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giovedì 11 febbraio 2016

#musica: Ezio Bosso a Sanremo 2016, attimi di pura poesia

Non voglio parlare di Sanremo, delle canzonette in gara, dello spettacolo, degli abiti, del trucco e del parrucco, delle feste sfarzose e del gossip che ne consegue.
   Voglio soltanto dedicarvi una minuscola, istintiva riflessione, nata da una casualità fortuita, quella di aver deciso di sintonizzarmi su Rai Uno, proprio ieri sera, e aver assistito ad un momento di profonda poesia e umanità.


... E poi non mi venite a dire che questo Sanremo fa schifo. Che l'hanno chiamato per "fare il botto" o, ancor peggio, per intenerire la platea e l'opinione pubblica. Che fa pena.Tacete un po', una buona volta, piantatela di lamentarvi di stronzate, bassezze, ripicche e meschinità varie. Imparate ad apprezzare ciò che avete, che ci guadagnate in salute e pure in simpatia.Imparate da un uomo che è riuscito a trasformare una potenziale debolezza in un'incredibile forza, e l'ha saputo dimostrare con dolcezza, intelligenza e una buona dose di autoironia.Una lezione magistrale da parte di un grandissimo Maestro.

mercoledì 10 febbraio 2016

#arte: “Richiami: esperienze di arte contemporanea ad Alessandria. Disegno e grafica"


L'interessante mostra “Richiami: esperienze di arte contemporanea ad Alessandria. Disegno e grafica" costituisce il terzo appuntamento dedicato all’arte contemporanea alle Sale D'Arte nei pressi di Palazzo Cuttica, nel cuore del centro storico di Alessandria, appuntamento che prevede una selezione di opere che offrono  al pubblico degli spettatori una visione della ricerca portata avanti da alcuni anni da artisti del calibro di Ivano A. Antonazzo, Alessandro Beluardo, Livio Degiovanni, Marco De Rosa, Gea Ferraris, Max Ferrigno, Enrico Francescon, Riccardo Guasco, Claudio Magrassi, Michele Melotti, Cecilia Prete, Paola Rossi, alle prese con materiali e tecniche diverse. 

Dopo quella sul figurativo e quella sulla scultura, viene proposta al pubblico una breve riflessione sul concetto l'evoluzione del disegno, probabilmente la più antica forma di espressività artistica praticata dall’uomo. 
   Anche in questo caso particolare attenzione è stata posta alle forme espressive contemporanee, cominciando da quelle risolvibili con supporti elettronici, come l’affiche di Riccado Guasco o la computer grafica di Ivano Antonazzo, accanto ad altre forme più tradizionali, nelle quali l’elaborazione e la sperimentazione sono alcuni degli elementi portanti della costruzione estetica. 
   In questo caso, attraverso modalità assai differenti, si passa dai lavori di Claudio Magrassi, nei quali il disegno nasce dalla composizione di colle e macchie, a quelli di Cecilia Prete che, come i precedenti, denotano un evidente riferimento al classicismo, per continuare con l’opera al limite dell’astratto di Alessandro Beluardo, che può essere accostata agli acquerelli di Livio Degiovanni, fino all’espressionismo di Paola Rossi

L’indagine continua con le soluzioni fortemente pop di Max Ferrigno, il riferimento “street” di Marco De Rosa, la caricatura di Michele Melotti e il fumetto sui generis di Gea Ferraris. 
   Non poteva infine mancare un riferimento alla grafica attraverso le incisioni di Enrico Francescon


Se volete visitare la mostra, sappiate che è aperta fino al 10 aprile; ecco gli orari: mercoledì, sabato e domenica dalle 15.30 alle 19.30, Sale D'Arte, Via Parma, Alessandria.
   Durante la mostra sarà disponibile il catalogo con il testo critico di Carlo Pesce, curatore dell'allestimento e della mostra stessa.

martedì 9 febbraio 2016

#cinema: Joy (David O. Russell, 2016)

ALTRO CHE CASALINGA DISPERATA, AL CINEMA È ARRIVATA UNA VENTATA DI… JOY


Una volta c’erano le Donne sull’orlo di una crisi di nervi, oggi c’è Joy a raccontarci quanto possa essere variegato, determinato e ostinato l’universo femminile.

