente considerando che, i veri appassionati del mondo di Hogwarts, conoscono a memoria ogni battuta, ogni caratteristica dei propri personaggi preferiti, riescono persino a penetrare nella psicologia di ciascuno di loro, e questo soltanto grazie al meticoloso lavoro da cesellatore della Rowling dei bei tempi che furono; lavoro che, questa volta, è venuto completamente meno anche nello stile narrativo, più spiccio e grossolano.
Nel complesso, qualche barlume di positività in un mare di stereotipi, colpevole di aver spezzato una magia lunga quasi vent'anni e i sogni di milioni di lettori in tutto il mondo.
"Questo articolo è apparso su Paper Street in data 17/10/2016. Per gentile concessione".
http://www.paperstreet.it/cs/leggi/harry-potter-e-la-maledizione-dellerede-j-k-rowling.html
venerdì 30 settembre 2016
#libri: Gli angeli dell'Apocalisse - Erenvir e l'Anno Zero/ Erenvir e i Sette, Effe C.N. Cola
L’autrice esordiente Effe. C. N. Cola, nella sua saga dedicata agli Angeli dell'Apocalisse, ci trasporta in un mondo parallelo fatto di fantasia, incanto, ma anche toni cupi, misteriosi ed agghiaccianti, con una potenza espressiva e narrativa assolutamente lodevoli.
Il primo volume, intitolato Erenvir e l’Anno Zero, è una storia apocalittica che vede protagonisti i quattro Cavalieri dell’Apocalisse, alle prese con una fine del mondo che diventa il punto di partenza di una nuova era e con l'incontro con un giovane protagonista che si rivelerà un nuovo eroe, il nostro protagonista Erenvir.
In questo universo parallelo l’Apocalisse profetizzata nella Bibbia si avvera, devastando la terra e decimando l’umanità, l’Armageddon in tutta la sua terribile potenza è giunta per mano dei Cavalieri della Violenza, della Carestia, della Morte e della Guerra, quattro potentissimi Angeli a capo di eserciti di creature oscure per attuare la propria conquista sul pianeta ormai prostrato. Fortunatamente, anche sette Schiere Angeliche restano a combattere per gli uomini sopravvissuti, e dar loro manforte c'è anche il giovane Jonathan White, un ragazzo che viene prescelto per contribuire alla lotta tra Bene e Male.
Diventerà proprio Erenvir, portatore della Nuova Era, con il compito di condurre in salvo i sopravvissuti in un luogo indicatogli come Terra Promessa, affrontando un viaggio che diventerà, a sua insaputa, un vero e proprio percorso di formazione verso la vita adulta.
Nel complesso, un romanzo avventuroso, carico di suspense, mistero e coraggio, un romanzo che, nato come idea di base per un gioco di ruolo, si sviluppa autonomamente portando sulla scena una miriade di personaggi perfettamente caratterizzati, creature fantastiche che sembrano uscite da un inferno apocalittico, ma dove, in fondo, la speranza resta sempre l'ultima ancora a cui aggrapparsi.
L’autrice riesce a condurre una storia molto avvincente, in grado di catturare il lettore fin dalle prime pagine; infatti la scrittura scorre fluida, piacevole, perfettamente aderente al contesto, e lo sviluppo narrativo è in continuo divenire, in fieri costante, in un percorso dove le vicende si susseguono senza dar tregua al lettore.
Oltre alla narrazione serrata, l’autrice riveste di significati simbolici e di allegorie tutta la storia, creando nette contrapposizioni tra personaggi positivi e negativi, dove i profili psicologici sono altamente delineati, le paure, le contraddizioni, la forza ed il coraggio diventano tangibili, concreti, negli occhi e nel cuore dei personaggi e del lettore stesso.
Stesso discorso vale per le emozioni forti e i sentimenti suscitati soprattutto con l’entrata in scena della figura di Beatrice, che farà perdere la testa al nostro protagonista, descrivendo in maniera lieve e poetica tutta la sintomatologia dell'innamoramento giovanile.
Una Beatrice il cui nome non credo sia del tutto casuale: infatti ricorda da vicino il ruolo della Beatrice di Dante, una giovane guida non per il Paradiso ma per l’Inferno in cui Erenvir è stato catapultato, in un continuo rimando alle tematiche della fede, dei valori, della forza e del senso di giustizia.
