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martedì 31 maggio 2016

#mostre: "Dal Disegno al Click. 3 Secoli, 3 Tecniche, 7 Città" - Palazzo Cuttica, Alessandria

Oggi voglio parlarvi di un evento particolarmente interessante che riguarda la città di Alessandria: sto parlando della mostra "Dal disegno al Click. 3 Secoli, 3 Tecniche, 7 Città", esposizione che nasce dall’inventariazione del fondo di grafica di Giovanni Migliara custodito a Palazzo Cuttica, nel cuore della città, un patrimonio costituito da 628 fogli di disegni, 20 album e 25 stampe. 


Da questo vero e proprio tesoro nasce l’idea della mostra, nella quale alle vedute cittadine di Migliara vengono accostate stampe novecentesche e fotografie contemporanee con il medesimo soggetto.
   La scelta delle stampe è avvenuta tra quelle conservate nel Gabinetto delle Stampe Antiche e Moderne, mentre per le fotografie sono stati contattati dei foto-amatori, i fotolovers contemporanei, che hanno arricchito la mostra con una visione personalissima di questi suggestivi scorci.

L’esposizione è intesa come un viaggio ideale lungo lo stivale attraverso le opere esposte, in un confronto nato dalla volontà sia di far emergere le differenze e quindi l’evoluzione dei luoghi raffigurati, ma soprattutto di raffrontare le diverse tecniche.

Il tour ideale parte dalla città natale di Giovanni Migliara, Alessandria, con i suoi luoghi più simbolici: Piazza della Libertà, vero cuore del centro storico, la Cittadella, uno dei più grandiosi monumenti europei di fortificazione permanente del XVIII secolo, e la Cattedrale, quella distrutta all’inizio dell’Ottocento e quella attuale.

Si passerà poi a Milano, patria adottiva  dell’artista, a cui egli dedicò la maggior parte delle sue opere, tra cui spiccano monumenti quali l’abside del Duomo, la Basilica di Sant’Ambrogio e il Castello Sforzesco, ma anche le vedute di via Torino, dei navigli e di Piazza Fontana.

Sempre in Lombardia si toccheranno Pavia e Mantova. La prima, a metà strada tra le due “patrie” di Migliara, vedrà protagonisti la splendida Certosa e il Ponte Coperto sul Ticino, la seconda, capitale italiana della cultura 2016 e città natale di Antonio Carbonati, verrà rappresentata dalla cupola della chiesa di Sant’Andrea e dallo splendido panorama che regala la città dalle rive dei laghi che la circondano.

Si arriverà poi a Torino, prima capitale d’Italia , ricca di bellissimi scorci urbani tra cui quelli di Piazza Castello, di Palazzo Madama e della zona del Ponte Vittorio Emanuele I e della Chiesa della Gran Madre di Dio.

Dalla prima capitale si giungerà alla capitale attuale: Roma. Tra le numerose opere dedicate da Migliara all’Urbe si è deciso di esporre il disegno della fontana della Barcaccia, monumento che pare abbia attirato particolarmente la sua attenzione.

Ultima, ma non ultima per importanza, Napoli che affascinò l’artista alessandrino per i suoi splendidi paesaggi e i suoi monumenti.

L'obiettivo della mostra? Permettere al visitatore di riflettere sui cambiamenti del paesaggio urbano nell’arco di tre secoli, ma anche sulle differenze tra le tecniche esposte: il disegno, l’incisione e la fotografia; 3 secoli, 3 tecniche, 7 città, appunto, in un continuo parallelo di grande fascino.

Per quanto riguarda le info utili, la mostra verrà inaugurata il 3 giugno 2016 e terminerà il 31 luglio 2016 presso il Gabinetto delle Stampe Antiche e Moderne di Palazzo Cuttica, via Parma 1, Alessandria (ingresso gratuito).

Infine, ecco il link al blog che accompagna la mostra, e che fa le veci del catalogo cartaceo, permettendo così un diverso approccio alle opere, decisamente innovativo e contemporaneo.


