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venerdì 12 agosto 2016

#film: Poltergeist, Gil Kenan

Quando una roba viene bene, andrebbe lasciata esattamente com'è.
   Questo vale per le ricette, per le relazioni interpersonali, per i libri e... soprattutto per i film.
Sì perché, quando ti vai a confrontare con un filmone cazzuto, che ha segnato una generazione intera di cinefili, è quasi scontato che tu ti faccia malissimo, e che non possano che venir fuori delle cazzate disumane.
   E, infatti, è proprio quel che è successo al povero Poltergeist, quello sfigatello del 2015, s'intende, una pellicola che ci fa nascere, in maniera del tutto spontanea, direttamente dal più profondo del nostro cuoricino, una sola domanda: ma perché, porco mondo?!
   Ma perché, caro Gil Kenan, ti sei andato a impelagare in un tale ginepraio, invece di spremerti le meningi e farti venire una mezza (e dico mezza, non pretendo molto) idea originale?


Insomma, avrete capito che una roba più inutile non si poteva fare: il film, in effetti, fa paura. 
   Ma non nel senso che tutti noi, anime innocenti, vorremmo ardentemente, giammai, fa paura nel senso che fa proprio cagare, è semplicemente un copia - incolla della trama e della struttura del film originale, il vero Poltergeist. Demoniache Presenze del 1985, un remake infarcito di idiozie e inutili gingilli tecnologici, atti soltanto a farci capire, casomai fossimo tonti e non lo avessimo compreso, che siamo nel Ventunesimo secolo.

Cellulari che sfrigolano ed elettrizzano capelli che manco la 220 di casa, elettrodomestici posseduti ma, chicca assoluta, l'esplorazione di ciò che resta del cimitero infestato sotto casa fatta tramite un... drone.
   Sì, avete capito bene: avete presente quei bei giocattolini che son più le volte che spaccano la testa a ignari turisti di quelle che vagano per l'aere indisturbati?
   Proprio quello.
Immaginatevi il trauma e lo sconcerto di questi poveri e irrequieti morti stecchiti quando si sono visti arrivare addosso un aggeggio pilotato da un ragazzino di 10 anni, roba da pauuura.



Inoltre, tutto questo uso/abuso della tecnologia toglie valore alla scena madre del film originale, qui ripresa paro paro, quella del televisore, catalizzatore delle presenze demoniache che infestano la casa, capace addirittura di inglobare la piccola di casa, Maddy.

Ma come se non bastasse, a far crollare inesorabilmente l'intera pellicola nel mondo della parodia è il surreale personaggio di Carrigan Burke (un improbabile e un po' cazzone Jared Harris), chiamato dalla famiglia Bowen per salvare la piccola Madison: una sorta di "acchiappafantasmi" televisivo dal carisma irresistibile (?), l'unione sopraffina del fascino di Gordon Ramsey + una pungente ironia alla Bastianich + la viulenza di Antonino Cannavacciuolo nei suoi momenti peggiori, un Giacobbo de 'noantri che irrompe sulla scena come un elefante in una cristalleria, trasformando l'intera operazione nella più totale confusione cinematografica.


Anche i personaggi (e i rispettivi interpreti) zoppicano parecchio: una mamma (Rosemary DeWitt) che dà della psicotica alla propria bambina (Kennedi Clements), una sorella maggiore col mestruo perenne (Saxon Sharbino), un papà ebete come solo i papà nei film horror sanno essere (Sam Rockwell), insomma il delirio più totale e completo.

A 'sto punto, direi che, più che Poltergeist, sembra uno Scary Movie mal riuscito, uno degli ultimi, per intenderci e, nonostante gli effetti speciali si siano ovviamente evoluti, il film non ha nulla da aggiungere alla pellicola originale, ben congegnata ed equilibrata, grazie a quel pizzico di ironia che Tobe Hooper, con lo zampino di Steven Spielberg, aveva saputo infondere nella sua creatura.

Tirando le somme... un film da guardare soltanto se siete under 12 (tanto si sa, a quell'età non capiscono una cippa). O masochisti. O stitici.  O se non sapete nemmeno che cosa sia un vero film horror, e allora, che vi parlo a fare, tzè... 