Tutti valori già fortemente presenti nel nostro eroe Erenvir, un eroe nuovo, giovane, a tratti ancora acerbo, bisognoso di essere indirizzato, ma già potente e temerario q.b, come scopriremo anche nel secondo capitolo, Erenvir e i Sette, secondo volume dedicato alla storia di Johnatan/ Erenvir.
Anche stavolta assistiamo a scene di percepibile orrore e terribile meraviglia di fronte ad un mondo distrutto da entità malefiche quali sono i quattro Cavalieri dell’Apocalisse, e oltre a questo dovremo anche confrontarci empaticamente con la dolorosa scelta del protagonista tra l'amore, quello tanto sognato, agognato, e il senso di responsabilità verso la propria missione.
Erenvir e i Sette coinvolge esattamente come il primo volume, rende il lettore partecipe di ogni scontro e di ogni momento di sollievo, dalla più piccola alla più grande vittoria, senza mai eccedere nel pathos tipico dello stile fantasy.
Spiritualismo, evocazioni, religione, fede, amicizia e amore sono tutti valori che rendono questo romanzo un vero e proprio romanzo di formazione, affascinante, avventuroso, epico ma anche educativo al tempo stesso: assolutamente consigliato.
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martedì 16 agosto 2016
#libri: Lo sterminio, Simone Scala
Ecco con un nuovo appuntamento dedicato agli scrittori esordienti, nato in collaborazione con il sito http://www.recensioniperesordienti.it/ e il portale chanceincomune.altervista.org/ per proporvi recensioni, focus e interviste agli autori che si affacciano per la prima volta nel variegato mondo letterario che noi lettori famelici tanto amiamo.
Per chi di voi ancora non lo conoscesse, provvedete subito, mi raccomando: RecensioniPerEsordienti e ChanceinComune sono dei portali online nato dalla passione di un gruppo di ragazzi per la lettura, la scrittura e la narrativa, un team che ha tanta voglia di mettersi in gioco e diffondere la cultura nel web, un team ben consolidato di cui faccio parte anch'io, con grande piacere.
E allora proseguiamo con la nostra avventurosa partnership con la recensione di Lo sterminio, appassionante racconto fantasy di Simone Scala: buona lettura!
Orchi contro esseri umani, in una guerra senza fine e, soprattutto, senza esclusione di colpi: potrebbe sembrare uno spunto fin troppo classico e inflazionato, per un racconto fantasy, eppure Simone Scala ne Lo sterminio riesce a capovolgere lo schema tradizionale mettendo gli orchi, esseri malvagi e spregevoli, in una posizione di assoluto dominio.
La belva ha prevalso sull’uomo, la razza umana è prostrata, debole, fragile all’inverosimile, vessata da una specie che, solitamente, siamo abituati a vedere in netto svantaggio.
Stavolta sono gli Orchi a far pagare al genere umano le violenze commesse, uccidendo indistintamente donne, bambini e anziani, saccheggiando e mettendo a ferro e fuoco tutto ciò che si para davanti al loro cammino, proprio come nella più crudele delle guerre.
Un esercito, quello degli Orchi, che somiglia terribilmente a quelli dei capitoli più truculenti della nostra storia millenaria, dove gli esseri umani, da usurpatori, diventano vittime sofferenti.
Sullo sfondo di questa terribile vicenda si staglia la storia di Jokyka, bambina dai poteri sovrannaturali, che verrà aiutata da creature dal fascino ancestrale, pronte a schierarsi al fianco degli umani per un tacito e antico accordo…
Un epilogo ricco di colpi di scena, che potrebbe cambiare le sorti di una guerra risolutiva come soltanto le grandi tragedie della storia (nonostante la dimensione fantasy nella quale ci stiamo muovendo) lo sono state, e che dimostra la florida vena narrativa di un autore di livello come Scala.
Nel complesso, la lettura risulta piacevole e scorrevole anche grazie allo stile fluido, semplice ma mai banale, una scrittura pulita che si avvicina alla tradizione del romanzo storico, oltreché a quella fantasy internazionale.