PS: Tra i fotolovers troverete anche la sottoscritta, con una selezione di tre fotografie, una veduta della splendida Certosa di Pavia, le altre due con scorci rubati durante un weekend a Mantova. ;) 

giovedì 14 aprile 2016

#arte: "Solidità della Luce", la #mostra di Raffaele Cioffi a Palazzo Cuttica, Alessandria

Sono 11 i dipinti ad olio che Raffaele Cioffi ha preparato per il Salone delle Feste di Palazzo Cuttica di Alessandria, e altrettante tele saranno collocate nelle sale espositive del Palazzo, in dialogo con gli spazi e le opere d'arte della collezione permanente: un passaggio tra passato e contemporaneo che non viene avvertito come una crasi, ma al contrario come sinonimo di eleganza e armonia, dove l'acceso e imponente cromatismo pittorico e materico delle opere di Cioffi si sposa perfettamente con l'ambiente circostante, proponendo un percorso che non si discosta poi molto dai grandi cicli di affreschi che hanno popolato la grande storia dell'arte del nostro Paese. 


Tra i dipinti esposti, merita particolare attenzione "Sfera celeste", omaggio alla settecentesca Sfera Celeste di Pietro Maria da Vinchio; in questo caso la ricerca di Raffaele Cioffi mira a raffigurare la luce attraverso il colore, una luce compatta, che non è più solo uno spazio spirituale ma ha alle spalle l’esperienza moderna della luce artificiale dei monitor e dei neon, a cui conferisce una piena dignità estetica.
   Allo stesso tempo l'artista si interroga sul modo in cui si possa fare pittura attraverso l’utilizzo di strutture primarie del linguaggio artistico e dando ampio spazio al colore come impasto cromatico denso e smaltato.

Splendida anche la serie dei "Sipari", che colpiscono lo spettatore per l'impatto visivo e cromatico estremamente materico, una pittura dai colori accesi, quasi psichedelici, che fa della purezza cromatica la propria cifra stilistica distintiva, e della luce una componente tanto suggestiva quanto protagonista assoluta, quasi tangibile.


Se vi siete incuriositi, e non conoscete ancora Raffaele Cioffi, ecco qualche breve info biografica: nasce a Desio (Milano) nel 1971, e dopo il Liceo Artistico si diploma all’Accademia di Belle Arti di Brera.
   Fondamentale l’incontro con gli artisti Claudio Olivieri e Mario Raciti che segnano profondamente la sua ricerca, orientata verso l’astrazione, con le influenze della pittura analitica e dello Spazialismo.

INFO UTILI:

Solidità della luce, a cura di Luca Pietro Nicoletti 

  • Dal 9 aprile al 22 maggio 2016 
  • Palazzo Cuttica – Museo Civico di Alessandria 
  • Orari: venerdì, sabato, domenica 15,00 - 19,00

Tuttavia, questa non è l'unica mostra che potrete visitare a Palazzo Cuttica: infatti merita attenzione e una visita accurata anche la selezione di opere inedite ad oggi visibili, con un nuovo allestimento del Gabinetto delle Stampe Antiche e Moderne, opere che comprendono un eterogeneo gruppo si artisti, alcuni alessandrini come Giovanni Rapetti, e altri di fama internazionale come Piero Dorazio, con una commistione di tecniche assolutamente affascinante, a partire dal più classico carboncino.

Per quanto riguarda la storia di queste opere, la maggior parte sono entrate a far parte della collezione alessandrina a seguito della vincita del Premio Città di Alessandria negli anni Cinquanta, ma sono presenti anche molte donazioni
   A fare da filo conduttore, il disegno, "il padre di tutte le arti", quello che ci permette di valutare le reali capacità di un artista, in grado di mettere a nudo il vero talento nella creazione artistica. 


Per quanto riguarda gli artisti, sono presenti opere di Piero Dorazio, Giovanni Rapetti, Mino Cerretti, Renzo Rolando, Gustavo Rossi, Pippo Pozzi, Pietro Bisio, Franco Meneguzzo, Tullio Pericoli, Vito Boggeri, Arturo Costa, Piero Rambaudi, Ampelio Tettamanti, Giuseppe Banchieri, Pietro Borghi e Orfeo Tamburi.  