"Questo articolo è apparso su TheMacGuffin.it. Per gentile concessione".

martedì 9 agosto 2016

#libri: L'orrore invisibile, Steve Santori

Ecco con un nuovo appuntamento dedicato agli scrittori esordienti, nato in collaborazione con il sito http://www.recensioniperesordienti.it/ per proporvi recensioni, focus e interviste agli autori che si affacciano per la prima volta nel variegato mondo letterario che noi lettori famelici tanto amiamo.

Per chi di voi ancora non li conoscesse, provvedete subito, mi raccomando: RecensioniPerEsordienti e ChanceinComune sono due portali online nati dalla passione di un gruppo di ragazzi per la lettura, la scrittura e la narrativa, un team che ha tanta voglia di mettersi in gioco e diffondere la cultura nel web, un team ben consolidato di cui faccio parte anch'io, con grande piacere.

E allora proseguiamo con la nostra avventurosa partnership con la recensione di un romanzo affascinante e inquietante, L'orrore invisibile, di Steve Santori: buona lettura!


Una vecchia casa coloniale che nasconde un inenarrabile segreto. Un gruppo di adolescenti apparentemente impazziti, immersi in una scia di orrore, violenza, sangue e follia che sembra non avere mai fine. Uno psichiatra chiamato a salvare da pessima sorte un liceo classico della provincia marchigiana, un compito che potrebbe rivelarsi fatale anche per un luminare della scienza...

Gli ingredienti per fare di “L'orrore invisibile”, libro d'esordio del talentuoso Steve Santori, un ottimo thriller ci sono tutti: l'intreccio narrativo è incalzante, il ritmo serrato non lascia un solo istante di tregua al lettore, i personaggi sono bizzarri, spregevoli, perfettamente caratterizzati e, perlopiù, repellenti quanto basta per farsi ricordare per lungo tempo.

Ma “L'orrore invisibile” non è soltanto un thriller ben congegnato, poiché l'elemento più prezioso dell'intera opera è sicuramente la capacità dell'autore di aggiungere un pizzico di ironia anche nei momenti più drammatici: un esempio su tutti l'azzeccato paragone tra il liceo, microhabitat variegato tenuto costantemente sotto controllo da professori vigili e telecamere a circuito chiuso, e la casa del Grande Fratello, ricovero di derelitti e personaggi di dubbio gusto.
   Un paragone che ci mostra il gusto, tutto orwelliano, che l'autore prova nel sondare l'animo umano, le sue reazioni, emozioni, desideri e pulsioni, spesso più assimilabili all'ambito animale che prettamente umano, prendendolo in giro con salace sarcasmo. 
   Sarcasmo percepibile anche nello stile linguistico enfatico, talvolta esagerato, comunque sopra le righe, come del resto l'intera narrazione.

Indubbiamente uno spunto che fornisce il perfetto aggancio per un pensiero che va a scuotere energicamente il mondo della letteratura contemporanea: chi ha stabilito che un buon thriller, per essere tale, debba necessariamente affidarsi soltanto all'elemento triviale, alla crudezza degli omicidi più efferati, magari fini a se stessi?

Perché nel volume di Santori gli omicidi, il sangue, l'elemento orrorifico ci sono, eccome se ci sono, ma diventano fattori propedeutici a riflessioni ben più importanti: i giovani protagonisti che conosciamo pagina dopo pagina mostrano un disagio che, al di là dell'elemento surreale che caratterizza talvolta questo genere letterario, diventa manifesto delle nuove generazioni, sempre in lotta per conquistarsi il proprio spazio nel mondo, spesso alle prese con difficoltà e un senso di scoramento difficilmente assimilabile.
   Insomma, thriller ma anche metafora di una società in pieno disfacimento, in balia di slogan pubblicitari, smartphone e un profondo, difficilmente colmabile senso di solitudine che nulla (e nessuno) risparmia.

giovedì 4 agosto 2016

#cultura: Torna la Festa del Pensiero di Alessandria... E vuole crescere!


