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sabato 18 luglio 2015

#libri: Appunti di viaggio... tra le pagine di un libro...



Ci sono libri che sembrano fatti apposta per accompagnarci durante un viaggio in treno, perfetti per farci compagnia durante un momento di pausa dal lavoro, dallo studio o prima di andare a letto, da assaporare con calma o da leggere tutto d'un fiato. È proprio il caso di "La lezione di Milano. Un Romanzo di formazione" di Matteo di Pascale (Blonk, luglio 2015): ecco una serie di “appunti di viaggio” presi on the road – tra le pagine, s'intende!

- Siamo abituati a leggere libri divisi per capitoli, eventualmente per sezioni, ma i “Frammenti” di questo ebook sono proprio una piacevole variante: una forma narrativa particolare, attraverso cui l'autore sottolinea, appunto, la frammentarietà dell'opera, che nasce e si sviluppa proprio come una sorta di vademecum di riflessioni, episodi e vicende di un ragazzo mosso da sentimenti contrastanti.

- Leggendo attentamente il volume, poi, salta all'occhio una seconda suddivisione, piuttosto netta (forse un po' troppo), in due parti ben riconoscibili: la prima, puramente narrativa, caratterizzata da un linguaggio semplice, quasi vicino al parlato, racconta in prima persona le esperienze di vita quotidiana di un universitario tipo; la seconda, invece, contiene numerose riflessioni vicine all'ambito filosofico (in accordo con il protagonista, studente di filosofia alla Statale di Milano), sulla vita e sul suo aspetto materiale e morale.

- Grande pregio dell'opera: il taglio spigliato, semplice e a tratti decisamente divertente, che coinvolge subito nella lettura.

- Dopo aver trovato il pregio, ecco spuntare anche un difetto (legge del contrappasso docet): la narrazione risente dei classici luoghi comuni sulle grandi città – in questo caso Milano (impersonale, dove tutti vanno perennemente di fretta, grigia e legata al dio denaro) – e anche il ritratto del protagonista non si allontana troppo dallo stereotipo del "ragazzo di campagna che se ne va in città" – in questo caso un diciannovenne maremmano sprovveduto e sognatore.

- Nonostante, dalle prime pagine, passi tutta la voglia di andare a fare una gita domenicale nella città meneghina, proseguendo nella lettura troviamo descrizioni accurate di questo luogo tanto ostile quanto suggestivo. Appuriamo così che, oltre alla cotoletta alla milanese, al risotto allo zafferano e alla Madonnina, c'è ben altro nell'indomita Milano.

- Il sottotitolo è, indubbiamente, rispettato in pieno: un “romanzo di formazione” coi fiocchi. Grazie all'influenza di "Dom", personaggio eclettico e sopra le righe, il nostro "eroe contemporaneo" lascerà da parte aspettative esagerate, ingenue illusioni e sogni nel cassetto per cogliere, finalmente, la vera essenza della sua esperienza, lontano dal paese d'origine e dalle abitudini di sempre, una crescita professionale ma soprattutto caratteriale, e una maturità che gli permetterà di comprendere appieno quegli anni di transizione tra giovinezza ed età adulta.

Questo viaggio milanese, virtuale e letterario, è terminato, lasciando la voglia di visitare questa città, nella sua veste di madre e matrigna, con altri occhi: città sognata, idolatrata e disprezzata al tempo stesso, in grado di spingere i suoi abitanti, o chiunque sia disposto a perdersi nelle sue strade, a una vera e propria metamorfosi, da sognatori a pensatori, ma soprattutto da ragazzi a uomini.

"Questo articolo è apparso il 18/07/2015 sulla rivista online Paper Street. Per gentile concessione." http://www.paperstreet.it/cs/leggi/la-lezione-di-milano-un-romanzo-di-formazione-matteo-di-pascale.html

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