La trama intrigante, la sapiente caratterizzazione dei personaggi, ma soprattutto la dimensione intimistica ed emozionale nella quale il lettore viene immerso fin dalle prime pagine, che spinge all’empatia più pura, rendono “Lo sterminio” la prova dell’abilità e del talento narrativo di Simone Scala, senigalliese doc, professore liceale e già autore di romanzi come “La ragazza di Venezia”, “La montagna dei vecchi tricicli” e “I racconti della scure”.
mercoledì 8 giugno 2016
#libri: Gehenna, Francesco De Nigris
Gehenna fa rima con inferno, dolore, sofferenza, con storie di vite vissute al limite, borderline, storie di reietti che la società rifiuta con disprezzo.
Gehenna è l'inferno, ma non quello delle leggende, delle fiabe e delle superstizioni, Gehenna è l'inferno reale, urbano, metropolitano, la sede di quelle anime tanto reali quanto evanescenti che abitano le periferie delle nostre città, anime che sanno e hanno visto troppo marcio per potersi reintegrare nel mondo "normale", se così si può definire.
Ma Gehenna è anche voglia di riscatto, di libertà, di dignità, di tornare al mondo senza per forza diventare uno dei tanti, una pedina in mano a pochi eletti.
Francesco De Nigris, con questo suo terzo romanzo, ci regala una storia forte, intensa, magistrale nella sua crudele verità, una storia di fallimenti, una presa d'atto delle difficoltà che costellano l'esistenza, ma anche la dimostrazione che la volontà - come ci insegna Schopenhauer - si impone sopra le macerie di esistenze apparentemente "inutili", che poi inutili non sono, come non lo è nessuna vita.
La storia è ambientata nell'inferno della distilleria Kuntz, un vecchio edificio abbandonato e corroso dal tempo e dal vizio, teatro di un'antica tragedia, e cornice ideale dove sbocciano storie, relazioni, amori di seconda mano, ma anche rancori, odio e violenza, più dettata dalla disperazione che dalla crudeltà, rifugio di relitti umani in cerca di salvezza, una salvezza che difficilmente arriverà.
Protagonista assoluto della vicenda è Viktor, un personaggio enigmatico, distaccato, dal passato glorioso ma dal presente decisamente impietoso, un uomo alla ricerca di se stesso, smarrito, che cercherà di riconquistare il proprio posto nel mondo, proprio come Olga, giovanissima prostituta russa, rapita da un'esistenza tranquilla e semplice, e costretta a svendere il proprio corpo a mani fameliche e malate.
Due esistenze intrecciate sullo sfondo della più nera desolazione, due vite alle quelli fanno da sfondo una moltitudine di personaggi più o meno sbandati, uomini e donne che hanno toccato con mano il dolore, e ne sono stati marchiati a fuoco per tutta la vita.
De Nigris ci racconta le ingiustizie della vita e della società attraverso un male di vivere che si insinua sotto pelle, che avvolge il lettore fino al'ultima pagina, ci racconta una storia dove gli ultimi difficilmente, diventeranno i primi, costretti a peregrinare all'interno di infiniti e psichedelici labirinti escheriani.
Oltre alla trama, affascinante e seduttiva al punto giusto, ad aggiungere valore all'opera sono le due maggiori cifre distintive dell'autore: in primis lo stile, raffinato, suggestivo e coinvolgente, in grado di raccontare anche la minima emozione dei protagonisti del romanzo, emozioni che si riflettono, senza filtri, nel lettore, una penna decisa che sa essere lieve al momento giusto.
Secondo elemento di pregio, la capacità di De Nigris di trasportarci all'interno di storie che, apparentemente, non hanno né tempo né spazio, e forse proprio per questo risultano così reali e di forte impatto emotivo, oltre alla caratterizzazione quasi epidermica della città, la Città Vecchia, fatta di vicoli intricati, luci e ombre, metafora degli esseri umani che ne abitano il dedalo di strade e piazze, angoli e pericolosi sotterranei, reale e fantastico, poetico e prosaico.
mercoledì 20 aprile 2016
#RecensioniPerEsordienti: Viktor, Francesco Leo
Nuovo appuntamento con lo spazio dedicato esclusivamente agli scrittori esordienti, nato in collaborazione con il sito http://www.recensioniperesordienti.it/, un angolino fatto di recensioni, focus e interviste agli autori che si affacciano per la prima volta nel variegato mondo letterario che noi lettori famelici tanto amiamo.
Per chi di voi ancora non lo conoscesse, provvedete subito, mi raccomando: RecensioniPerEsordienti.it è un portale online nato dalla passione di un gruppo di ragazzi per la lettura, la scrittura e la narrativa, un team che ha tanta voglia di mettersi in gioco e diffondere la cultura nel web, un team ben consolidato di cui faccio parte anch'io, con grande piacere.