Dal 15 al 18 settembre ad Alessandria arriva la seconda edizione della Festa del Pensiero, un festival culturale che crede nel pensiero critico e nella libera riflessione.
  Il tema di quest’anno sarà “la tregua”.

La Festa, patrocinata dal Comune, dalla Provincia di Alessandria e dall’Università del Piemonte Orientale, è organizzata dall’Associazione “Fili – laboratorio filosofico permanente” e dall’IIS Saluzzo-Plana, in collaborazione con l'Associazione La Voce della Luna e in rete con il Conservatorio A. Vivaldi e altre associazioni culturali e i media locali.

Il festival comprende 4 giorni di eventi eterogenei: mostre, laboratori, concerti, caffè filosofici, proiezioni di film, spettacoli teatri, conferenze e convegni, passeggiate.
   Molti di questi incontri sono organizzati autonomamente o con l’aiuto dei ragazzi della città (studenti degli istituti superiori, del Conservatorio di Alessandria, giovani universitari).

Per realizzare tutto questo e crescere abbiamo bisogno del vostro contributo, per creare insieme un’occasione e uno spazio di tregua, nel quale fare cultura per riprendere il filo del pensiero critico.

Per saperne di più www.festadelpensiero.it o seguici sulla nostra pagina Facebook: Festa del Pensiero
Oppure scrivi a info@festadelpensiero.it e guarda il video al link https://www.youtube.com/watch?v=R_3AWWJubRo per capire meglio di che si tratta.


La donazione, a partire da 10 euro, è possibile senza limiti di cifra e può essere realizzata entro l'8 settembre 2016 sull'IBAN: IT75M0853010400000440114794 di Banca d’Alba, filiale di piazza della Libertà 26, 15121 Alessandria, intestato a FILI. LABORATORIO FILOSOFICO PERMANENTE, con il nominativo di chi effettua e la causale “erogazione liberale per seconda festa del pensiero”; se si desidera ricevuta via mail o in cartaceo si prega di fornire i dati necessari, che verranno rigorosamente tutelati secondo la normativa relativa alla privacy.

I nomi dei sostenitori del progetto saranno pubblicati e ringraziati sulle le nostre pagine social e sul sito.

Oltre alla donazione libera sopra citata, sempre allo stesso IBAN potrete effettuare una donazione per contribuire ad un'altra iniziativa importante, il fundrasing civico: una raccolta di fondi nella Città per portare a termine il lavoro dei ragazzi della Festa del Pensiero e permettere a chiunque lo desideri di supportarne il progetto.

Le spese di realizzazione, fortemente ridotte grazie all’impegno totalmente volontario degli organizzatori e dei collaboratori e alla generosità di molti ospiti e fornitori, si riferiscono principalmente:

  • alla presenza e alla performance di più di 30 artisti (2200€)
  • al service necessario per la fruizione degli eventi (2200€)
  • ai costi SIAE (2000€)

Infine, per sostenere le iniziative culturali della Festa del Pensiero, abbiamo deciso di provare anche il crowdfunding, una raccolta fondi online attiva per 40 giorni al link https://www.eppela.com/it/projects/9680-festa-del-pensiero, dove potrete effettuare una donazione a partire da 5 euro. 

Sostenete la cultura, sostenete la Festa del Pensiero di Alessandria! 


martedì 2 agosto 2016

#cinema: Saffo e Ganimede: tutta la bellezza dell'amore omosessuale al cinema

Sul grande schermo, quando parliamo di storie d'amore, immediatamente pensiamo a dichiarazioni romantiche alla Shakespeare in Love, a momenti struggenti come ne Le pagine della nostra vita, ad altri di passione in stile Ghost e Moulin Rouge.

Che madornale errore! Siamo nel 2016 gente e, specialmente negli ultimi anni, alcuni tra i ruoli più intensi e forti provengono direttamente da pellicole cinematografiche a tema omosessuale: fortunatamente ne è passata di acqua sotto i ponti dallo scandalo all'uscita de I segreti di Brokeback Mountain (e stiamo parlando del 2005, non del 1800), e ad oggi un bacio o una scena d'amore omo non destano più tutto questo scalpore.