Forse il nome di Joy Mangano non vi dirà assolutamente nulla, e vi starete chiedendo per quale improbabile motivo dovreste pagare il biglietto del cinema per sorbirvi la biografia di un’emerita sconosciuta, ma quando capirete di chi si tratta, il vostro snobismo si scioglierà come neve al sole: perché la bella Joy è nientepopodimeno che l’inventrice del Miracle Mop, più  semplicemente il Mocio, lo scettro del potere di qualsiasi casalinga/o che si rispetti.

Il regista statunitense David O. Russell ha scelto di portare sul grande schermo una storia dal sapore quotidiano, raccontata con semplicità, senza abbellimenti né ricercatezze di sorta: un grande ritorno dopo l’incredibile successo di American Hustle (2013), che tuttavia ha suscitato non poche critiche a livello internazionale.
   Le accuse? L’eccessivo buonismo nel proporre un classico esempio della realizzazione del sogno americano, una favola troppo positiva dove gli ingredienti principali sono i buoni sentimenti e tanta stereotipizzazione.


Ma sapete che vi dico? A me Joy è piaciuto.
   Mi è piaciuto per la bravura di Jennifer Lawrence (ed evidentemente non soltanto a me, considerando che è candidata al Premio Oscar come Miglior Attrice Protagonista), che non sfigura nemmeno di fronte ad un mostro sacro qual è Robert De Niro, un’attrice perfetta nell’interpretare tutte le sfumature di una donna demoralizzata, divisa tra la propria ambizione e la necessità di accudire una famiglia ingombrante ed egoista, una mamma single con tanto di genitori a carico, costretta a reinventarsi e a tirare fuori l’idea vincente; mi è piaciuto per il messaggio che trasmette, che sarà anche un  po’ stereotipato, ma di cui oggi più che mai abbiamo tanto bisogno: se lo vuoi, tutto è possibile, e non c’è nulla di più vero.

Nel complesso vi posso concedere giusto un paio di critiche: il montaggio, talvolta un po’ frettoloso, che spezza la narrazione con sequenze veloci ed eccessivamente cariche di pathos, e l’interpretazione della nostrana Isabella Rossellini, esasperata nel ruolo dell’italiana media all’estero, “caciarona” e venale al limite del verosimile.

Ad ogni modo, in un panorama cinematografico dove ai supereroi si alternano eroine femminili sexy e imbellettate, io scelgo un’eroina quotidiana, che al posto del rimmel impugna il suo Mocio, una Cenerentola contemporanea in grado di farla sotto al naso alla crudele matrigna, e alla grande.

Potete trovare questo articolo anche su http://www.themacguffin.it/in-sala/joy-david-o-russell-2016/.

lunedì 8 febbraio 2016

#news - #cinema: Eccoci qui: MacGuffin apre i battenti

“Un MacGuffin non è nulla”, diceva Hitchcock. Ma se apri questo trovi dentro tutto.”

“Stai osservando attentamente?”



Brevi post enigmatici, criptici, una sorta di rebus che ha affollato le bacheche del popolo Facebookiano da qualche giorno a questa parte e che oggi, dopo ore di trepidante attesa, finalmente verrà svelato.
   Niente propaganda elettorale né astuti modi per rifilarvi un aspirapolvere ultimo modello, in realtà questo tam tam mediatico è nato per stuzzicare e incuriosire voi utenti, popolo del web, per rendervi partecipi della nascita di TheMacGuffin.it, un sito portato avanti da un gruppo di ragazzi carichi di passione, sogni, aspettative, cresciuti a pane, cinema e marmellata.

Brutta gente, pessimi soggetti che, a partire da oggi, vi proporranno una visione alternativa, pungente e talvolta ironica del variegato universo del cinema e di tutti i suoi corollari.
   Spulciando all’interno del sito troverete infatti trailer, recensioni di ultime uscite ma anche di film che sono entrati di diritto nella storia del cinema mondiale, e ancora delle serie tv più amate e discusse delle ultime stagioni e non solo, oltre ad approfondimenti su registi, attori, pellicole particolari e molto, molto altro.

Una chicca? Il consiglio del giorno, un film raccontato “in pillole quotidiane” perfetto per salvarvi la serata o fare colpo alla cena con gli amici cinefili.
   Insomma, un portale dedicato attivo proprio da oggi, pronto a farsi caparbiamente strada nel mare magnum di Internet, sperando si tratti di un piccolo, grande, inutile gingillo, inutile come la valigetta di Pulp Fiction, per intenderci.