E allora proseguiamo la nostra avventurosa partnership, con la mia recensione di un giovane esordiente appassionato di fantasy: quest'oggi parliamo di "Viktor" di Francesco Leo: buona lettura!
Rune, magia bianca e nera, sortilegi,
una storia d'amore intrecciata al destino di due ragazzi scelti per
una missione forse più grande di loro: questi gli ingredienti
principali di “Viktor”, romanzo epic-fantasy che segna l'inizio
della Trilogia della Rinascita dell'autore emergente Francesco Leo,
un volume corposo che ci trasporta direttamente nel mondo di Mirthya
cavalcando il destriero della fantasia più sfrenata.
A dare avvio al romanzo è una visione
onirica: in una notte di luna piena, una figura misteriosa si dirige
al galoppo verso i ruderi di un castello, pronto ad affrontare lo
scontro decisivo contro Zergh, Signore dell'Oscurità, un traditore,
che tradì gli altri 8 elementi (Aria, Fuoco, Tuono, Ghiaccio, Luce,
Acqua ed Oscurità) che diedero origine a questo incredibile
universo.
Un sogno, che lascia ben presto spazio
alla concreta e ben tratteggiata figura di Viktor, giovane abitante
del pacifico villaggio di Lezhen, colui che diventerà l'Eletto,
scelto per salvare il mondo in compagnia di Selene, la maga bianca
co-protagonista della storia.
Leggendo le pagine di questo volume la
sensazione di trovarsi in un mondo altro, fantastico e decisamente
suggestivo, è concreta, tangibile, poiché la scrittura è
affascinante e il potere evocativo indubbio; tuttavia spesso il
lettore rischia di cadere in una dilagante e crescente confusione: i
personaggi sono molto (forse troppo) numerosi, spesso tratteggiati
soltanto, per cui faticano a legarsi al resto della storia, mentre il
continuo inserimento di creature fantastiche (centauri, nani, elfi,
vampiri...) risulta in certi tratti un po' forzato, rischiando di
rallentare la lettura, anche a causa della sua notevole lunghezza (le
pagine sono 368).
Nel complesso, le descrizioni sono un
punto di forza perché rendono più veritiero lo sviluppo narrativo
del romanzo, ma al contempo una debolezza nel momento in cui si fanno
eccessivamente prolisse e reiterate.
Proseguendo nell'analisi, positiva la
conoscenza dettagliata del mondo delle rune e dei temi più classici
e prolifici del mondo del fantasy, che denotano un grande amore e una
viscerale passione per questo genere letterario, mentre i risvolti
più romantici rendono la lettura più scorrevole anche se spostano
il piano più su un filone di tipo adolescenziale e giovanile.
Tirando le somme, un romanzo piacevole,
coerente, che tuttavia può essere migliorato rendendo lo sviluppo
della trama più agile e scattante, migliorando la sintesi e
mantenendo la capacità descrittiva e l'entusiasmo che lo scrittore
lascia percepire dalla sua penna.
Vedremo cosa accadrà nei prossimi due
volumi...
mercoledì 16 marzo 2016
#RecensioniPerEsordienti: Chariza. Il soffio del vento, Francesca Angelinelli
Ecco con un nuovo appuntamento dedicato agli scrittori esordienti, nato in collaborazione con il sito http://www.recensioniperesordienti.it/ per proporvi recensioni, focus e interviste agli autori che si affacciano per la prima volta nel variegato mondo letterario che noi lettori famelici tanto amiamo.
Per chi di voi ancora non lo conoscesse, provvedete subito, mi raccomando: RecensioniPerEsordienti.it è un portale online nato dalla passione di un gruppo di ragazzi per la lettura, la scrittura e la narrativa, un team che ha tanta voglia di mettersi in gioco e diffondere la cultura nel web, un team ben consolidato di cui faccio parte anch'io, con grande piacere.
E allora proseguiamo con la nostra avventurosa partnership con la recensione di una giovane autrice che promette decisamente bene: quest'oggi parliamo di "Chariza. Il soffio del vento" di Francesca Angelinelli: buona lettura!