Se volete scoprire questa classifica cinematografica dedicata al mondo gay ma non solo, una top5 che vi farà emozionare e riflettere (sul serio), allora non vi resta che cliccare qui, per essere catapultati direttamente su TheMacGuffin.it.
   Buona lettura! :)


venerdì 29 luglio 2016

#film: Intuito Femminile, Martin Basile

Oggi facciamo la conoscenza di Martin Basile, rapper decisamente sui generis, classe '92, un talento poliedrico dallo stile personalissimo, fatto di citazioni e rimandi alla letteratura italiana, ma anche di sonorità vicine al jazz e al soul.



E a noi cinefili che ce frega, direte voi, ma vi sbagliate: perché il buon Basile ci sa fare anche dietro alla macchina da presa, inizialmente come regista dei suoi stessi videoclip musicali, ad oggi come videomaker del suo primo cortometraggio, “Intuito femminile”, in uscita il prossimo 22 giugno sul canale YouTube del rapper e presentato in anteprima proprio qui da noi, su TheMacGuffin.it

Il corto, girato in una birreria di Recco, è un adattamento del brano “Gettandomi in ambigue immedesimazioni richieste ma non richieste”, del gruppo musicale Uochi Toki, brano che fornisce il pretesto per una storia decisamente intrigante.

Se vi siete in incuriositi, cliccate qui... e buona lettura!

mercoledì 27 luglio 2016

#cinema: The Nice Guys, Shane Black

Prima di raccontarvi qualcosa di questo film, devo fare un sentito ringraziamento al regista della pellicola The Nice Guys, Shane Black: grazie, grazie per avermi fatta ridere di gusto quando, solitamente, al cinema più che un ghigno schifato non riesco a tirare fuori.


Ma torniamo a noi: siamo nel 1977, in una Los Angeles corrotta fino al midollo dove si muovono due strani personaggi, diametralmente opposti: Jackson Healy (Russell Crowe) e Holland March (Ryan Gosling).
   Il primo, un lupo solitario che si mantiene pestando su commissione criminali di poco conto, un uomo trasandato che maschera la propria insoddisfazione con un atteggiamento da duro.
   Il secondo, un detective, vedovo, padre di una ragazzina cazzuta come poche, sgangherato ed alcolizzato al limite dell'umana immaginazione.
March e Healy, dopo la morte violenta della nota attrice porno Misty Mountains, si ritrovano invischiati in un intreccio di politica e intrighi inaspettati, alla disperata ricerca di una ragazza di nome Amelia, misteriosamente scomparsa.

Sarà con la morte del fidanzato di Amelia, bruciato vivo con una misteriosa pellicola, che i detective scopriranno che le due ragazze hanno un legame che li porterà in una girandola di situazioni sempre più pericolose... ma soprattutto tragicomiche, perché oltre all'azione, in The Nice Guys si ride di gusto, senza mezze misure.

I personaggi sono entrambi riuscitissimi: Gosling, oltre a essere buono come pochi, è uno dei pochi belli hollywoodiani in grado di prendersi in giro godendone e restando comunque un sex symbol (e un ottimo interprete), un personaggio sfaccettato, molto più profondo di quanto mostri la prima impressione.
   Le sue cadute rovinose e rocambolesche sembrano non scalfirlo, il ruolo della "bionda svampita" gli calza a pennello, e il risultato è a dir poco magistrale.

Stessa cosa vale per Russel Crowe, finalmente rinato (professionalmente, perché sull'estetica è meglio stendere un velo pietoso, ahimè...,), divertente, autoironico e burbero al punto giusto, un "gladiatore" alquanto appesantito ma ancora gagliardo come pochi.


Ovviamente, la trama risulta architettata appositamente per allestire siparietti divertenti tra i due detective, ma questo fattore non toglie assolutamente smalto al film: le scene sono incredibilmente divertenti, ben strutturate, il contrasto tra i due personaggi principali dà origine a una comicità prorompente, infarcita di dialoghi esilaranti, brillante anche nelle scene più ovvie, andando a rispolverare quella caustica comicità anni Settanta che non passerà mai di moda.

