ALTRO CHE CASALINGA DISPERATA, AL CINEMA È ARRIVATA UNA VENTATA DI… JOY
Una volta c’erano le
Donne sull’orlo di una crisi di nervi, oggi c’è
Joy a raccontarci quanto possa essere variegato, determinato e ostinato l’universo femminile.
Forse il nome di
Joy Mangano non vi dirà assolutamente nulla, e vi starete chiedendo per quale improbabile motivo dovreste pagare il biglietto del cinema per sorbirvi la biografia di un’emerita sconosciuta, ma quando capirete di chi si tratta, il vostro snobismo si scioglierà come neve al sole: perché la bella
Joy è nientepopodimeno che l’inventrice del
Miracle Mop, più semplicemente il
Mocio, lo scettro del potere di qualsiasi casalinga/o che si rispetti.
Il regista statunitense
David O. Russell ha scelto di portare sul grande schermo una storia dal sapore quotidiano, raccontata con semplicità, senza abbellimenti né ricercatezze di sorta: un grande ritorno dopo l’incredibile successo di
American Hustle (2013), che tuttavia ha suscitato non poche critiche a livello internazionale.
Le accuse? L’eccessivo buonismo nel proporre un classico esempio della realizzazione del sogno americano, una favola troppo positiva dove gli ingredienti principali sono i
buoni sentimenti e tanta
stereotipizzazione.
Ma sapete che vi dico? A me
Joy è piaciuto.
Mi è piaciuto per la bravura di
Jennifer Lawrence (ed evidentemente non soltanto a me, considerando che è
candidata al Premio Oscar come Miglior Attrice Protagonista), che non sfigura nemmeno di fronte ad un mostro sacro qual è
Robert De Niro, un’attrice perfetta nell’interpretare tutte le sfumature di una donna demoralizzata, divisa tra la propria ambizione e la necessità di accudire una famiglia ingombrante ed egoista, una mamma single con tanto di genitori a carico, costretta a reinventarsi e a tirare fuori l’idea vincente; mi è piaciuto per il messaggio che trasmette, che sarà anche un po’ stereotipato, ma di cui oggi più che mai abbiamo tanto bisogno: se lo vuoi, tutto è possibile, e non c’è nulla di più vero.
Nel complesso vi posso concedere giusto un paio di critiche: il
montaggio, talvolta un po’ frettoloso,
che spezza la narrazione con sequenze veloci ed eccessivamente cariche di pathos, e
l’interpretazione della nostrana Isabella Rossellini, esasperata nel ruolo dell’italiana media all’estero, “caciarona” e venale al limite del verosimile.
Ad ogni modo, in un panorama cinematografico dove ai supereroi si alternano eroine femminili sexy e imbellettate, io scelgo
un’eroina quotidiana, che al posto del rimmel impugna il suo Mocio, una Cenerentola contemporanea in grado di farla sotto al naso alla crudele matrigna, e alla grande.
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