INFO UTILI: 


Opere inedite
a Palazzo Cuttica
  • dal 25/03/2016 al 01/05/2016
  • Palazzo Cuttica - via Parma 1, Alessandria
  • Venerdì, sabato e domenica dalle 15,00 alle 19,00

venerdì 26 febbraio 2016

#arte: "Tranquillo Cremona e la Scapigliatura", Pavia, Scuderie del Castello Visconteo

Dopo la mostra “I Macchiaioli. Una rivoluzione d’arte al Caffè Michelangelo”, il programma espositivo delle Scuderie del Castello Visconteo di Pavia prosegue con un’altra importante corrente artistica italiana dell’Ottocento: la Scapigliatura.


Dal 26 febbraio al 5 giugno 2016 le sale delle Scuderie ospiteranno “Tranquillo Cremona e la Scapigliatura”, un progetto ideato, prodotto e organizzato da ViDi in collaborazione con il Comune di Pavia, e curato da Simona Bartolena e Susanna Zatti, direttore dei Musei Civici di Pavia.

Collegandosi idealmente con la grande esposizione “Tranquillo Cremona e gli artisti lombardi del suo tempo”, allestita nel 1938 nel Castello Visconteo e inaugurata dal Re Vittorio Emanuele III, la mostra intende rendere omaggio al gruppo scapigliato, partendo dalla ricerca dell’iniziatore del nuovo linguaggio stilistico, Tranquillo Cremona - che a Pavia è nato e si è formato alla Civica Scuola di pittura - per indagare il movimento in tutte le sue diverse espressioni artistiche.

Ma facciamo una breve parentesi storico/artistica su questo movimento così innovativa nel panorama artistica italiano: il termine “scapigliatura” - libera traduzione dal francese bohême - deriva da “La scapigliatura e il 6 febbraio” del 1862, un testo misto di riflessioni critiche e di narrativa dello scrittore Cletto Arrighi.
   Nella Milano postunitaria, centro dinamico della borghesia italiana, si riunisce un gruppo di intellettuali, diversi per temperamento, ma accomunati da atteggiamenti anticonformistici e dal rifiuto delle regole imposte dalla società dell’epoca.
   Questo spirito di rivolta, nato dapprima in ambito letterario, si evolve in una vera e propria corrente che, a partire dalla seconda metà dell’Ottocento fino all’inizio del Novecento, coinvolge tutte le arti e pone le basi per un importante rinnovamento ideologico del mondo culturale italiano.

Al fine di offrire una panoramica completa del mondo degli scapigliati, l’esposizione svilupperà un percorso tra pittura, scultura, letteratura e musica per far rivivere al pubblico l’atmosfera di questo movimento nelle sue principali forme espressive.
   La mostra presenta una selezione di circa sessanta opere degli artisti più rappresentativi della Scapigliatura tra i quali appunto Tranquillo Cremona, Daniele Ranzoni, Giuseppe Grandi, Luigi Conconi, provenienti da prestigiose sedi come la Galleria d’Arte Moderna di Milano, la Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino, la Casa Museo Pisani Dossi, la Fondazione Lamberti di Codogno, il Civico Museo d’Arte Moderna e Contemporanea Castello di Masnago, Raccolte Frugone Musei di Genova, Civico Gabinetto dei Disegni, Castello Sforzesco e diverse collezioni private.

Un racconto pittorico, ma anche letterario e musicale, secondo la teoria, fermamente sostenuta dagli Scapigliati, delle “arti sorelle”, ovvero della necessaria contaminazione e del reciproco scambio di suggestioni tra le diverse discipline.
   Tra i personaggi che hanno frequentato gli ambienti scapigliati si annoverano infatti celebri scrittori, musicisti o librettisti come Cletto Arrighi, Iginio Ugo Tarchetti, Carlo Dossi, Giuseppe Rovani, Emilio Praga, Arrigo Boito, Antonio Ghislanzoni, Giacomo Puccini, Alfredo Catalani e molti altri.
   Per offrire, quindi, una lettura completa di un movimento che costituì un vero e proprio fenomeno culturale nell’Italia postunitaria, in mostra saranno approfonditi – con ascolti musicali, manoscritti e partiture originali e pannelli didattici – anche le opere letterarie e musicali della scapigliatura.