Insomma, The Nice Guys è un mix perfettamente bilanciato tra l'eroismo auto-ironico di Crowe e la lucida follia di Gosling, e un (ari)plauso va a Shane Black, regista e sceneggiatore (sue creature come Arma letale e Kiss Kiss Bang Bang), che è riuscito a costruire una pellicola in grado di intrattenere senza mai stancare o annoiare lo spettatore.

lunedì 25 luglio 2016

#libri: Ogni donna è un segreto, Francesco Spiedo e Mario Emanuele Fevola


"Ogni donna è un segreto", racchiude dentro di sé verità che soltanto lei può conoscere e comprendere, un universo emotivo profondo che difficilmente un uomo potrà mai sondare anche se, in effetti, gli autori di questo romanzo sono riusciti decisamente bene in questa ardua impresa.

Francesco Spiedo (ingegnere, istruttore di Arti Marziali, già al suo terzo romanzo) e Mario Emanuele Fevola (laureato in Psicologia, autore di una raccolta di racconti), 46 anni in due, nonostante la giovane età raccontano storie femminili estremamente vivide, realistiche, con un indubbio valore introspettivo e una prospettiva intimistica di grande impatto sul lettore.

Conosciamo così Luis, parrucchiere che diventa prezioso custode dei segreti delle sue clienti, Annarella, bellezza verace che nasconde un animo fragile di donna tradita, Carmela, moglie e madre tipicamente italiana, Francesca, giovane donna alle prese con le prime delusioni d'amore, Zia Maria, antica depositaria della saggezza popolare dei quartieri popolari del cuore di Napoli, personaggi veri, concreti, che ci parlano attraverso le pagine di un romanzo che sa trattare, con apparente leggerezza, tematiche non sempre semplici da narrare.

Perché oltre alle confessioni femminili, alle storie di vita vissuta, tra i vicoli di una città che respira, si muove e si evolve con i suoi abitanti, gli autori dipingono a tinte delicate e dolcissime la storia sentimentale di Luis, Luigi, parrucchiere ma soprattutto trentenne omosessuale alle prese con la realtà tipica del quartiere, dove ammettere di essere gay, anche nel 2016, non è mai facile, dove vivere la propria, seppur bellissima, storia d'amore può rappresentare un ostacolo, ma certamente non insormontabile.
   E infatti l'epilogo della vicenda, che da solo varrebbe già di per sé tutto il romanzo, ci dona un messaggio di amore e speranza di rara intensità, dove la commozione è d'obbligo, e il lieto fine tanto atteso, finalmente, si compie.

Siamo di fronte a una storia di diversità e integrazione, ad una concezione dell'omosessualità giustamente lontana dai soliti cliché, perché quella tra Luis e il suo compagno è una storia d’amore, e niente più, due giovani innamorati, e nient’altro.
   Un libro che ci insegna che non c’è nulla di diverso nell’essere diversi.

"Ogni donna è un segreto" è un volume assolutamente consigliato, edito da La Bottega delle Parole, promotrice anche dell’unica fiera del libro in Campania (Ricomincio dai Libri, quest’anno arrivata alla terza edizione), con l’obiettivo di creare un prodotto in grado di avvicinare alla lettura, di affrontare un argomento delicato come l’omosessualità (e la diversità in genere) e di prestarsi bene a degli adattamenti teatrali.

Di fatti, proprio con l’obiettivo di avvicinare un pubblico normalmente lontano e non avvezzo alla lettura, nasce la volontà di organizzare presentazioni itineranti, attraverso sketch messi in scena per le strade di Napoli e provincia.
   Far uscire la letteratura dai circoli elitari, avvicinarsi ai lettori, superando tutte le barriere architettoniche che hanno messo in crisi il mondo editoriale.
   Non c’è altro modo di educare il popolo, se non parlandogli.
Mettere in mostra la diversità come normalità. Rendere normale la diversità. Per far sì che storie d’amore come quella del romanzo, non restino solo opere di fantasia.