Il profumo dei fiori di ciliegio, il fruscio di sete pregiate, il mormorio di fascinose fanciulle dietro antichi paraventi, il sibilo delle spade che si scontrano in duelli all'ultimo sangue: sensazioni forti e concrete, ma allo stesso tempo di una sottile raffinatezza, quelle che ci trasmette “Chariza. Il soffio del vento”, ultima opera dell'autrice Francesca Angelinelli, un fantasy orientale prezioso come un portagioie laccato, che racchiude dentro di sé una vasta gamma di emozioni, trasmesse ad una ad una anche al lettore più distaccato.
Protagonista di questa intricata vicenda è la bella Chariza, una guerriera, una spietata mercenaria, ma anche vittima sacrificale di un'antica maledizione infertagli da una stirpe che custodisce i propri poteri ad ogni costo.
La nostra eroina, pagina dopo pagina, subisce continue trasformazioni, pur mantenendo sempre integri il suo coraggio e la sua forza di volontà, in una sorta di contemporaneo romanzo di formazione dai toni onirici e appassionati.
In un Giappone tanto suggestivo quanto ostile e crudele, Chariza verrà scelta per difendere Suzume, erede al trono e futuro imperatore, da un'oscura minaccia: riuscirà questa incredibile fanciulla a portare a termine la sua missione, senza cedere alla maledetta avidità che la consuma dall'interno, come anche la sua passione per due uomini diversi e, apparentemente, irraggiungibili?
“Chariza. Il soffio del vento” narra una storia avventurosa che riesce a fondere gli elementi più disparati della narrativa contemporanea, dal perfetto meccanismo a orologeria delle serie fantasy come “Il trono di spade” di George R.R. Martin, alle atmosfere raffinate di “Memorie di una Geisha” di Arthur Golden, un filone narrativo potente rinnovato sapientemente dalla penna della Angelinelli.
Oltre alla trama coinvolgente e ben costruita, assolutamente degni di nota sono i personaggi, a tutto tondo, dipinti con una tavolozza che va a pescare nel variegato cromatismo dell'anima, tratteggiati con uno stile pulito e, allo stesso tempo, ricco di piacevolissimi momenti puramente descrittivi, mai prolissi.
Nel complesso, un romanzo che sa catturare il lettore con maestria, sa conquistarlo e incatenarlo, con lo scorrere delle pagine, al destino di Chariza e dei suoi valorosi compagni di viaggio, un piccolo gioiello letterario dove la vivacità dei personaggi, il ritmo dei dialoghi, l’ottima capacità di esposizione e di sintesi, la curata proprietà di linguaggio e l’inarrestabile fantasia sono soltanto alcuni degli elementi che lo rendono una lettura assolutamente piacevole e coinvolgente.
Per chi di voi ancora non lo conoscesse, provvedete subito, mi raccomando: RecensioniPerEsordienti.it è un portale online nato dalla passione di un gruppo di ragazzi per la lettura, la scrittura e la narrativa, un team che ha tanta voglia di mettersi in gioco e diffondere la cultura nel web, un team ben consolidato di cui faccio parte anch'io, con grande piacere.
E allora proseguiamo con la nostra avventurosa partnership con la recensione di una giovane autrice che promette decisamente bene: quest'oggi parliamo di "Chariza. Il soffio del vento" di Francesca Angelinelli: buona lettura!
Il profumo dei fiori di ciliegio, il fruscio di sete pregiate, il mormorio di fascinose fanciulle dietro antichi paraventi, il sibilo delle spade che si scontrano in duelli all'ultimo sangue: sensazioni forti e concrete, ma allo stesso tempo di una sottile raffinatezza, quelle che ci trasmette “Chariza. Il soffio del vento”, ultima opera dell'autrice Francesca Angelinelli, un fantasy orientale prezioso come un portagioie laccato, che racchiude dentro di sé una vasta gamma di emozioni, trasmesse ad una ad una anche al lettore più distaccato.
Protagonista di questa intricata vicenda è la bella Chariza, una guerriera, una spietata mercenaria, ma anche vittima sacrificale di un'antica maledizione infertagli da una stirpe che custodisce i propri poteri ad ogni costo.
La nostra eroina, pagina dopo pagina, subisce continue trasformazioni, pur mantenendo sempre integri il suo coraggio e la sua forza di volontà, in una sorta di contemporaneo romanzo di formazione dai toni onirici e appassionati.