Lungo le sale delle Scuderie i visitatori saranno accompagnati dalle parole del capogruppo degli scapigliati, lo stesso Tranquillo Cremona, che porterà il visitatore a rivivere lo straordinario fermento culturale dell’epoca alla scoperta della vita, dell’opera e delle forti personalità dei suoi compagni.

Il progetto espositivo vanta la collaborazione di Gianfranca Lavezzi, docente dell'Università di Pavia, per gli approfondimenti letterari, e di Daniela Gatti e Candida Felici dell'Istituto Superiore di Studi musicali Franco Vittadini di Pavia, per gli aspetti legati alla musica.

ViDi, in collaborazione con l’Associazione ARTpiù Creative Project propone inoltre una serie di attività didattiche, incontri e visite guidate gratuite per bambini e adulti con l’obiettivo di approfondire le tematiche affrontate dalla mostra.

Info utili: 

Scuderie del Castello Visconteo
Viale XI Febbraio, 35 - 27100 Pavia

Orari
Dal lunedì al venerdì: 10.00-13.00/14.00-18.30
Sabato, domenica e festivi: 10.00 – 19.00
(La biglietteria chiude un’ora prima)

Biglietti
Intero: 10,00 euro | Ridotto: 8,00 euro Audioguida inclusa nel prezzo
Scuole: 5,00 euro

Informazioni e prenotazioni
www.scuderiepavia.com | info@scuderiepavia.com | Tel: +39 0382 33676
www.vivipavia.it

mercoledì 7 ottobre 2015

#arte: Francesco Casorati, Invenzioni di segno e immagine

Se avete occasione di recarvi in Alessandria, prossimamente, allora non potete proprio perdervi una capatina presso il suggestivo Palazzo Cuttica, in via Parma 1, nel cuore del centro storico alessandrino, sede di un'interessante mostra dedicata a Francesco Casorati, figlio del celeberrimo Felice, intitolata "Invenzioni di segno e immagine" (aperta fino al 31 gennaio 2016, sabato/domenica/lunedì dalle ore 15.30 alle ore 19.30). 




Una mostra proposta dal Gabinetto delle Stampe Antiche e Moderne del Museo Civico di Alessandria, incentrata su un periodo storico preciso, quello che va dal 1952 al 1963, un decennio particolarmente intenso per la produzione dell'artista torinese. 
   All'interno dell'esposizione troverete una ricca produzione calcografica, tre dipinti su tela e quindici litografie, tre partizioni ben integrate tra loro curate da Paola Gastaldi, una dimostrazione della continuità e, allo stesso tempo tempo, della varietà espressiva di Casorati.
   Un forte sperimentazione grafica, visibile anche nelle due rarissime gipsografie (incisioni su lastre in gesso con stampa in piano), "Leggenda" (1952) e "Paesaggio animato" (1958), insieme alle rispettive matrici. 

Tra i temi prediletti, Battaglie, Barconi, Officine, Teatrini, e l'onirica "Caccia alla Luna", scene fantastiche di un immaginario affascinante, un aspetto ludico che si carica di suggestione, un universo dal tratto deciso, alternato a tocchi di leggerezza unica, per un artista che, come da lui stesso dichiarato in più di un'occasione, si è sempre ispirato ai quadri di Paul Klee, grande (re)inventore di immagini archetipiche e mitiche. 

Delle architetture che, specialmente nell'opera "Costruzione fantastica" (1953), mi hanno ricordato le vertiginose geometrie di Escher, una sovrapposizione di piani assolutamente arbitraria e originale mentre, in opere quali la già citata "Caccia alla Luna" (1960), "Paesaggio animato" (1962), "Fiume" (1962) e addirittura "Natura morta su cassettone" (1962), si scorgono suggestioni quasi metafisiche, dove il tema ricorrente della Luna che si specchia sull'acqua, o su un paesaggio naturale ma dagli accenti inverosimili, fa da filo conduttore ad una narrazione di forte impatto emotivo. 




Insomma, un piccolo gioiello che val la pena di visitare, e mi raccomando, non perdetevi anche una visita all'interno del Museo Civico stesso, che contiene numerose testimonianze del passaggio napoleonico sul suolo alessandrino e del periodo risorgimentale, ma anche reperti di età romana provenienti dall'antica Derthona (oggi Tortona), con una selezione di epoca paleocristiana in ottimo stato di conservazione.