Un’offerta che non potrete proprio rifiutare. Avete ancora dei dubbi?

giovedì 4 febbraio 2016

#libri: Ti amo e ti temo, Carlo Rosso

"Tutti desideriamo essere amati. Ma rassegnatevi: l'amore non è per tutti. Il libro può aiutarvi a riflettere sul vostro amore. Su quello attuale, passato o che sperate di trovare". 



Regalo per l'imminente San Valentino, perfetta arma di seduzione di massa per colpire al cuore un partner sfuggente?
   Prolisso saggio accademico, in grado di disintegrare in un nanosecondo tutto il romanticismo insito nella fenomenologia dell'innamoramento come lo intendiamo convenzionalmente?
Niente di tutto ciò.

Ti amo e ti temo (SV Press, 2015), ultima opera dello psichiatra e sessuologo Carlo Rosso, si pone come uno studio approfondito sulla concezione e l'epifania dell'amore ai tempi del web 2.0, senza mezzi termini né false illusioni, con piglio scientifico condito da uno stile narrativo fluido e godibile anche da parte dei "non addetti ai lavori".
   Un saggio corposo che attraversa l'arte e la scienza, la filosofia e la psicanalisi, il mito e la sessualità, alternando teoria e trattazione analitica al sentire comune, alla ricerca del significato più profondo di quel grande mistero umano che è il rapporto di coppia.

Tra i pareri autorevoli citati nel libro, oltre a quello dello stesso autore, troviamo quelli di Sigmund Freud, Jacques Lacan, Francesco Alberoni, François Jullien molti altri, figure che hanno tentato, ognuno a modo proprio, di spiegare fenomeni complessi e affascinanti come l'attrazione sessuale, l'innamoramento e il cosiddetto"amore duraturo", quello stato di grazia che tutti desiderano e pochi ottengono.

Fattore che si evince anche dalle numerose testimonianze dirette contenute nel volume, che propone stralci di storie di pazienti narrate in prima persona da Rosso, permettendo così al lettore una completa ed empatica immedesimazione e comprensione dei concetti trattati attraverso storie di quotidianità sincera e disincantata.
   Un tema quanto mai attuale insomma, specialmente nella contemporaneità, dove l'intimità ha gradualmente lasciato il posto alla fretta, alla smania di dedicarsi a relazioni in pillole, brevi ed effimere come un tweet.

Ma forse, pensandoci bene, se n'era già accorto un altro autore che d'amore se ne intendeva, e parecchio, come ci ricorda ad un certo punto Carlo Rosso tra le pagine del suo libro: stiamo parlando del palermitano Giuseppe Tomasi di Lampedusa, storico autore de Il Gattopardo che, già un secolo fa sosteneva, pessimista: "Fuoco e fiamme per un anno, cenere per trenta...".

"Questo articolo è apparso il 01/02/2016 sulla rivista online Paper Street. Per gentile concessione."
http://www.paperstreet.it/cs/leggi/ti-amo-e-ti-temo-carlo-rosso.html

martedì 2 febbraio 2016

#viaggi: La mansarda dei ravatti in trasferta a Firenze!

Come avrete notato in questi giorni i post si sono un po' diradati. Il motivo? Semplice, la Mansarda dei Ravatti (e la sua legittima proprietaria, of course) è in trasferta a Firenze, per un'inaspettata vacanza toscana. 

Come sempre, di ritorno dal viaggio proporrò un breve resoconto ricco di consigli e dritte per partire all'arrembaggio, ma nel frattempo vi voglio salutare con un'immagine piuttosto significativa, legata ad un'esperienza che tutti noi dovremmo fare, almeno una volta nella vita: vincere le vertigini, la paura dell'altezza, lasciarci andare e salire su, sempre più su, fino a quando sembra quasi di toccare il cielo con un dito.

A me è successo in solitaria, sul Campanile di Giotto, elemento prezioso della splendida cattedrale di Santa Maria del Fiore, vero e proprio gioiello di Firenze: dopo ben 414 scalini, senza ascensore, il premio è quello di godere dello spettacolare panorama di una delle città più belle al mondo, viste da un'altezza di circa 85 metri.
Insomma, ne vale la pena, garantito al 100%! ;)