In un Giappone tanto suggestivo quanto ostile e crudele, Chariza verrà scelta per difendere Suzume, erede al trono e futuro imperatore, da un'oscura minaccia: riuscirà questa incredibile fanciulla a portare a termine la sua missione, senza cedere alla maledetta avidità che la consuma dall'interno, come anche la sua passione per due uomini diversi e, apparentemente, irraggiungibili?
“Chariza. Il soffio del vento” narra una storia avventurosa che riesce a fondere gli elementi più disparati della narrativa contemporanea, dal perfetto meccanismo a orologeria delle serie fantasy come “Il trono di spade” di George R.R. Martin, alle atmosfere raffinate di “Memorie di una Geisha” di Arthur Golden, un filone narrativo potente rinnovato sapientemente dalla penna della Angelinelli.
Oltre alla trama coinvolgente e ben costruita, assolutamente degni di nota sono i personaggi, a tutto tondo, dipinti con una tavolozza che va a pescare nel variegato cromatismo dell'anima, tratteggiati con uno stile pulito e, allo stesso tempo, ricco di piacevolissimi momenti puramente descrittivi, mai prolissi.
Nel complesso, un romanzo che sa catturare il lettore con maestria, sa conquistarlo e incatenarlo, con lo scorrere delle pagine, al destino di Chariza e dei suoi valorosi compagni di viaggio, un piccolo gioiello letterario dove la vivacità dei personaggi, il ritmo dei dialoghi, l’ottima capacità di esposizione e di sintesi, la curata proprietà di linguaggio e l’inarrestabile fantasia sono soltanto alcuni degli elementi che lo rendono una lettura assolutamente piacevole e coinvolgente.
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venerdì 11 marzo 2016
#libri: Orbeth, l'Oscura Minaccia, Marco Perrone
Se siete tra la nutrita schiera di detrattori del genere fantasy, se pensate che questa tipologia narrativa sia fatta soltanto di draghi, elfi e folletti, “Orbeth. L'oscura minaccia”, maestosa opera del giovane scrittore Marco Perrone, è pronto a darvi una sonora smentita.
Un libro coinvolgente, che miscela con sapienza fantasia e orrore, realismo e tematiche forti, un volume da leggere tutto d'un fiato, dove adrenalina, curiosità e anche una buona dose di tensione emotiva restano altissime fino all'ultima pagina.
Appena apriamo questo poderoso volume, ci ritroviamo catapultati nel continente di Orbeth, un luogo remoto e arcano dilaniato da un lungo e sanguinoso conflitto tra i popoli del nord e gli invasori meridionali.
Al termine della guerra, la tanto agognata pace verrà presto eclissata da un nuovo, oscuro pericolo, assai più letale della guerra stessa.
Un mondo ostile, insomma, dai toni gotici e decisamente dark, narrato con uno stile sobrio e completo al tempo stesso; un'intensa narrazione infarcita di suggestive sequenze descrittive, personaggi ben caratterizzati e tanto, tanto altro, tutti elementi funzionali a rendere accattivante il racconto, appetibile anche per il lettore più scettico.
Protagonisti di questa vicenda intricata sono Raek e Jean, due fratelli pronti a intraprendere una spedizione tanto difficile quanto azzardata, due giovani guidati da un forte senso di libertà e giustizia, due eroi fuori dalle righe che, ben presto, conosceranno una realtà più minacciosa che mai, che li porterà ad affrontare un'altra importante battaglia per la salvezza del mondo in cui vivono.
Le descrizioni minuziose e ben dettagliate fanno sentire il lettore parte di questa mirabolante avventura: le battaglie sono descritte con toni vividi, realistici, le sensazioni e le emozioni traspaiono dal romanzo senza alcun ostacolo, e si muovono fluide all'interno di un universo onirico che si mescola con la più graffiante veridicità.
Innumerevoli, poi, i colpi di scena, dai quali il lettore si ritroverà spiazzato, preso alla sprovvista, dove il ritmo si mantiene costantemente incalzante e teso nonostante il corposo numero delle pagine, e intrattiene il lettore senza mai annoiare o risultare pesante o prolisso (rischio che, specialmente nel genere fantasy, è sempre dietro l'angolo...).
Insomma, con questo primo capitolo Marco Perrone ha dato il via ad una Trilogia della quale si sta già parlando molto, e bene, un successo che è soltanto al suo inizio, e che potrebbe raggiungere vette altissime, anche a livello nazionale (Licia Troisi docet).
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